19 Maggio 2021
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Papa: abbandonati pregiudizi su Lutero, cattolici e luterani mai più avversari

08-12-2017 10:09 - Ecumenismo
Solo pregando possiamo "custodirci gli uni gli altri". Papa Francesco riceve la presidenza della Federazione luterana mondiale, guidata dall´arcivescovo nigeriano Musa Panti Filibus, eletto in maggio nuovo presidente dell´organismo. Il Pontefice, ricordando l´anno - da poco concluso - della Commemorazione dei 500 anni della Riforma e il suo viaggio a Lund, a fine 2016, sottolinea che "non da progetti umani, ma dalla grazia di Dio germoglia e fiorisce il dono dell´unità tra i credenti".

"La preghiera purifica, fortifica, illumina il cammino, fa andare avanti. La preghiera è come il carburante del nostro viaggio verso la piena unità. Infatti l´amore del Signore, che attingiamo pregando, mette in moto la carità che ci avvicina: da qui la pazienza del nostro attenderci, il motivo del nostro riconciliarci, la forza per andare avanti insieme".

La prospettiva "giusta" attraverso la preghiera è, aggiunge, quella del Padre, il cui sguardo non ha "preferenze o distinzioni". Proprio nello Spirito di Gesù, prosegue Francesco, "ci riconosciamo fratelli": da qui bisogna "partire e ripartire sempre". D´altra parte le divisioni, "anche molto dolorose", che hanno visto cattolici e luterani "distanti e contrapposti" per secoli negli ultimi decenni sono confluite in un cammino di comunione, il "cammino ecumenico" suscitato dallo Spirito Santo.

"Esso ci ha portato ad abbandonare gli antichi pregiudizi, come quelli su Martin Lutero e sulla situazione della Chiesa Cattolica in quel periodo".

A ciò, sottolinea il Papa, ha contribuito "notevolmente" il dialogo tra la Federazione luterana mondiale e il Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani, condotto da ormai cinquant´anni, a partire dal 1967. Francesco cita alcuni testi "particolarmente importanti", come la "Dichiarazione Congiunta sulla dottrina della giustificazione", firmata nel 1999, e il più recente documento "Dal conflitto alla comunione".

La memoria "purificata", afferma Francesco, permette oggi di "guardare fiduciosamente a un avvenire non gravato dai contrasti e dai preconcetti del passato; un avvenire su cui pesa il solo debito dell´amore vicendevole; un avvenire nel quale siamo chiamati a discernere i doni che provengono dalle diverse tradizioni confessionali e ad accoglierli come patrimonio comune".

Prima delle "opposizioni", delle "differenze" e delle "ferite del passato", c´è - mette in luce il Pontefice - la realtà "presente, comune, fondativa e permanente" del nostro Battesimo.

"Esso infatti ci ha resi figli di Dio e fratelli tra noi. Perciò non potremo mai più permetterci di essere avversari o rivali. E se il passato non si può cambiare, il futuro ci interpella: non possiamo sottrarci, ora, dal ricercare e promuovere una maggiore comunione nella carità e nella fede".

E´ per questo che, aggiunge, è necessario "vigilare" di fronte alla "tentazione" di fermarci lungo il cammino.
"Nella vita spirituale, come nella vita ecclesiale, quando si sta fermi sempre si torna indietro: accontentarsi, arrestarsi per timore, pigrizia, stanchezza o convenienza mentre si cammina verso il Signore coi fratelli, è declinare il suo stesso invito".

Quindi occorrono non solo "buone idee", ma "passi concreti" che portino a "tendere la mano" nella carità, "guardando ai poveri, ai fratelli più piccoli del Signore", che sono "indicatori preziosi lungo il cammino", toccando le loro ferite.

È dunque uno "stile semplice, esemplare e radicale" quello evocato da Francesco per annunciare il Vangelo, "priorità" dell´essere cristiani nel mondo, attraverso un´unità "riconciliata".

"Nel cammino, siamo spronati dagli esempi di quanti hanno patito per il nome di Gesù e sono già pienamente riconciliati nella vittoria pasquale. Sono ancora tanti, ai giorni nostri, a soffrire per la testimonianza di Gesù: il loro eroismo mite e pacifico è per noi una chiamata urgente a una fraternità sempre più reale".


Fonte: radiovaticana.va
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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