14 Dicembre 2019

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Punto di svolta epocale tra luterani e cattolici

30-12-2014 10:44 - Ecumenismo
La Federazione luterana mondiale e il Vaticano annunciano la pubblicazione di un materiale liturgico comune per il 2017

Il pastore Martin Junge, segretario generale della Federazione luterana mondiale (Flm), ha affermato che le relazioni tra le Chiese luterana e cattolica hanno raggiunto un punto di svolta epocale. Tale dichiarazione è stata fatta il 18 dicembre nella Chiesa luterana a Roma nell´ambito della fase conclusiva del progetto ecumenico internet «2017 - Together on the Way», all´interno del quale il Comitato nazionale tedesco della Flm e l´Istituto ecumenico Johann Adam Möhler hanno congiuntamente presentato il documento di dialogo Dal conflitto alla comunione in un forum online interattivo.

Riprendendo il titolo del documento, Junge ha sottolineato che il rapporto tra luterani e cattolici si sta trasformando «dal conflitto alla comunione». Proprio in un mondo «in cui la religione e la fede sono regolarmente raffigurate e percepite come responsabili dei conflitti, è una testimonianza straordinaria che le Chiese luterana e cattolica abbiano continuato a camminare verso una comunione profonda che ci rende liberi di servire Dio e il mondo».

Insieme a Junge hanno partecipato all´incontro: il cardinale Kurt Koch, presidente del Consiglio pontificio per la promozione dell´unità dei cristiani (Pcpuc), il vescovo Karl-Hinrich Manzke, responsabile della Chiesa evangelica luterana unita di Germania (Velkd) per i rapporti con la Chiesa cattolica, il vescovo Gerhard Feige, presidente della Commissione per l´ecumenismo della Conferenza episcopale tedesca.

Junge e Koch hanno colto l´occasione per annunciare il progetto di una guida liturgica comune nell´ambito del 500° anniversario della Riforma nel 2017, la cui pubblicazione è prevista per il 2015. In vista del 2017, il materiale luterano - cattolico romano ha lo scopo di consentire a tutte le chiese del mondo di rivedere i 500 anni della Riforma. La guida seguirà il documento del dialogo Dal conflitto alla comunione, pubblicato da entrambi i partner nel 2013, che sarà trasposto in atti liturgici. Il materiale rifletterà, infatti, la struttura del suddetto documento con la sua triplice forma di: confessione di peccato per le ferite inflitte reciprocamente; gioia per le intuizioni e le dimensioni della Riforma; speranza per l´unità.

Nel corso dell´incontro è stato anche discusso che cosa esattamente debba essere commemorato nel 2017. «Non la divisione della chiesa, né il 500° anniversario di una chiesa né di certo le azioni eroiche», il vescovo cattolico Feige è stato chiaro su questo. «Ma che cosa allora? Porre Cristo al centro delle celebrazioni intorno al 2017 e, in questo modo, celebrare la festa di Cristo costruirebbe un ponte per entrambi i partner. Tuttavia, l´idea ha ancora bisogno di essere riempita di contenuti più tangibili», ha ammesso.

I relatori hanno concordato sulla questione di un atto congiunto di pentimento tra luterani e cattolici. «Penso che sarebbe una bella cosa se tale atto simbolico avvenisse tra cattolici e luterani», ha detto Koch. Tuttavia, non riguarderebbe gli errori unilaterali o le richieste di pentimento. «La parte cattolica non sta dicendo ai luterani di pentirsi», ha sottolineato Feige.

Nonostante la necessità di dare spazio al pentimento, Manzke ha anche esortato i presenti a non dimenticare le esperienze positive, il terreno comune, e che «le nostre chiese hanno la stessa missione: dare una chiara testimonianza in parole e opere».

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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