07 Maggio 2021
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Quinto centenario della Riforma protestante: il sinodo si prepara allo storico appuntamento

23-08-2016 10:11 - News
Numerosi gli eventi per celebrare il "cristianesimo plurale".
Gli interventi di Fulvio Ferrario (decano della Facoltà valdese di teologia) e di Heiner Bludau (decano della Chiesa luterana in Italia)


Quello del Cinquecentenario della Riforma protestante del 2017 sarà il primo centenario che si svolgerà in chiave ecumenica, a livello globale e con l´attiva partecipazione delle donne, che solo nel corso del secolo appena concluso hanno avuto accesso al ministero pastorale. E´ quanto è stato fatto notare nel corso della prima conferenza stampa svoltasi oggi nel quadro del sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto) dedicata appunto al tema che caratterizzerà fortemente la vita delle chiese evangeliche nel prossimo anno: le commemorazioni per i 500 anni dall´affissione delle 95 tesi da parte del Riformatore Martin Lutero al portone della chiesa del castello di Wittenberg.

"Sarà un´occasione per ricordare e celebrare lo specifico delle chiese della Riforma: quello cioè di un cristianesimo autenticamente plurale, nell´ambito del quale si può essere chiesa in modo diverso", ha affermato il teologo Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, intervenuto nella conferenza. Gli ha fatto eco il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), pastore Heiner Bludau, ricordando che la Riforma non è solo luterana, ma che tocca tutta la pluralità delle chiese protestanti: "Tra le stesse chiese sorelle sarà un´occasione per avviare un percorso di reciproca riscoperta".

Sottolineando come la Riforma sia stata plurale sin dalle sue origini, Ferrario ha ricordato che il movimento ecumenico è nato proprio nel quadro delle chiese protestanti: "Senza le chiese della Riforma, non ci sarebbe stata l´ecumene". Ferrario ha poi fatto notare come le "parole della Riforma" del XVI secolo - quali "dottrina della Grazia" o il "primato della Scrittura" – siano diventate "parole ecumeniche", mentre Bludau ha citato il documento luterano-cattolico "Dal conflitto alla comunione", ad indicazione di un cammino ben tracciato, nel cui solco si inseriranno le commemorazioni a Lund, alle quali parteciperà anche papa Francesco il 31 ottobre prossimo.

Un anniversario insomma, che vuole essere anche un messaggio di riconciliazione, in un momento storico segnato dalla recrudescenza di integralismi e fanatismi, a dimostrazione del fatto che l´"unità nella diversità riconciliata" è possibile.

Numerosi sono gli eventi – dibattiti, conferenze, convegni, mostre – in preparazione in Italia organizzati sia dalle chiese evangeliche sia in collaborazione con istituzioni ed enti locali, ma anche con la Conferenza episcopale italiana (CEI).

Per l´occasione è stato creato il sito web che raccoglie i vari appuntamenti in agenda. Tra questi ricordiamo il Congresso nazionale per il Cinquecentenario della Riforma che si svolgerà l´anno prossimo a Milano nei giorni di Pentecoste, e il Convegno su "Le donne della Riforma", promosso dalle chiese evangeliche di Firenze e in programma il 5 e 6 maggio prossimi. Ancora, a metà novembre di quest´anno, si terrà a Trento il Convegno "Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma. Uno sguardo comune sull´oggi e sul domani", promosso dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della Conferenza episcopale italiana (CEI), in collaborazione con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Ieri sera l´assemblea sinodale ha eletto Danielle Jouvenal a presiedere i lavori, mentre questa mattina il sinodo è entrato nel vivo del dibattito concentrandosi dapprima sui temi del dialogo ecumenico (intra - e interconfessionale), ed interreligioso, nonché sui preparativi in vista delle celebrazioni del Giubileo della Riforma.

Fonte: NEV Notizie Evangeliche
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Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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