21 Aprile 2021
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Pasqua, dalla morte alla vita

15-04-2017 09:35 - appunti del moderatore
di Eugenio Bernardini

«Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto.» (Matteo 28,5-6)

Della risurrezione di Gesù i testi non narrano veramente l´evento della risurrezione ma il suo annuncio. In altri casi non è così: la risurrezione di Lazzaro è raccontata per esteso e anche con qualche dettaglio (il grido "Lazzaro, vieni fuori", le fasce che avvolgono le mani e i piedi e un asciugatoio il viso, Giov. 11); così la risurrezione della figlia di Iairo ("Gesù la prese per mano e disse Talità cum! Che tradotto vuol dire: su, bambina, alzati", Mc 5,41); e lo stesso accade per la risurrezione del figlio della vedova di Nain ("Ragazzo, te lo dico io, alzati! Il morto si alzò e si mise a sedere e cominciò a parlare", Lc. 7,14s). Della risurrezione di Gesù, invece, non ci viene fornito alcun dettaglio, se non la tomba vuota, l´annuncio dell´angelo alle donne e poi, certamente, le apparizioni del Risorto. Come mai? Forse che la tradizione ecclesiastica vuole preservare i credenti dalla tentazione di rappresentare o disquisire in modo morboso sui dettagli di questo evento?

Resta il fatto che la fede nella risurrezione di Cristo non nasce perché ce ne viene raccontato l´evento ma perché noi crediamo all´annuncio del messaggero di Dio dopo che è accaduto l´evento, che sarà confermato poi dalle apparizioni del Risorto! Ecco perché, nelle narrazioni evangeliche, il racconto di Pasqua è concentrato sull´annuncio dell´angelo alle donne. Donne che, secondo Matteo, si erano recate in quel luogo "per vedere la tomba di Gesù", cioè per rendere un estremo omaggio a chi le aveva lasciate in modo così drammatico e doloroso. L´atmosfera che si respira è ancora tutta intrisa di quel cupo dolore e sconcerto che aveva dominato il venerdì della crocifissione. Le donne vanno al sepolcro come tutti noi andiamo al cimitero: col pensiero rivolto al passato, a episodi accaduti, a occasioni non colte, a parole ascoltate o dette. Nulla fa presagire un cambiamento radicale. Poi, improvvisamente, la terra trema, come aveva tremato alla morte di Gesù (Mt. 27,51), la grossa pietra – che sembrava chiudere definitivamente in modo più che simbolico il discorso Gesù – rotola via e qualcosa scende giù dal cielo e si posa sulla pietra: è un essere splendente come un lampo, e con una veste bianchissima. Il suo annuncio farà risorgere la fede e speranza, e quindi farà risorgere la comunità di Gesù: prima tutto era morto, ora tutto ritorna in vita! Nessuno di noi è abbastanza santo o troppo peccatore per essere escluso da questo annuncio che dona vita, salvezza e libertà.


Fonte: Chiesavaldese.org
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A P R I L E
Versetto del mese
Cristo è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura
(Colossesi 1,15)


Salmo della settimana: 23

Martedì 20 Aprile
Dio disse a Noè: «Ecco, io stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi; non ci sarà più diluvio per distruggere la terra» (Genesi 9,9-10.11)
Perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo (Colossesi 1, 23)

Quando l Evangelo è predicato e ascoltato si rivela una potenza che afferra e impegna l uomo sino alle radici del suo essere e imposta in modo radicalmente diverso tutta la sua vita e tutto il so pensiero, rinnova tutta la sua mentalità, ponendola nella situazione nuova di u9mo che guarda tutte le cose nella prospettiva di Cristo e della potenza della sua salvezza, di uomo sottoposto all’esigenza di Dio, che lo reclama interamente per sé .
Vittorio Subilia

Matteo 9,35; Colossesi 4, 2-6









Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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