12 Luglio 2020
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Papa: abbandonati pregiudizi su Lutero, cattolici e luterani mai più avversari

08-12-2017 10:09 - Ecumenismo
Solo pregando possiamo "custodirci gli uni gli altri". Papa Francesco riceve la presidenza della Federazione luterana mondiale, guidata dall´arcivescovo nigeriano Musa Panti Filibus, eletto in maggio nuovo presidente dell´organismo. Il Pontefice, ricordando l´anno - da poco concluso - della Commemorazione dei 500 anni della Riforma e il suo viaggio a Lund, a fine 2016, sottolinea che "non da progetti umani, ma dalla grazia di Dio germoglia e fiorisce il dono dell´unità tra i credenti".

"La preghiera purifica, fortifica, illumina il cammino, fa andare avanti. La preghiera è come il carburante del nostro viaggio verso la piena unità. Infatti l´amore del Signore, che attingiamo pregando, mette in moto la carità che ci avvicina: da qui la pazienza del nostro attenderci, il motivo del nostro riconciliarci, la forza per andare avanti insieme".

La prospettiva "giusta" attraverso la preghiera è, aggiunge, quella del Padre, il cui sguardo non ha "preferenze o distinzioni". Proprio nello Spirito di Gesù, prosegue Francesco, "ci riconosciamo fratelli": da qui bisogna "partire e ripartire sempre". D´altra parte le divisioni, "anche molto dolorose", che hanno visto cattolici e luterani "distanti e contrapposti" per secoli negli ultimi decenni sono confluite in un cammino di comunione, il "cammino ecumenico" suscitato dallo Spirito Santo.

"Esso ci ha portato ad abbandonare gli antichi pregiudizi, come quelli su Martin Lutero e sulla situazione della Chiesa Cattolica in quel periodo".

A ciò, sottolinea il Papa, ha contribuito "notevolmente" il dialogo tra la Federazione luterana mondiale e il Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani, condotto da ormai cinquant´anni, a partire dal 1967. Francesco cita alcuni testi "particolarmente importanti", come la "Dichiarazione Congiunta sulla dottrina della giustificazione", firmata nel 1999, e il più recente documento "Dal conflitto alla comunione".

La memoria "purificata", afferma Francesco, permette oggi di "guardare fiduciosamente a un avvenire non gravato dai contrasti e dai preconcetti del passato; un avvenire su cui pesa il solo debito dell´amore vicendevole; un avvenire nel quale siamo chiamati a discernere i doni che provengono dalle diverse tradizioni confessionali e ad accoglierli come patrimonio comune".

Prima delle "opposizioni", delle "differenze" e delle "ferite del passato", c´è - mette in luce il Pontefice - la realtà "presente, comune, fondativa e permanente" del nostro Battesimo.

"Esso infatti ci ha resi figli di Dio e fratelli tra noi. Perciò non potremo mai più permetterci di essere avversari o rivali. E se il passato non si può cambiare, il futuro ci interpella: non possiamo sottrarci, ora, dal ricercare e promuovere una maggiore comunione nella carità e nella fede".

E´ per questo che, aggiunge, è necessario "vigilare" di fronte alla "tentazione" di fermarci lungo il cammino.
"Nella vita spirituale, come nella vita ecclesiale, quando si sta fermi sempre si torna indietro: accontentarsi, arrestarsi per timore, pigrizia, stanchezza o convenienza mentre si cammina verso il Signore coi fratelli, è declinare il suo stesso invito".

Quindi occorrono non solo "buone idee", ma "passi concreti" che portino a "tendere la mano" nella carità, "guardando ai poveri, ai fratelli più piccoli del Signore", che sono "indicatori preziosi lungo il cammino", toccando le loro ferite.

È dunque uno "stile semplice, esemplare e radicale" quello evocato da Francesco per annunciare il Vangelo, "priorità" dell´essere cristiani nel mondo, attraverso un´unità "riconciliata".

"Nel cammino, siamo spronati dagli esempi di quanti hanno patito per il nome di Gesù e sono già pienamente riconciliati nella vittoria pasquale. Sono ancora tanti, ai giorni nostri, a soffrire per la testimonianza di Gesù: il loro eroismo mite e pacifico è per noi una chiamata urgente a una fraternità sempre più reale".


Fonte: radiovaticana.va

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Domenica 12 luglio

A te, o Signore, la giustizia; a noi la confusione della faccia in questo giorno (Daniele 9,7)
E’ per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio (Efesini 2,8)

Quanto è straordinaria la tua misericordia, Cristo mio, quanto è illimitata la tua condiscendenza, o Verbo! Perché tu sei venuto verso la mia povertà? Com’è che sei entrato nella mia casa sordida, Tu che abiti la luce inaccessibile, mio Dio? In che modo non la consumi con il fuoco, Tu che sei il fuoco insostenibile da una natura mortale? Che cosa farò di degno della tua gloria e che cosa troverò di commensurabile a un così grande amore? Che cosa offrirò a te che hai glorificato con una così grande gloria e un così grande onore me l’indegna/o?
Simeone il Nuovo Teologo

Genesi 12,1-4a; I Corinzi 1, 18-25



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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