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Protestanti, il 17 febbraio i falò della festa

17-02-2017 10:11 - Ecumenismo
Ogni anno il 17 febbraio i protestanti italiani ricordano, anche con i tradizionali fuochi, le "Lettere patenti" che nel 1848 garantirono i diritti civili e politici ai valdesi

Ogni anno il 17 febbraio i protestanti italiani fanno festa. Si ricorda infatti la firma, nel 1848, delle "Lettere patenti" con cui re Carlo Alberto concedeva i diritti civili e politici ai valdesi, anche se non la piena libertà religiosa. La notizia fu salutata con particolare entusiasmo in Piemonte, nella cosiddette Valli valdesi, dove si accesero grandi falò, dando vita a una tradizione che dura tuttora. E di lì a poco, il 29 marzo successivo, un analogo decreto garantiva l´emancipazione della comunità ebraica.

Libertà civile e politica
Come detto le lettere "patenti" o "di grazia", furono firmate il 17 febbraio anche se la loro pubblicazione avvenne otto giorni dopo. Il provvedimento, come ricorda l´agenzia Nev (Notizie evangeliche), pur nei limiti che ancora prevedeva, poneva fine a una lunga condizione d´inferiorità. Sino ad allora infatti ai valdesi era proibito frequentare le scuole pubbliche ed era vietato l´esercizio delle professioni (se non quella di notaio e di medico, a esclusivo vantaggio dei propri correligionari); fuori dal "ghetto alpino" delle loro valli, essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. Inoltre, le amministrazioni comunali dovevano essere composte in maggioranza da cattolici, anche nei comuni quasi totalmente valdesi. Una svolta dunque, che emerge chiaramente dalla lettura del provvedimento, che recita: "i valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici. Nulla è però innovato quanto all´esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette". L´esercizio di culto, quindi, continuò ad essere permesso solo in alcuni templi autorizzati, con assoluto divieto di attività religiose fuori da quei luoghi.

Si ricordava poc´anzi che la tradizione della festa intorno ai falò dura tuttora. Quest´anno in particolare, per i 500 anni della Riforma di Lutero, è stata coinvolta anche la centralissima piazza Castello, a Torino, dove per la prima volta è stato acceso il tradizionale fuoco. Si tratta di un luogo particolarmente significativo visto che "ospita" anche una lapide, a ricordare Gioffredo Varaglia, predicatore valdese, salito al patibolo pochi metri più in là il 29 marzo 1558. Ma oltre ai falò, che solitamente illuminano la vigilia della "festa", sono molte le iniziative organizzate in Italia il 17 febbraio. In particolare a Milano la Consulta cittadina per la laicità delle istituzioni promuove, a Palazzo Marino, il dibattito "Libertà religiosa in Italia. Tra diritti costituzionali e governo del territorio. Una città plurale perché laica". Il 500° anniversario della Riforma protestante sarà invece al centro della conferenza di Firenze, dove il pastore Giuseppe Platone interviene su "Valdesi e Riforma nel passaggio di Chanforan 1532" e di Taranto, con Claudio Pasquet a proporre un intervento su "I valdesi e la Riforma". Una riflessione particolare sarà invece offerta a Bergamo, domenica 19 febbraio, dal pastore Felix Kamba-Nzolo sul tema "Fuori dal ghetto europeo. L´eredità di Lutero, Zwingli e Calvino in Africa a 500 anni dalla Riforma protestante". Ogni anno inoltre a cavallo del 17 febbraio i protestanti italiani celebrano la "Settimana della libertà", occasione per riflettere sul loro impegno sociale. Un appuntamento che dal 1998, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) accompagna con la pubblicazione di un volume. Quest´anno ha per titolo "La coscienza protestante" ed è curato da Elena Bein Ricco e Debora Spini.

Dove abitano i valdesi
In Piemonte, nel Pinerolese, si trovano le "Valli valdesi" cosiddette perché ospitato la maggior parte dei circa 25mila membri di questa Chiesa protestante, presenti in Italia. Nati nel XII secolo come movimento popolare di povertà e libera predicazione del Vangelo, i valdesi aderirono alla Riforma protestante nel 1532. A lungo perseguitati, si ricorda in particolare il massacro del 1561 in Calabria, seguono la confessione di fede riformata dal 1655 e hanno un´organizzazione sinodale-rappresentativa. Sono membri del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), della Conferenza delle Chiese europee (Kek), della Comunione mondiale delle Chiese riformate (Wcrc) e ovviamene della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). Dal 1975 sono integrati con la Chiesa metodista d´Italia.


Fonte: Avvenire.it
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Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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