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RAI Radio1. Il Culto evangelico in onda alle 6.35 della domenica mattina

13-09-2018 19:52 - News
Dal 16 settembre, la trasmissione domenicale di Radio1 RAI, prodotta in convenzione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), lascerà l´attuale collocazione oraria delle 9.05 per andare in onda alle 6.40 della mattina

Il Culto evangelico cambia ancora orario. Da domenica 16 settembre, con il nuovo palinsesto, la trasmissione domenicale di RAI Radio1, prodotta in convenzione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), lascerà l´attuale collocazione delle 9.05 per andare in onda alle 6.35 della mattina.

"Si tratta della terza variazione oraria che il Culto evangelico subisce dal gennaio scorso, un fatto che ha creato e certamente creerà disorientamento tra i nostri ascoltatori", commenta il presidente della FCEI, pastore Luca Maria Negro, aggiungendo riguardo al passaggio alle 6.35: "Avremmo preferito ritornare al nostro orario tradizionale delle 7.30, quello che abbiamo mantenuto per decenni. Tuttavia, questa richiesta, che pure avevamo avanzato, non è stata accolta".

Il nuovo palinsesto definito dalla direzione di Roberto Pippan, smantella dopo pochi mesi la lunga maratona domenicale delle rubriche religiose di Radio1, ideata dal precedente direttore Gerardo Greco, che partiva con il Culto evangelico alle 9.05 fino all´Angelus in piazza San Pietro alle 12.15.

"Quella delle 9.05 – ha ricordato Negro – è stata un´esperienza durata 8 mesi che ha avuto la grave conseguenza di precludere la messa in onda del Culto evangelico in Friuli Venezia Giulia, Trentino e Sardegna per la concomitanza con la programmazione regionale. In positivo, il nuovo orario ci permette di recuperare l´ascolto delle tre regioni".

"Le 6.35 rappresentano un orario particolarmente ´mattiniero´, ma fanno comunque parte del prime time antimeridiano di Radio1 – ha affermato il pastore Luca Baratto, curatore del Culto evangelico -. Speriamo che i nostri fedeli ascoltatori possano continuare a seguirci come hanno sempre fatto in passato".

Le puntate del Culto evangelico sono disponibili sul sito RaiPlayRadio, alla pagina www.cultoevangelico.rai.it, dove è possibile scaricare il podcast delle trasmissioni già andate in onda.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

Salmo della settimana: 10

Lunedì 18 Marzo

Guai a quelli che mettono per iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai deboli, per spogliare del lo diritto i poveri (Isaia 10, 1-2)
Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà (Romani 12, 2)

Signore amorevole, liberaci da quell’atteggiamento difensivo che troppo rapidamente ci spinge a rifiutare e respingere, da quell’arroganza che troppo rapidamente ci porta a giudicare, da quella meschinità d’animo che ci impedisce di scoprire il bene presente nell’altro. Liberaci, Signore, affinché possiamo amare ed imparare
Dal Consiglio Ecumenico delle Chiese

Genesi 37, 3-36; I Samuele 14, 1-15




PREGHIERA

E’ buio, Signore, dentro di me, ma presso di te c’è la luce.
Sono solo, ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di te c’è l’ aiuto.
Sono inquieto, ma presso di te c’è la pace.
In me c’è amarezza, ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie, ma tu conosci la mia via.

Ravasi


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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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