12 Agosto 2020
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Pisa - Le celebrazioni dei 500 anni della Riforma nella chiesa valdese

29-11-2017 09:19 - Ecumenismo
Teologia, storia, musica e filosofia sono i
territori in cui la chiesa valdese di Pisa ha deciso di avventurarsi per celebrare i
500 anni della Riforma. E stata una celebrazione
impegnativa, premiata pero da una numerosa e intensa partecipazione di pubblico.
Tutto e cominciato con un momento di riflessione
teologica, l´8 novembre 2016, con una conferenza di Sergio Rostagno, professore emerito di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, sulle tesi luterane del 1520, meno note di quelle del 1517 e centrate, tra le altre cose, sul tema della libertà umana, con conclusioni decisamente non scontate sulla teologia
del giovane Lutero, prima della codificazione
del suo pensiero nell´ortodossia luterana.
Il 17 febbraio 2017, volutamente in coincidenza con
l´anniversario delle Lettere Patenti di Carlo Alberto, si e tenuta la seconda conferenza, dedicata alla dimensione storica della Riforma, con la presenza di Adriano Prosperi, storico dell´eta moderna alla Scuola Normale di Pisa. L´incontro ha riguardato la riflessione degli storici su Lutero, prendendo in
considerazione le diverse immagini del riformatore
affermatesi a ogni centenario, a partire del primo nel 1617, fino a quello del 1917 nell´anno più drammatico della prima guerra mondiale.
Il 26 maggio e stata la volta di un momento
musicale. Si e tenuto cosi il concerto del Trio dell´Archiorgano, con musiche di Bach e di Rheinberger. L´occasione, oltre al piacere dell´ascolto, ha consentito di apprezzare la complessità e l´originalità di scrittura musicale del protestantesimo europeo nel rinnovamento dei linguaggi musicali.
L´ultimo incontro e stato organizzato il 6 novembre
2017, con l´intervento di Adriano Fabris, professore ordinario di Filosofia morale all´Università di Pisa, dove insegna anche Filosofia delle religioni ed Etica della comunicazione.
Tema dell´incontro e stato ≪Lutero e la filosofia
del ´900≫. Il riformatore tedesco e stato posto all´origine della vocazione ermeneutica del pensiero filosofico contemporaneo, grazie al suo invito a un rapporto diretto con il testo biblico e alla sua scoperta della chiesa come comunità interpretante, costituita da persone che, in virtù dell´incontro con la Scrittura, costruiscono relazioni autentiche con l´altro incontrato di volta in volta sulle strade della vita.
Le conferenze non sono state l´unica iniziativa
della chiesa valdese di Pisa, oltre a esse il consiglio di chiesa ha proposto alle scuole della provincia di Pisa e del comune di Viareggio un progetto didattico teso a presentare i fatti storici della Riforma protestante, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla situazione odierna delle chiese riformate in Italia. Il progetto ha visto l´adesione di varie scuole e continua a essere operativo anche per l´anno scolastico in corso.
Comunque, la conclusione spirituale di un
anno di riflessione sull´evento fondante del protestantesimo l´abbiamo avuta il 31 ottobre 2017, per la festa della Riforma, con un culto organizzato e presieduto dal consiglio di chiesa e aperto ecumenicamente alle chiese del territorio.
Dopo l´intenso sermone del pastore Daniele
Bouchard su Galati 5, 1-6, centrato sul tema della libertà cristiana, i rappresentanti delle varie chiese hanno portato il loro saluto fraterno. Ne è venuta un´esperienza forte di unita nelle differenze: valdesi, luterani, apostolici, ortodossi si sono abbracciati, dimostrando che ci si può incontrare tra diversi, in reale comunione.
di Enrico Del Bianco


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

A G O S T O
Versetto del mese:
“Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.
Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene”
(Salmo 139,14)




Salmo della settimana : 141


Martedì 11 Agosto

Ma i giusti si rallegreranno, trionferanno in presenza di Dio, ed esulteranno di gioia (Salmo 68, 3)
Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi (Filippesi 4,4)

O Dio, io voglio onorarti per tutta la vita, e d’ora in avanti si deve sentire il tuo canto di lode in tutti i luoghi. Tutto il mio cuore si anima, il mio spirito e il mio corpo gioiscono per te! Rendiamo gloria al nostro Dio!
Iohann Jackob Schütz

Efesini 5, 15-20; Marco 6, 7-13



Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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