26 Gennaio 2020

News
percorso: Home > News > News

Quinto centenario della Riforma protestante: il sinodo si prepara allo storico appuntamento

23-08-2016 10:11 - News
Numerosi gli eventi per celebrare il "cristianesimo plurale".
Gli interventi di Fulvio Ferrario (decano della Facoltà valdese di teologia) e di Heiner Bludau (decano della Chiesa luterana in Italia)


Quello del Cinquecentenario della Riforma protestante del 2017 sarà il primo centenario che si svolgerà in chiave ecumenica, a livello globale e con l´attiva partecipazione delle donne, che solo nel corso del secolo appena concluso hanno avuto accesso al ministero pastorale. E´ quanto è stato fatto notare nel corso della prima conferenza stampa svoltasi oggi nel quadro del sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto) dedicata appunto al tema che caratterizzerà fortemente la vita delle chiese evangeliche nel prossimo anno: le commemorazioni per i 500 anni dall´affissione delle 95 tesi da parte del Riformatore Martin Lutero al portone della chiesa del castello di Wittenberg.

"Sarà un´occasione per ricordare e celebrare lo specifico delle chiese della Riforma: quello cioè di un cristianesimo autenticamente plurale, nell´ambito del quale si può essere chiesa in modo diverso", ha affermato il teologo Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, intervenuto nella conferenza. Gli ha fatto eco il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), pastore Heiner Bludau, ricordando che la Riforma non è solo luterana, ma che tocca tutta la pluralità delle chiese protestanti: "Tra le stesse chiese sorelle sarà un´occasione per avviare un percorso di reciproca riscoperta".

Sottolineando come la Riforma sia stata plurale sin dalle sue origini, Ferrario ha ricordato che il movimento ecumenico è nato proprio nel quadro delle chiese protestanti: "Senza le chiese della Riforma, non ci sarebbe stata l´ecumene". Ferrario ha poi fatto notare come le "parole della Riforma" del XVI secolo - quali "dottrina della Grazia" o il "primato della Scrittura" – siano diventate "parole ecumeniche", mentre Bludau ha citato il documento luterano-cattolico "Dal conflitto alla comunione", ad indicazione di un cammino ben tracciato, nel cui solco si inseriranno le commemorazioni a Lund, alle quali parteciperà anche papa Francesco il 31 ottobre prossimo.

Un anniversario insomma, che vuole essere anche un messaggio di riconciliazione, in un momento storico segnato dalla recrudescenza di integralismi e fanatismi, a dimostrazione del fatto che l´"unità nella diversità riconciliata" è possibile.

Numerosi sono gli eventi – dibattiti, conferenze, convegni, mostre – in preparazione in Italia organizzati sia dalle chiese evangeliche sia in collaborazione con istituzioni ed enti locali, ma anche con la Conferenza episcopale italiana (CEI).

Per l´occasione è stato creato il sito web che raccoglie i vari appuntamenti in agenda. Tra questi ricordiamo il Congresso nazionale per il Cinquecentenario della Riforma che si svolgerà l´anno prossimo a Milano nei giorni di Pentecoste, e il Convegno su "Le donne della Riforma", promosso dalle chiese evangeliche di Firenze e in programma il 5 e 6 maggio prossimi. Ancora, a metà novembre di quest´anno, si terrà a Trento il Convegno "Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma. Uno sguardo comune sull´oggi e sul domani", promosso dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della Conferenza episcopale italiana (CEI), in collaborazione con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Ieri sera l´assemblea sinodale ha eletto Danielle Jouvenal a presiedere i lavori, mentre questa mattina il sinodo è entrato nel vivo del dibattito concentrandosi dapprima sui temi del dialogo ecumenico (intra - e interconfessionale), ed interreligioso, nonché sui preparativi in vista delle celebrazioni del Giubileo della Riforma.

Fonte: NEV Notizie Evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133


Sabato 25 Gennaio

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile (Isaia 40, 28)
Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo (Romani 15, 30)

Non potremo mai comprendere a fondo il giorno, la vita, la morte, la notte, possiamo solo annunciare colui che su tutto vigila, possiamo solamente onorarlo raccontando le meraviglie compiute dal Signore del mondo e affidarci a colui che sorregge terra e cielo
Arno Pötzsch

Deuteronomio 33, 1-16; I Corinzi 2, 10-16


Il buon combattimento della fede
Commento a I Timoteo 6, 12
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni

Questo versetto della prima epistola a Timoteo sembra essere scritto per noi: da giovani abbiamo fatto la confermazione, per la quale abbiamo scritto al Consiglio di Chiesa una bella confessione di fede, piena di forza e di entusiasmo. Oppure siamo entrati da adulti in una chiesa nuova, e ci hanno chiesto di motivare il nostro ingresso: e noi lo abbiamo fatto pieni di orgoglio per la scelta fatta, ma anche pieni di gioia e di fiducia. O ancora, abbiamo scoperto il Signore che da molto tempo non incontravamo più e abbiamo ripreso ad andare in chiesa e a pregare. Tutti momenti intensi, ricchi anche di emozioni e di convincimento. Spesso anche ricchi di fede, profonda, vera, genuina.
Ma poi? Poi la vita quotidiana riprende, ci sono le preoccupazioni sul lavoro, la famiglia e la casa da gestire, i momenti di svago da organizzare e da vivere. Le nostre vite sono mediamente pienissime di impegni, di “cose da fare”, di persone da incontrare e cosa resta della nostra fede? Cosa rimane della nostra bella confessione di fede? Probabilmente non abbiamo abbandonato la chiesa e se ce lo chiedono continuiamo ad affermare di essere uomini e donne di fede. Anzi spesso non ci viene neppure chiesto, perché tutti vedono che, sia pur con i limiti imposti dalla “vita moderna” siamo comunque presenti, a differenza di altri, che sono spariti. O addirittura abbiamo degli incarichi nella nostra chiesa. Incarichi a cui ci dedichiamo con impegno.
Ma se ci fermiamo per un momento a riflettere con serietà, stiamo combattendo sul serio il “buon combattimento”? Il faro della nostra esistenza, di ogni suo attimo, di ogni sua decisione, è davvero la fede in Dio? Conduciamo una vita trasformata e illuminata da questo? Abbiamo sul serio afferrato la vita eterna alla quale siamo stati chiamati e abbiamo costruito tutta la nostra esistenza intorno a questa speranza con fiducia sempre rinnovata e nutrita continuamente con la lettura della Parola, con il canto, con la preghiera?
Non è una riflessione facile, al Signore, ovviamente, la risposta, ma ognuno di noi potrebbe da oggi cominciare a interrogarsi sulla qualità del proprio combattimento e pregare il Signore di ricevere la forza e il coraggio per essere davvero fedeli servitori. Amen!
di Erica Sfredda


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it