26 Luglio 2021
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Pisa - Le celebrazioni dei 500 anni della Riforma nella chiesa valdese

29-11-2017 09:19 - Ecumenismo
Teologia, storia, musica e filosofia sono i
territori in cui la chiesa valdese di Pisa ha deciso di avventurarsi per celebrare i
500 anni della Riforma. E stata una celebrazione
impegnativa, premiata pero da una numerosa e intensa partecipazione di pubblico.
Tutto e cominciato con un momento di riflessione
teologica, l´8 novembre 2016, con una conferenza di Sergio Rostagno, professore emerito di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, sulle tesi luterane del 1520, meno note di quelle del 1517 e centrate, tra le altre cose, sul tema della libertà umana, con conclusioni decisamente non scontate sulla teologia
del giovane Lutero, prima della codificazione
del suo pensiero nell´ortodossia luterana.
Il 17 febbraio 2017, volutamente in coincidenza con
l´anniversario delle Lettere Patenti di Carlo Alberto, si e tenuta la seconda conferenza, dedicata alla dimensione storica della Riforma, con la presenza di Adriano Prosperi, storico dell´eta moderna alla Scuola Normale di Pisa. L´incontro ha riguardato la riflessione degli storici su Lutero, prendendo in
considerazione le diverse immagini del riformatore
affermatesi a ogni centenario, a partire del primo nel 1617, fino a quello del 1917 nell´anno più drammatico della prima guerra mondiale.
Il 26 maggio e stata la volta di un momento
musicale. Si e tenuto cosi il concerto del Trio dell´Archiorgano, con musiche di Bach e di Rheinberger. L´occasione, oltre al piacere dell´ascolto, ha consentito di apprezzare la complessità e l´originalità di scrittura musicale del protestantesimo europeo nel rinnovamento dei linguaggi musicali.
L´ultimo incontro e stato organizzato il 6 novembre
2017, con l´intervento di Adriano Fabris, professore ordinario di Filosofia morale all´Università di Pisa, dove insegna anche Filosofia delle religioni ed Etica della comunicazione.
Tema dell´incontro e stato ≪Lutero e la filosofia
del ´900≫. Il riformatore tedesco e stato posto all´origine della vocazione ermeneutica del pensiero filosofico contemporaneo, grazie al suo invito a un rapporto diretto con il testo biblico e alla sua scoperta della chiesa come comunità interpretante, costituita da persone che, in virtù dell´incontro con la Scrittura, costruiscono relazioni autentiche con l´altro incontrato di volta in volta sulle strade della vita.
Le conferenze non sono state l´unica iniziativa
della chiesa valdese di Pisa, oltre a esse il consiglio di chiesa ha proposto alle scuole della provincia di Pisa e del comune di Viareggio un progetto didattico teso a presentare i fatti storici della Riforma protestante, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla situazione odierna delle chiese riformate in Italia. Il progetto ha visto l´adesione di varie scuole e continua a essere operativo anche per l´anno scolastico in corso.
Comunque, la conclusione spirituale di un
anno di riflessione sull´evento fondante del protestantesimo l´abbiamo avuta il 31 ottobre 2017, per la festa della Riforma, con un culto organizzato e presieduto dal consiglio di chiesa e aperto ecumenicamente alle chiese del territorio.
Dopo l´intenso sermone del pastore Daniele
Bouchard su Galati 5, 1-6, centrato sul tema della libertà cristiana, i rappresentanti delle varie chiese hanno portato il loro saluto fraterno. Ne è venuta un´esperienza forte di unita nelle differenze: valdesi, luterani, apostolici, ortodossi si sono abbracciati, dimostrando che ci si può incontrare tra diversi, in reale comunione.
di Enrico Del Bianco


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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