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09-02-2016 12:32 - News
La Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera respinge l´iniziativa di attuazione dell´espulsione degli stranieri

Il prossimo 28 febbraio gli aventi diritto di voto in Svizzera saranno chiamati ad esprimersi in merito all´iniziativa popolare federale “Per l´attuazione dell´espulsione degli stranieri che commettono reati”. La Federazione delle chiese evangeliche Fces commenta e prende posizione.

L’iniziativa popolare federale “Per l´espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)” è stata approvata dal popolo il 28 novembre 2010. La Fces si era pronunciata contro questa iniziativa per svariate ragioni.

Prima di tutto essa infrange le norme del diritto internazionale. In secondo luogo è in contrasto con l´obiettivo principale delle sanzioni giuridiche, ossia il reinserimento sociale. Terzo, viola il principio della limitazione nel tempo della pena detentiva. Infine, l´iniziativa veicola una immagine negativa della migrazione, incompatibile con lo spirito di apertura della Costituzione federale e con il modo in cui concepiamo una società liberale e orientata al futuro in un mondo pluralista.

L´iniziativa popolare “Per l´attuazione dell´espulsione degli stranieri che commettono reati” afferma di volere l´attuazione della prima iniziativa popolare, ma mira soprattutto a creare un elenco completo di delitti che giustificano un´espulsione e si spinge quindi più in là rispetto alla prima iniziativa.

Se l´iniziativa di attuazione verrà respinta, entrerà in vigore il controprogetto di attuazione proposto dal Parlamento. Quest´ultimo segue da vicino le rivendicazioni dell´iniziativa sull´espulsione e dovrebbe portare a un netto inasprimento delle prassi correnti in materia di espulsione e di divieto di ingresso nel paese. Contiene, per esempio, un nuovo elemento penalmente rilevante che determina l´espulsione di una persona straniera, ossia “l´abuso di prestazioni sociali”. In compenso ha introdotto un elemento che va nella buona direzione: la clausola di rigore, clausola non a caso respinta dall´iniziativa.

La clausola di rigore permette di tener conto del principio di proporzionalità, cioè una valutazione caso per caso, fondamentale per uno Stato di diritto. L´iniziativa vuole invece che le espulsioni siano automatiche. Il 28 febbraio il popolo non si pronuncerà sulla questione di fondo, che è di sapere se e in quale misura l´espulsione dal paese, il divieto d´ingresso nel paese o il rinvio siano conformi a uno Stato di diritto. Sceglierà semplicemente tra un´attuazione dell´iniziativa sull´espulsione compatibile con il diritto internazionale o una in contrasto con esso.

Durante la sua Assemblea dei delegati dell´autunno 2015 il Consiglio della Fces si è espresso sulla relazione tra il diritto nazionale, il diritto costituzionale e il diritto internazionale. È stato quindi incaricato dall´Assemblea dei delegati di far conoscere questa posizione nei dibattiti politici e nelle procedure di partecipazione. È in questo contesto che la Fces si esprime sulla questione se l´iniziativa per l´attuazione soddisfi o meno i principi dell´etica e dello Stato di diritto.

Innanzitutto l´iniziativa per l´attuazione vuole negare il diritto di soggiorno alle straniere e agli stranieri condannati per aver commesso un reato e questo indipendentemente dall´entità della pena inflitta. In secondo luogo ogni persona che sia stata condannata a una pena detentiva o a una pena pecuniaria nel corso degli ultimi dieci anni si vedrebbe automaticamente negato il diritto di soggiorno sulla base di un catalogo di reati prestabilito. In questo modo un reato minore potrebbe giustificare un´espulsione, purché non si tratti del primo reato.

La Fces respinge l´iniziativa cosiddetta dell´attuazione. Infatti l´espulsione automatica è in contrasto con i principi elementari di uno Stato di diritto e del diritto internazionale per quanto riguarda le possibilità e i limiti delle sanzioni e delle misure coercitive applicate da uno Stato di diritto. Una giurisprudenza che mira all´esclusione totale dalla società piuttosto che all´inserimento o al reinserimento sociale non soltanto viola i principi di uno Stato di diritto, ma toglie allo stesso tempo qualsiasi legittimità al diritto stesso in quanto istituzione. Inoltre l´iniziativa di attuazione è incompatibile con i diritti umani, in particolare perché non tiene conto delle conseguenze dell´espulsione sui membri della famiglia.

Fonte: Riforma
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Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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