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Quinto centenario della Riforma protestante: il sinodo si prepara allo storico appuntamento

23-08-2016 10:11 - News
Numerosi gli eventi per celebrare il "cristianesimo plurale".
Gli interventi di Fulvio Ferrario (decano della Facoltà valdese di teologia) e di Heiner Bludau (decano della Chiesa luterana in Italia)


Quello del Cinquecentenario della Riforma protestante del 2017 sarà il primo centenario che si svolgerà in chiave ecumenica, a livello globale e con l´attiva partecipazione delle donne, che solo nel corso del secolo appena concluso hanno avuto accesso al ministero pastorale. E´ quanto è stato fatto notare nel corso della prima conferenza stampa svoltasi oggi nel quadro del sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto) dedicata appunto al tema che caratterizzerà fortemente la vita delle chiese evangeliche nel prossimo anno: le commemorazioni per i 500 anni dall´affissione delle 95 tesi da parte del Riformatore Martin Lutero al portone della chiesa del castello di Wittenberg.

"Sarà un´occasione per ricordare e celebrare lo specifico delle chiese della Riforma: quello cioè di un cristianesimo autenticamente plurale, nell´ambito del quale si può essere chiesa in modo diverso", ha affermato il teologo Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, intervenuto nella conferenza. Gli ha fatto eco il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), pastore Heiner Bludau, ricordando che la Riforma non è solo luterana, ma che tocca tutta la pluralità delle chiese protestanti: "Tra le stesse chiese sorelle sarà un´occasione per avviare un percorso di reciproca riscoperta".

Sottolineando come la Riforma sia stata plurale sin dalle sue origini, Ferrario ha ricordato che il movimento ecumenico è nato proprio nel quadro delle chiese protestanti: "Senza le chiese della Riforma, non ci sarebbe stata l´ecumene". Ferrario ha poi fatto notare come le "parole della Riforma" del XVI secolo - quali "dottrina della Grazia" o il "primato della Scrittura" – siano diventate "parole ecumeniche", mentre Bludau ha citato il documento luterano-cattolico "Dal conflitto alla comunione", ad indicazione di un cammino ben tracciato, nel cui solco si inseriranno le commemorazioni a Lund, alle quali parteciperà anche papa Francesco il 31 ottobre prossimo.

Un anniversario insomma, che vuole essere anche un messaggio di riconciliazione, in un momento storico segnato dalla recrudescenza di integralismi e fanatismi, a dimostrazione del fatto che l´"unità nella diversità riconciliata" è possibile.

Numerosi sono gli eventi – dibattiti, conferenze, convegni, mostre – in preparazione in Italia organizzati sia dalle chiese evangeliche sia in collaborazione con istituzioni ed enti locali, ma anche con la Conferenza episcopale italiana (CEI).

Per l´occasione è stato creato il sito web che raccoglie i vari appuntamenti in agenda. Tra questi ricordiamo il Congresso nazionale per il Cinquecentenario della Riforma che si svolgerà l´anno prossimo a Milano nei giorni di Pentecoste, e il Convegno su "Le donne della Riforma", promosso dalle chiese evangeliche di Firenze e in programma il 5 e 6 maggio prossimi. Ancora, a metà novembre di quest´anno, si terrà a Trento il Convegno "Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma. Uno sguardo comune sull´oggi e sul domani", promosso dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della Conferenza episcopale italiana (CEI), in collaborazione con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Ieri sera l´assemblea sinodale ha eletto Danielle Jouvenal a presiedere i lavori, mentre questa mattina il sinodo è entrato nel vivo del dibattito concentrandosi dapprima sui temi del dialogo ecumenico (intra - e interconfessionale), ed interreligioso, nonché sui preparativi in vista delle celebrazioni del Giubileo della Riforma.

Fonte: NEV Notizie Evangeliche

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2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
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Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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