01 Ottobre 2020
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QUALE FUTURO PER IL MOVIMENTO ECUMENICO?

08-05-2018 15:17 - Ecumenismo
Il pomeriggio di sabato 5 maggio alla «Leopolda» a Pisa «dialogo» tra gli esperti Simone Morandini (autore del libro «Teologia dell´ecumenismo»), il sacerdote pisano don Severino Dianich e Stefano Giannatempo, pastore della chiesa valdese di Lucca

Quale futuro per l´ecumenismo? Intorno a questo tema ruota il recentissimo volume Teologia dell´ecumenismo (Edb, Bologna 2018) scritto da Simone Morandini, vicepreside dell´istituto di studi ecumenici «San Bernardino» a Venezia, in cui insegna Principi del dialogo ecumenico.

Un testo che ricostruisce la storia - complessa ed appassionante - di un secolo di cammino ecumenico: dai primi passi agli inizi del ´900 alla fondazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, dal Concilio Vaticano II alle più recenti iniziative assunte da papa Francesco per favorire il dialogo tra confessioni. Fino a dispiegare una prospettiva più direttamente teologica dell´ecumenismo.

Il Gruppo di impegno ecumenico di Pisa e il Sae (Segretariato attività ecumeniche) di Livorno hanno invitato Simone Morandini a Pisa. Il prossimo sabato 5 maggio, dalle ore 16, nella sala convegni della Leopolda (a Pisa in piazza Guerrazzi 11) dialogheranno con lui in un incontro pubblico: don Severino Dianich, docente alla facoltà teologica di Firenze, e Stefano Giannatempo, pastore della chiesa valdese di Lucca. Introdurrà e modererà l´incontro Silvia Nannipieri, delegata per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Pisa.

«Il dialogo ecumenico - spiega Francesca Del Corso - sta vivendo una fase nuova, favorito da alcuni eventi - come i 500 anni della riforma protestante o il Sinodo panortodosso - e da numerose iniziative di papa Francesco». Alla luce di questi fatti nuovi - continua Del Corso - viene dunque da chiedersi: «quali possibilità si aprono per l´incontro e la collaborazione tra cristiani? È possibile sognare il superamento della condizione irriconciliata che ancora vivono le chiese?». L´incontro di sabato prossimo sarà dunque «l´occasione per verificare se davvero sia possibile parlare di una "primavera ecumenica", se davvero si possa intravvedere l´avvicinarsi di un´unità nella diversità tra le diverse chiese.

Suscita speranza, in tal senso, la crescita di consenso intorno alla dichiarazione congiunta sulla giustificazione: se il 31 ottobre 1999 essa era stata siglata solo da cattolici e luterani, successivamente l´hanno sottoscritta anche le chiese metodiste e l´anno scorso anche quelle riformate».



Fonte: Toscana Oggi
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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