09 Maggio 2021
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Papa Francesco frena sulla comunione al coniuge luterano

06-06-2018 10:54 - Ecumenismo

Sul tema dei matrimoni interconfessionali, il pontefice dà ragione ai vescovi tedeschi tradizionalisti. Alla Chiesa luterana: "Camminiamo insieme, ma senza fretta"

Dialogare con i luterani, sì. Trovare insieme nuove strade che possano portare a un confronto cattolici ed eredi di Martin Lutero, il monaco che 500 anni fa si ribellò al Papa. Certamente, ma senza esagerare. E soprattutto senza fretta e, soprattutto, senza correre il rischio di passare con la forza distruttiva di carri armati su tematiche importanti come i sacramenti, a partire dalla comunione.

Parola più, parola meno, è quanto a sorpresa papa Francesco - tramite il neo cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l´ex Sant´Uffizio - ha fatto sapere ai vescovi cattolici tedeschi in merito ad una questione che sta molto a cuore ai cristiani di Germania, sia cattolici che luterani, la possibilità di darel´ostia consacrata durante il rito matrimoniale interconfessionale a uno dei due sposi di fede luterana. Casi molto frequenti tra i cristiani tedeschi, dove le Chiese cattoliche e luterane quasi si equivalgono dal punto di vista numerico.

Tant´è che la stessa Conferenza episcopale di Germania era pronta a dare il suo placet di fronte alle frequenti richieste di sposi di entrambi i riti, tra gli applausi e i convinti consensi di fedeli progressisti e promotori del cammino ecumenico, che con papa Francesco ha toccato punte mai raggiunte con i precedenti pontefici quando lo scorso anno lui stesso si recò a Lund, in Svezia, per partecipare al 500° anniversario della Riforma luterana, ricorrenza estesa da Francesco a tutta la Chiesa cattolica, gettando nel panico conservatori e tradizionalisti.

Il freno sul rito tra cattolici e luterani
Ma sull´Eucarestia e la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali Bergoglio ha preferito tirare il freno nei giorni scorsi in due momenti, nell´udienza concessa lunedì 4 giugno in Vaticano a una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca, e con la pubblicazione di una lettera dell´ex Sant´Uffizio.

Già nel discorso alla delegazione luterana papa Francesco si era mostrato piuttosto prudente, molto distante dal Bergoglio di Lunds e del placet alle celebrazioni della Riforma protestante in tutta la Chiesa cattolica. Nel dialogo ecumenico, la sorprendente puntualizzazione di Francesco, "dobbiamo camminare, proseguire: non con la foga di correre in avanti per guadagnare traguardi ambiti, ma camminando insieme con pazienza, sotto lo sguardo di Dio".
"Alcuni temi - ha aggiunto -, penso alla Chiesa, all´Eucaristia e al ministero ecclesiale, meritano riflessioni puntuali e ben condivise". Piuttosto chiaro il suo riferimento al tema dell´"intercomunione" con la possibilità di dare la comunione agli sposi non cattolici nel caso di coppie miste.

L´altolà nel giro di poche ore prendeva corpo con la diffusione della lettera sullo ´stop´ all´iniziativa adottata in proposito dalla Conferenza episcopale tedesca - guidata dal suo stretto collaboratore e cardinale di Monaco, il progressista Reinhard Marx - e al "sussidio pastorale" approvato a maggioranza dai vescovi tedeschi nel febbraio scorso, in cui si prevede che, in determinati casi e sotto l´accurato controllo del parroco sulla volontà degli aspiranti alla comunione, si poteva somministrare l´ostia anche a coniugi non cattolici nei matrimoni interconfessionali.
A sancirlo, una lettera del prossimo cardinale Ladaria redatta in accordo col Pontefice in seguito al vertice con i vescovi tedeschi in Vaticano del 3 maggio scorso, resa nota dallo stesso cardinale Marx, che a nome dell´episcopato tedesco ha spiegato che nel documento pontificio si sottolinea che "il testo del sussidio solleva una serie di problemi di notevole rilevanza. Il Santo Padre è perciò giunto alla conclusione che il documento non è maturo per essere pubblicato".

La vittoria dei vescovi tradizionalisti "dissidenti"
Nella lettera, confermata dalla Sala stampa vaticana, si manifestano inoltre "riconoscimento e apprezzamento" per "i molteplici sforzi ecumenici della conferenza episcopale tedesca, in particolar modo l´intensa collaborazione con il consiglio della Chiesa evangelica di Germania". Tuttavia, il papa ha vietato la distribuzione dell´ostia nei riti interconfessionali a fedeli luterani perché – si legge nel testo - "la questione dell´ammissione alla comunione di cristiani evangelici in matrimoni interconfessionali è un tema che tocca la fede della Chiesa e ha una rilevanza per la Chiesa universale", accogliendo in pieno una delle obiezioni che erano state formulate al Vaticano da sette vescovi tedeschi "dissidenti", tra cui il cardinale di ColoniaRainer Maria Woelki.

"Tale questione - aggiunge Ladaria - ha degli effetti sui rapporti ecumenici con altre Chiese e altre comunità ecclesiali, da non sottovalutare". Comunque, il papa non nasconde che questo suo veto possa bloccare il cammino ecumenico con i luterani e il dialogo all´interno dei vescovi tedeschi. "Il Santo Padre – è la conclusione della lettera - ha una grande preoccupazione che nella conferenza episcopale tedesca resti vivo lo spirito della collegialità episcopale. Come il Concilio Vaticano II ha sottolineato, là dove esorta che ´le conferenze episcopali possono oggi portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente´". Ma senza fughe in avanti.




Fonte: Panorama.it
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Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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