23 Agosto 2019

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Papa Francesco in visita alla chiesa valdese di Torino il prossimo 22 giugno

25-03-2015 19:27 - Ecumenismo
La data è fissata, così come il programma di questa visita che è difficile non definire storica. Il 22 giugno papa Francesco entrerà nel tempio valdese di Torino, che sorge nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele, per salutare la comunità riformata più antica del mondo, integratasi nel 1975 con le chiese metodiste italiane. L´occasione è data dal pellegrinaggio per l´ostensione della Sindone e la commemorazione dei 200 anni dalla nascita di san Giovanni Bosco.

"Sarà un incontro all´insegna della sobrietà e della fraternità ecumenica che negli ultimi due anni abbiamo visto crescere e rafforzarsi - annuncia il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini -. Sobrietà e fraternità, del resto, sono tipiche della tradizione valdese ma anche dello stile di questo papa che, in ripetute occasioni, ha saputo creare un clima di reciproca attenzione, aprendo così una nuova stagione ecumenica".

Gli ha fatto eco l´arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, presentando questa mattina presso la Sala stampa vaticana, la visita papale al capoluogo piemontese: "La visita ai valdesi è molto importante e si iscrive nello stile aperto ed ecumenico di papa Francesco".

Papa Francesco conosce i valdesi dai tempi del suo ministero episcopale: in Argentina e in Uruguay, infatti, è presente una "Iglesia Valdense" del Rio de la Plata nata dalle migrazioni di fine Ottocento di centinaia di coloni originari delle Valli valdesi del Piemonte. Eletto papa, Francesco ha poi ripetutamente espresso parole di amicizia e apprezzamento per la Chiesa valdese, e brevemente incontrato il moderatore Bernardini nel settembre 2013.

"Un incontro breve e non formale che, insieme a parole e gesti molto apprezzati, ci hanno indotto a invitare il papa nel primo tempio che i valdesi poterono costruire al di fuori del ghetto delle ´Valli valdesi´, cinque anni dopo l´emancipazione concessa loro da re Carlo Alberto nel 1848. Un tempio che si lascia alle spalle l´epoca delle persecuzioni e che simboleggia un cammino di libertà e di testimonianza evangelica che continua ancora oggi. Nessun papa ha mai varcato la soglia di un tempio o di una chiesa valdese - conclude Bernardini - ma c´è sempre una prima volta. E lo Spirito deciderà quali strade si apriranno nel cammino ecumenico che intendiamo percorrere".

Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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