23 Settembre 2020
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#PonteMorandi. Il cordoglio delle chiese evangeliche e del Consiglio ecumenico per il crollo a Genova

17-08-2018 08:31 - News
"Ci uniamo al cordoglio per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova ed esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari e alle comunità colpite, ai soccorritori e ai medici ancora impegnati nei soccorsi" ha dichiarato il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) pastore Luca Maria Negro, a seguito del crollo del viadotto autostradale sul torrente Polcevera del 14 agosto che ha provocato 38 morti, decine di feriti e centinaia di persone evacuate.
Messaggi di solidarietà sono giunti da chiese e istituzioni religiose ed ecumeniche.
"Con le nostre chiese e comunità valdesi e metodiste di Genova (via Assarotti, @valdesisampie e Sestri Ponente) e dintorni (Savona, La Spezia) ci stringiamo ai familiari e ai cari delle vittime del crollo del #ponteMorandi. Un pensiero e una preghiera, vi siamo vicini" ha twittato il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini.
Anche il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha voluto esprimere solidarietà attraverso le parole della segretaria generale Isabel Apawo Phiri: "Rattristati dalle immagini di questo tragico incidente, preghiamo per il personale di soccorso che sta ancora lavorando per salvare vite umane, per tutte le famiglie e gli amici che hanno perso i propri cari. Siete nelle nostre preghiere in questo tempo di dolore".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Martedì 22 Settembre

Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? (Salmo 13,1)
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo (Giovanni 16, 33)

Dobbiamo fare:
dell’interruzione un nuovo cammino,
della caduta un passo di danza,
della paura una scala,
del sogno un ponte,
del bisogno un incontro.
Fernando Pessoa

I Timoteo 6, 3-11; II Corinzi 8, 1-9


Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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