21 Aprile 2021
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RIFORMA E RIFORME - I vescovi lucchesi nel XX secolo

Conferenza
Il Centro Culturale P.M. Vermigli con la collaborazione della Chiesa Valdese di Lucca, ha programmato sei incontri sul tema "Lucca e Ginevra dal cinquecento ad oggi" in preparazione del Centro Ecumenico Diodato - Agresti.
Il quinto dei sei incontri "I vescovi lucchesi del XX secolo" è stato tenuto dal Prof.RAFFAELE SAVIGNI

Professore di Storia medievale all´Università di Bologna
, Studioso di Storia del Cristianesimo, ha conseguito l´abilitazione scientifica per il settore Scienze del libro e del documento e scienze storico-religiose. Ha insegnato anche Paleografia latina ed ha tenuto lezioni in alcuni master di ambito archivistico-librario. Membro (1994-2002) del gruppo di ricerca nazionale «Studi sulla letteratura esegetica cristiana e giudaica antica» e del Comitato scientifico della rivista «Actum Luce» e socio corrispondente di «Reti medievali», è vicepresidente del Centro di studi «Ravennatensia». Presiede la Commissione per gli obblighi formativi (OFA) e il Comitato scientifico della Biblioteca di Campus di Ravenna ed è membro del Collegio docenti del Dottorato «Studi sul patrimonio culturale». Collabora con il CISEC (Centro interdipartimentale di Scienze delle religioni) e con l´osservatorio regionale dell´AISSCA per la Toscana.
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

A P R I L E
Versetto del mese
Cristo è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura
(Colossesi 1,15)


Salmo della settimana: 23

Martedì 20 Aprile
Dio disse a Noè: «Ecco, io stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi; non ci sarà più diluvio per distruggere la terra» (Genesi 9,9-10.11)
Perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo (Colossesi 1, 23)

Quando l Evangelo è predicato e ascoltato si rivela una potenza che afferra e impegna l uomo sino alle radici del suo essere e imposta in modo radicalmente diverso tutta la sua vita e tutto il so pensiero, rinnova tutta la sua mentalità, ponendola nella situazione nuova di u9mo che guarda tutte le cose nella prospettiva di Cristo e della potenza della sua salvezza, di uomo sottoposto all’esigenza di Dio, che lo reclama interamente per sé .
Vittorio Subilia

Matteo 9,35; Colossesi 4, 2-6









Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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