05 Luglio 2020
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Per chi suona il Sinodo cattolico

10-10-2014 20:17 - Ecumenismo
Questo Sinodo vaticano, cari fratelli protestanti, mette in questione anche voi. E rischia di non 
lasciarvi dormire sonni tranquilli

«Può esserci più amore cristiano in un´unione canonicamente irregolare che in una coppia sposata in chiesa»
Quanti cristiani battisti, valdesi e metodisti, 
fino a pochi giorni fa, avrebbero immaginato che una frase così tipicamente "protestante" avrebbe potuto essere pronunciata dal massimo simbolo della
 Controriforma cattolica? Eh sì, perché a uscirsene con una tale presa di posizione è stato padre Adolfo Nicolas, generale della Compagnia di Gesù. E 
non si tratta di parole dal sen fuggite in una chiacchierata riservata tra amici, ma pronunciate pubblicamente durante il Sinodo dei vescovi cattolici
 dedicato alla famiglia che si sta tenendo in questi giorni tra le mura vaticane.

Un evento, questo Sinodo, che va ben oltre la solita stanca ritualità
di altri appuntamenti simili che si sono svolti in passato nella Chiesa cattolica. C´è la percezione, nell´opinione pubblica cattolica, che in questa
occasione i giochi non siano già fatti, che il copione non sia già scritto e che le sua conclusioni possano riservare grandi sorprese e novità
non soltanto in materia di pastorale ma anche in fatto di dottrina. Fermento, attesa, addirittura una certa elettricità è quanto si percepisce,
 insomma, tra i fedeli semplici delle comunissime parrocchie italiane.

E tra i cristiani della Riforma, invece, quali sono le reazioni? Indifferenza, tanto
si tratta di una roba che riguarda la Chiesa di Roma? Sufficienza, visto che «noi valdesi è da mo´ che siamo giunti a queste banali conclusioni»?
 Insofferenza, forse, per il fatto che una affermazione scontata per la sensibilità protestante faccia così clamorosamente notizia in bocca a delle 
personalità cattoliche? Oppure curiosità? Addirittura interesse, se non coinvolgimento e partecipazione? Ho l´impressione che l´intero spettro delle
diverse reazioni stia attraversando i miei amici riformati. Legittimo, naturale, direi anche per ciò che riguarda i sentimenti meno "generosi".


Ma se si riuscisse a vedere un pizzico al di là delle prime istintive sensazioni "di pancia", allora cattolici e protestanti insieme dovremmo essere
coscienti che questo Sinodo vaticano e, soprattutto, il meccanismo che ha innescato nella Chiesa cattolica mondiale avranno delle conseguenze potenti
(e potenzialmente dirompenti) a livello ecumenico. Il dialogo non sarà più quel banale gioco di ruoli che implica sorrisi più o meno di facciata
e bracci di ferro estenuanti per "marcare il punto". Questo Sinodo vaticano, cari fratelli protestanti, mette in questione anche voi. E rischia di non
 lasciarvi dormire sonni tranquilli.

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Domenica 5 Luglio
Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo (Galati 6,2)


Gioite, rallegratevi nel Signore, vostro Dio (Gioele 2, 23)
In cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Questo è il primo messaggio di Gesù. Nei più svariati modi Gesù ha liberato la gente che gemeva, oppressa dai pesi e dalle angosce della vita. Gesù l’ha fatto per indicare l’azione di Dio. Ogni sua azione voleva rendere evidente l’azione di Dio. E Dio agisce oggi come allora. Abbi fiducia! Dio vuole donne e uomini gioiosi, sollevati, liberi dalle ansie, dagli affanni e dalle angosce. Dio vuole questo anche per noi. Lascia che l’azione di Dio si compia in te secondo il suo volere. E poi apri gli occhi: intorno a tre ci sono persone preoccupate e angosciate. Aiutale a portare i loro pesi fin dove arriveranno le tue forze. E insegna loro ad aiutare gli altri/le altre, a portare i pesi e le angosce delle altre/degli altri.

Genesi 50, 15-21; Luca 6, 36-42: Giacomo 3, 13-18




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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