09 Maggio 2021
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Protestanti, il 17 febbraio i falò della festa

17-02-2017 10:11 - Ecumenismo
Ogni anno il 17 febbraio i protestanti italiani ricordano, anche con i tradizionali fuochi, le "Lettere patenti" che nel 1848 garantirono i diritti civili e politici ai valdesi

Ogni anno il 17 febbraio i protestanti italiani fanno festa. Si ricorda infatti la firma, nel 1848, delle "Lettere patenti" con cui re Carlo Alberto concedeva i diritti civili e politici ai valdesi, anche se non la piena libertà religiosa. La notizia fu salutata con particolare entusiasmo in Piemonte, nella cosiddette Valli valdesi, dove si accesero grandi falò, dando vita a una tradizione che dura tuttora. E di lì a poco, il 29 marzo successivo, un analogo decreto garantiva l´emancipazione della comunità ebraica.

Libertà civile e politica
Come detto le lettere "patenti" o "di grazia", furono firmate il 17 febbraio anche se la loro pubblicazione avvenne otto giorni dopo. Il provvedimento, come ricorda l´agenzia Nev (Notizie evangeliche), pur nei limiti che ancora prevedeva, poneva fine a una lunga condizione d´inferiorità. Sino ad allora infatti ai valdesi era proibito frequentare le scuole pubbliche ed era vietato l´esercizio delle professioni (se non quella di notaio e di medico, a esclusivo vantaggio dei propri correligionari); fuori dal "ghetto alpino" delle loro valli, essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. Inoltre, le amministrazioni comunali dovevano essere composte in maggioranza da cattolici, anche nei comuni quasi totalmente valdesi. Una svolta dunque, che emerge chiaramente dalla lettura del provvedimento, che recita: "i valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici. Nulla è però innovato quanto all´esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette". L´esercizio di culto, quindi, continuò ad essere permesso solo in alcuni templi autorizzati, con assoluto divieto di attività religiose fuori da quei luoghi.

Si ricordava poc´anzi che la tradizione della festa intorno ai falò dura tuttora. Quest´anno in particolare, per i 500 anni della Riforma di Lutero, è stata coinvolta anche la centralissima piazza Castello, a Torino, dove per la prima volta è stato acceso il tradizionale fuoco. Si tratta di un luogo particolarmente significativo visto che "ospita" anche una lapide, a ricordare Gioffredo Varaglia, predicatore valdese, salito al patibolo pochi metri più in là il 29 marzo 1558. Ma oltre ai falò, che solitamente illuminano la vigilia della "festa", sono molte le iniziative organizzate in Italia il 17 febbraio. In particolare a Milano la Consulta cittadina per la laicità delle istituzioni promuove, a Palazzo Marino, il dibattito "Libertà religiosa in Italia. Tra diritti costituzionali e governo del territorio. Una città plurale perché laica". Il 500° anniversario della Riforma protestante sarà invece al centro della conferenza di Firenze, dove il pastore Giuseppe Platone interviene su "Valdesi e Riforma nel passaggio di Chanforan 1532" e di Taranto, con Claudio Pasquet a proporre un intervento su "I valdesi e la Riforma". Una riflessione particolare sarà invece offerta a Bergamo, domenica 19 febbraio, dal pastore Felix Kamba-Nzolo sul tema "Fuori dal ghetto europeo. L´eredità di Lutero, Zwingli e Calvino in Africa a 500 anni dalla Riforma protestante". Ogni anno inoltre a cavallo del 17 febbraio i protestanti italiani celebrano la "Settimana della libertà", occasione per riflettere sul loro impegno sociale. Un appuntamento che dal 1998, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) accompagna con la pubblicazione di un volume. Quest´anno ha per titolo "La coscienza protestante" ed è curato da Elena Bein Ricco e Debora Spini.

Dove abitano i valdesi
In Piemonte, nel Pinerolese, si trovano le "Valli valdesi" cosiddette perché ospitato la maggior parte dei circa 25mila membri di questa Chiesa protestante, presenti in Italia. Nati nel XII secolo come movimento popolare di povertà e libera predicazione del Vangelo, i valdesi aderirono alla Riforma protestante nel 1532. A lungo perseguitati, si ricorda in particolare il massacro del 1561 in Calabria, seguono la confessione di fede riformata dal 1655 e hanno un´organizzazione sinodale-rappresentativa. Sono membri del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), della Conferenza delle Chiese europee (Kek), della Comunione mondiale delle Chiese riformate (Wcrc) e ovviamene della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). Dal 1975 sono integrati con la Chiesa metodista d´Italia.


Fonte: Avvenire.it
UN GIORNO UNA PAROLA
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Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

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Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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