05 Luglio 2020
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Parigi. Ferma condanna delle comunità islamiche e delle chiese cristiane italiane

25-11-2015 09:35 - News

"Contro ogni abuso della religione per perseguire obiettivi politici"

Roma (NEV), 18 novembre 2015 - "Condanniamo ogni forma di terrore e di violenza nel nome di Dio; rivolgiamo un appello a tutte le nostre comunità perché contrastino con tutte le loro forze messaggi d´odio e di violenza incompatibili con l´islam, con il cristianesimo e con tutte le altre religioni e il loro messaggio di pace". Queste le parole dell´appello firmato sabato 14 novembre, all´indomani degli attacchi terroristici Parigi, durante il convegno organizzato dalla rivista Confronti "Da musulmani immigrati a cittadini italiani: la sfida dell´integrazione e del dialogo" (Roma 13-14 novembre), dagli esponenti delle comunità e dei movimenti islamici e cristiani.

"Noi esponenti di varie organizzazioni islamiche e cristiane - prosegue l´appello - esprimiamo il nostro cordoglio e il nostro sconcerto, nonché la nostra solidarietà al popolo francese, con tutte le sue componenti religiose e culturali, e a tutti i popoli vittime del terrorismo. Rinnoviamo la nostra totale disponibilità a collaborare a ogni iniziativa tesa al dialogo interreligioso e al contrasto di ogni abuso della religione per perseguire obiettivi politici e di potere che nulla hanno a che fare con una fede autenticamente vissuta".

Tra i primi firmatari i rappresentanti di alcune delle maggiori organizzazioni islamiche italiane, Abdellah Redouane (Grande Moschea di Roma), Izzeddin Elzir (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia - UCOII), Yahya Pallavicini (Comunità religiosa islamica - COREIS); e per parte cristiana don Cristiano Bettega (Ufficio per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI), Luca Anziani (Tavola Valdese), Roberto Catalano (Movimento dei Focolari), Paolo Naso (Federazione delle chiese evangeliche in Italia - FCEI), Gian Mario Gillio (Agenzia stampa NEV - FCEI); e altre organizzazioni, Giovanni Sarubbi (Il Dialogo) e Marisa Iannucci (Life Onlus). "Da anni - ha dichiarato all´Agenzia stampa NEV, il direttore della rivista Confronti, Claudio Paravati - organizziamo insieme momenti di dialogo e di informazione alla cittadinanza, come per esempio in occasione dell´annuale Giornata del dialogo cristiano islamico del 27 ottobre, che non è che il primo degli eventi che durante l´anno vengono tenuti in tutta Italia. La situazione è oggi drammatica, e il pericolo del populismo altissimo: è storico questo messaggio congiunto tra cristiani e musulmani, uniti; ed è ora il momento di sottoscriverlo sempre di più affinché parli in maniera chiara a tutta la cittadinanza".

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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