27 Settembre 2020
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Papa Francesco frena sulla comunione al coniuge luterano

06-06-2018 10:54 - Ecumenismo

Sul tema dei matrimoni interconfessionali, il pontefice dà ragione ai vescovi tedeschi tradizionalisti. Alla Chiesa luterana: "Camminiamo insieme, ma senza fretta"

Dialogare con i luterani, sì. Trovare insieme nuove strade che possano portare a un confronto cattolici ed eredi di Martin Lutero, il monaco che 500 anni fa si ribellò al Papa. Certamente, ma senza esagerare. E soprattutto senza fretta e, soprattutto, senza correre il rischio di passare con la forza distruttiva di carri armati su tematiche importanti come i sacramenti, a partire dalla comunione.

Parola più, parola meno, è quanto a sorpresa papa Francesco - tramite il neo cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l´ex Sant´Uffizio - ha fatto sapere ai vescovi cattolici tedeschi in merito ad una questione che sta molto a cuore ai cristiani di Germania, sia cattolici che luterani, la possibilità di darel´ostia consacrata durante il rito matrimoniale interconfessionale a uno dei due sposi di fede luterana. Casi molto frequenti tra i cristiani tedeschi, dove le Chiese cattoliche e luterane quasi si equivalgono dal punto di vista numerico.

Tant´è che la stessa Conferenza episcopale di Germania era pronta a dare il suo placet di fronte alle frequenti richieste di sposi di entrambi i riti, tra gli applausi e i convinti consensi di fedeli progressisti e promotori del cammino ecumenico, che con papa Francesco ha toccato punte mai raggiunte con i precedenti pontefici quando lo scorso anno lui stesso si recò a Lund, in Svezia, per partecipare al 500° anniversario della Riforma luterana, ricorrenza estesa da Francesco a tutta la Chiesa cattolica, gettando nel panico conservatori e tradizionalisti.

Il freno sul rito tra cattolici e luterani
Ma sull´Eucarestia e la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali Bergoglio ha preferito tirare il freno nei giorni scorsi in due momenti, nell´udienza concessa lunedì 4 giugno in Vaticano a una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca, e con la pubblicazione di una lettera dell´ex Sant´Uffizio.

Già nel discorso alla delegazione luterana papa Francesco si era mostrato piuttosto prudente, molto distante dal Bergoglio di Lunds e del placet alle celebrazioni della Riforma protestante in tutta la Chiesa cattolica. Nel dialogo ecumenico, la sorprendente puntualizzazione di Francesco, "dobbiamo camminare, proseguire: non con la foga di correre in avanti per guadagnare traguardi ambiti, ma camminando insieme con pazienza, sotto lo sguardo di Dio".
"Alcuni temi - ha aggiunto -, penso alla Chiesa, all´Eucaristia e al ministero ecclesiale, meritano riflessioni puntuali e ben condivise". Piuttosto chiaro il suo riferimento al tema dell´"intercomunione" con la possibilità di dare la comunione agli sposi non cattolici nel caso di coppie miste.

L´altolà nel giro di poche ore prendeva corpo con la diffusione della lettera sullo ´stop´ all´iniziativa adottata in proposito dalla Conferenza episcopale tedesca - guidata dal suo stretto collaboratore e cardinale di Monaco, il progressista Reinhard Marx - e al "sussidio pastorale" approvato a maggioranza dai vescovi tedeschi nel febbraio scorso, in cui si prevede che, in determinati casi e sotto l´accurato controllo del parroco sulla volontà degli aspiranti alla comunione, si poteva somministrare l´ostia anche a coniugi non cattolici nei matrimoni interconfessionali.
A sancirlo, una lettera del prossimo cardinale Ladaria redatta in accordo col Pontefice in seguito al vertice con i vescovi tedeschi in Vaticano del 3 maggio scorso, resa nota dallo stesso cardinale Marx, che a nome dell´episcopato tedesco ha spiegato che nel documento pontificio si sottolinea che "il testo del sussidio solleva una serie di problemi di notevole rilevanza. Il Santo Padre è perciò giunto alla conclusione che il documento non è maturo per essere pubblicato".

La vittoria dei vescovi tradizionalisti "dissidenti"
Nella lettera, confermata dalla Sala stampa vaticana, si manifestano inoltre "riconoscimento e apprezzamento" per "i molteplici sforzi ecumenici della conferenza episcopale tedesca, in particolar modo l´intensa collaborazione con il consiglio della Chiesa evangelica di Germania". Tuttavia, il papa ha vietato la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali a fedeli luterani perché – si legge nel testo - "la questione dell´ammissione alla comunione di cristiani evangelici in matrimoni interconfessionali è un tema che tocca la fede della Chiesa e ha una rilevanza per la Chiesa universale", accogliendo in pieno una delle obiezioni che erano state formulate al Vaticano da sette vescovi tedeschi "dissidenti", tra cui il cardinale di ColoniaRainer Maria Woelki.

"Tale questione - aggiunge Ladaria - ha degli effetti sui rapporti ecumenici con altre Chiese e altre comunità ecclesiali, da non sottovalutare". Comunque, il papa non nasconde che questo suo veto possa bloccare il cammino ecumenico con i luterani e il dialogo all´interno dei vescovi tedeschi. "Il Santo Padre – è la conclusione della lettera - ha una grande preoccupazione che nella conferenza episcopale tedesca resti vivo lo spirito della collegialità episcopale. Come il Concilio Vaticano II ha sottolineato, là dove esorta che ´le conferenze episcopali possono oggi portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente´". Ma senza fughe in avanti.




Fonte: Panorama.it
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Paolo scrive: Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte(II Timoteo 4, 16-17)

Padre nostro che sei nei cieli ... e anche altrove accanto a tutte le donne e gli uomini della terra, e soprattutto al fianco di tutti coloro che la vita e gli uomini tormentano e schiacciano; tu, nostro avvocato e liberatore.
Tavo Burat



Marco 12, 41-44; II Corinzi 10, 1-11

La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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