16 Luglio 2020
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Papa Francesco frena sulla comunione al coniuge luterano

06-06-2018 10:54 - Ecumenismo

Sul tema dei matrimoni interconfessionali, il pontefice dà ragione ai vescovi tedeschi tradizionalisti. Alla Chiesa luterana: "Camminiamo insieme, ma senza fretta"

Dialogare con i luterani, sì. Trovare insieme nuove strade che possano portare a un confronto cattolici ed eredi di Martin Lutero, il monaco che 500 anni fa si ribellò al Papa. Certamente, ma senza esagerare. E soprattutto senza fretta e, soprattutto, senza correre il rischio di passare con la forza distruttiva di carri armati su tematiche importanti come i sacramenti, a partire dalla comunione.

Parola più, parola meno, è quanto a sorpresa papa Francesco - tramite il neo cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l´ex Sant´Uffizio - ha fatto sapere ai vescovi cattolici tedeschi in merito ad una questione che sta molto a cuore ai cristiani di Germania, sia cattolici che luterani, la possibilità di darel´ostia consacrata durante il rito matrimoniale interconfessionale a uno dei due sposi di fede luterana. Casi molto frequenti tra i cristiani tedeschi, dove le Chiese cattoliche e luterane quasi si equivalgono dal punto di vista numerico.

Tant´è che la stessa Conferenza episcopale di Germania era pronta a dare il suo placet di fronte alle frequenti richieste di sposi di entrambi i riti, tra gli applausi e i convinti consensi di fedeli progressisti e promotori del cammino ecumenico, che con papa Francesco ha toccato punte mai raggiunte con i precedenti pontefici quando lo scorso anno lui stesso si recò a Lund, in Svezia, per partecipare al 500° anniversario della Riforma luterana, ricorrenza estesa da Francesco a tutta la Chiesa cattolica, gettando nel panico conservatori e tradizionalisti.

Il freno sul rito tra cattolici e luterani
Ma sull´Eucarestia e la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali Bergoglio ha preferito tirare il freno nei giorni scorsi in due momenti, nell´udienza concessa lunedì 4 giugno in Vaticano a una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca, e con la pubblicazione di una lettera dell´ex Sant´Uffizio.

Già nel discorso alla delegazione luterana papa Francesco si era mostrato piuttosto prudente, molto distante dal Bergoglio di Lunds e del placet alle celebrazioni della Riforma protestante in tutta la Chiesa cattolica. Nel dialogo ecumenico, la sorprendente puntualizzazione di Francesco, "dobbiamo camminare, proseguire: non con la foga di correre in avanti per guadagnare traguardi ambiti, ma camminando insieme con pazienza, sotto lo sguardo di Dio".
"Alcuni temi - ha aggiunto -, penso alla Chiesa, all´Eucaristia e al ministero ecclesiale, meritano riflessioni puntuali e ben condivise". Piuttosto chiaro il suo riferimento al tema dell´"intercomunione" con la possibilità di dare la comunione agli sposi non cattolici nel caso di coppie miste.

L´altolà nel giro di poche ore prendeva corpo con la diffusione della lettera sullo ´stop´ all´iniziativa adottata in proposito dalla Conferenza episcopale tedesca - guidata dal suo stretto collaboratore e cardinale di Monaco, il progressista Reinhard Marx - e al "sussidio pastorale" approvato a maggioranza dai vescovi tedeschi nel febbraio scorso, in cui si prevede che, in determinati casi e sotto l´accurato controllo del parroco sulla volontà degli aspiranti alla comunione, si poteva somministrare l´ostia anche a coniugi non cattolici nei matrimoni interconfessionali.
A sancirlo, una lettera del prossimo cardinale Ladaria redatta in accordo col Pontefice in seguito al vertice con i vescovi tedeschi in Vaticano del 3 maggio scorso, resa nota dallo stesso cardinale Marx, che a nome dell´episcopato tedesco ha spiegato che nel documento pontificio si sottolinea che "il testo del sussidio solleva una serie di problemi di notevole rilevanza. Il Santo Padre è perciò giunto alla conclusione che il documento non è maturo per essere pubblicato".

La vittoria dei vescovi tradizionalisti "dissidenti"
Nella lettera, confermata dalla Sala stampa vaticana, si manifestano inoltre "riconoscimento e apprezzamento" per "i molteplici sforzi ecumenici della conferenza episcopale tedesca, in particolar modo l´intensa collaborazione con il consiglio della Chiesa evangelica di Germania". Tuttavia, il papa ha vietato la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali a fedeli luterani perché – si legge nel testo - "la questione dell´ammissione alla comunione di cristiani evangelici in matrimoni interconfessionali è un tema che tocca la fede della Chiesa e ha una rilevanza per la Chiesa universale", accogliendo in pieno una delle obiezioni che erano state formulate al Vaticano da sette vescovi tedeschi "dissidenti", tra cui il cardinale di ColoniaRainer Maria Woelki.

"Tale questione - aggiunge Ladaria - ha degli effetti sui rapporti ecumenici con altre Chiese e altre comunità ecclesiali, da non sottovalutare". Comunque, il papa non nasconde che questo suo veto possa bloccare il cammino ecumenico con i luterani e il dialogo all´interno dei vescovi tedeschi. "Il Santo Padre – è la conclusione della lettera - ha una grande preoccupazione che nella conferenza episcopale tedesca resti vivo lo spirito della collegialità episcopale. Come il Concilio Vaticano II ha sottolineato, là dove esorta che ´le conferenze episcopali possono oggi portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente´". Ma senza fughe in avanti.




Fonte: Panorama.it

UN GIORNO UNA PAROLA

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Salmo della settimana : 73

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Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste (Proverbi 19,21)
Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri (I Pietro 4, 7-8)

Solo con Dio e con la sua benedizione puoi liberarti della tua indole naturale. Perciò cerca in tutte le cose di portare la tua preghiera davanti a Dio. Forse che tutte le emozioni, ogni respiro, ogni movimento, non provengono da lui? Non possono forse tutte le nostre azioni non essere malvagie solo per mezzo di lui?
Johann Amos Comenius

Ezechiele 2, 3-8; I Re 21, 1-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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