18 Ottobre 2021
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Poesia per Dio di Giuseppe Platone

21-06-2013 10:34 - Bibbia e attualità

«Difatti, in Dio viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua discendenza"» (Atti 17,28)

Quella passeggiata di Paolo ad Atene, nel capitolo 17 del libro degli Atti, è un confronto con la modernità del suo tempo. Non per demonizzarla ma per discuterla, capirla, entrarle dentro e quindi interpretarla. A un certo punto del suo argomentare, davanti a quel pubblico colto, Paolo cita una poesia "pagana" che esprime, in fondo, la stessa idea cristiana che lui aveva in mente. E di cui ogni tanto scrive alle sue comunità: «... per noi c´è un solo Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose e noi viviamo per lui» (I Corinzi 8,6). Oppure, detto con altre parole: «Da lui (Dio), per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose» (Romani 11,36).
Paolo attinge ad un´idea teologica che viene da lontano. Essa rimbalza nel linguaggio poetico dei salmi: «Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza?» (Salmo 139,7). Certo, quel poeta greco, che Paolo cita davanti agli ateniesi (si trattava di Arato di Cilicia, vissuto nel III sec. a.C.) pensava sicuramente allo Zeus dell´Olimpo e non certo al Dio del Sinai, come fa invece Paolo. Ma la ricerca di trascedenza, di senso dell´esistere, l´idea che Dio - qualunque sia il suo nome - è ovunque, è un´idea che non ha confini. Non c´è ambito umano o cosmico che possa essere precluso alla divinità.

Ma al dato comune si accompagnano anche molte differenze. Sulla scia di Zeus si credeva alla natura divina dell´uomo. Paolo invece pensa a Dio che ha creato la persona umana a sua immagine e somiglianza e gli ha dato lo spirito vitale. Tra l´Olimpo e il Sinai, tra Atene e Gerusalemme, c´era una grande distanza teologica. Tuttavia, Paolo riconosce che credenti e non credenti cercano, pensano e dicono spesso cose simili: quelle stesse che anche noi oggi cerchiamo, pensiamo e diciamo. Poi naturalmente le vie da percorrere sono diverse, ma almeno per un po´ si è potuto camminare insieme. Specialmente i poeti (certo non tutti) esprimono, forse più degli altri, questa ricerca di Dio. Ma in ogni caso, per credenti e non credenti, è comunque difficile trovare le parole adeguate per illustrare i sentimenti, le emozioni profonde che si provano in questa dimensione spirituale.

La poesia ci aiuta nell´avviarci a realizzare l´impossibile. A dire (almeno in parte) la vertigine che proviamo nel dialogo con Dio. Anche gli inni che cantiamo in chiesa la domenica nel corso del culto sono spesso delle poesie. «È per Gesù che volgo a Te lo sguardo, per Lui che ci ha salvati nel suo amore...» (Innario cristiano n. 274, II strofe). Poeticamente, per fare un solo esempio, questa strofe ottocentesca esprime, con una sola pennellata, l´esatto profilo della nostro cammino di fede: conoscere Dio attraverso Cristo. La Bibbia racchiude infiniti poemi che possiamo scoprire nel silenzio dell´ascolto. Sono parole che, facendoci vedere i nuovi cieli e la nuova terra, ci trasformano.




Fonte: chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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