26 Novembre 2020
News

Otto per mille: valdesi e metodisti - battisti - avventisti

19-04-2013 13:42 - Bibbia e attualità

Il lancio della nuova Campagna il prossimo 23 aprile a Torino con i risultati di una ricerca Eurisko

Roma (NEV), 17 aprile 2013 - "Ferite, a volte uccise", questo lo slogan della Campagna otto per mille del 2013 promossa dalla Chiesa valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste) per denunciare le violenze sulle donne. "Spesso le donne sono oggetto di violenza e di discriminazione, semplicemente perché donne - si legge nella brochure pubblicitaria -. Per questo l´otto per mille della Chiesa valdese sostiene ogni anno progetti che combattono il femminicidio e promuovono la cultura della parità di genere, insieme ad altri 594 progetti (approvati nel 2012) sociali, culturali e di solidarietà in Italia e all´estero".

Il lancio della Campagna 2013 è previsto martedì 23 aprile a Torino presso la Cavallerizza Reale, con ospiti, musica dal vivo e alcune sorprese. "Già lo scorso anno valdesi e metodisti avevano dato un carattere sociale alla Campagna per la raccolta fondi dell´otto per mille richiamando il problema del precariato giovanile - ha sottolineato il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese -. Quest´anno la Campagna intende denunciare esplicitamente il femminicidio, ma anche i comportamenti e i pregiudizi che colpiscono le donne ´in quanto donne´". Presso la Cavallerizza Reale (via Verdi 9) dalle ore 18 saliranno sul palco per portare le loro riflessioni e testimonianze su questo tema, l´attrice e giornalista Djana Pavlovic impegnata con articoli e spettacoli a tutela dei diritti umani; Tiziana Bartolini, direttora della rivista "Noi donne"; la scrittrice e vittima di tratta Isoke Aikpitanyi; il musicista Mariano Deidda e il moderatore della Tavola valdese, Eugenio Bernardini. Nel corso dell´evento saranno presentati alcuni progetti finanziati dalla Chiesa valdese con i fondi dell´otto per mille e verranno illustrati i risultati di una ricerca Eurisko sull´atteggiamento degli italiani nei confronti del pluralismo religioso.

Otto per mille/2. Tre nuove chiese, tra cui l´Unione battista, accedono alla ripartizione

Inizio con omissione per l´UCEBI: a gennaio i moduli non riportavano la relativa casella

Roma (NEV), 17 aprile 2013 - Quest´anno, in sede di dichiarazione dei redditi, sul modulo dell´8 per mille si vanno ad aggiungere tre nuove confessioni cristiane. Con le nuove Intese, nel caso dell´Arcidiocesi greco-ortodossa e della Chiesa apostolica (vedi NEV 31/12) e con la modifica dell´Intesa nel caso dell´Unione cristiana evangelica battista d´Italia (UCEBI) (vedi NEV 09/12) i contribuenti avranno tre possibilità di scelta in più per decidere a chi devolvere il proprio 8 per mille.

Il cambiamento, tuttavia, è avvenuto non senza qualche inghippo burocratico, tant´è che a gennaio sui moduli CUD, 730 e UNICO 2013 non risultava la casella dell´UCEBI. Un errore prontamente segnalato dall´UCEBI e a cui il 12 febbraio scorso l´Agenzia delle Entrate rispondeva con un provvedimento di integrazione della scheda, inserendo finalmente il riquadro dedicato all´Unione battista. In data 7 marzo, dopo ulteriori proteste dell´Unione battista per una situazione che non mutava, la stessa Agenzia inviava una lettera al Consiglio Nazionale dei Commercialisti, al Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro e alla Consulta Nazionale dei CAF in cui si rammentava la modifica apportata il 12 febbraio. Queste iniziative, specifica un comunicato stampa UCEBI, non hanno sortito "un effetto sostanziale: molte aziende avevano stampato i modelli prima della modifica, molti commercialisti non avevano ricevuto alcuna informazione e, soprattutto, nell´ambito della scuola e delle Aziende sanitarie, a detta dei cittadini stessi, non compariva la modifica sui siti di accesso delle loro rispettive aziende".

C´è rammarico per questa vicenda nelle parole del presidente dell´UCEBI, pastore Raffaele Volpe: "Una piccola realtà religiosa come l´Unione battista, che parte già svantaggiata nella campagna pubblicitaria dell´8 per mille perché non dispone delle enormi risorse economiche della Chiesa cattolica, si vede oltremodo svantaggiata dalla superficialità con la quale lo Stato ha gestito un diritto sancito dalla nostra Costituzione". Quello cioè di considerare le confessioni religiose tutte egualmente libere davanti alla legge.

A luglio dell´anno scorso è passata anche l´Intesa con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, meglio conosciuti come mormoni, la quale però ha rinunciato alla partecipazione al meccanismo dell´otto per mille.

Otto per mille/3. "Costruiamo speranza" è il motto della Campagna degli avventisti

Roma (NEV/Notizie Avventiste) - Anche per il 2013 "Costruiamo speranze" è il motto scelto dall´Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° Giorno (UICCA) per la campagna otto per mille. La UICCA utilizza l´otto per mille solo per progetti umanitari, sociali, culturali, sanitari e di soccorso. Nonostante nel nostro paese siano una minoranza e non dispongano di cospicue risorse, gli avventisti si mobilitano per offrire una prospettiva diversa a quanti, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche e di fede, vivono in condizioni di povertà, emarginazione, indigenza, o siano vittime delle dipendenze. Anche grazie all´utilizzo dei proventi dell´otto per mille, la UICCA ha potuto costruire case, strade, scuole, orfanotrofi e ospedali; realizzare interventi umanitari e sociali tra le popolazioni colpite dalla guerra o da disastri naturali - terremoti, inondazioni, siccità - in Italia e in più di 80 paesi del mondo.

Convinti che il rispetto del proprio corpo sia un valore da promuovere, gli avventisti sostengono inoltre che la qualità della vita sia un obiettivo da raggiungere, una conquista, e che non possa prescindere da una sana alimentazione, funzionale allo stare bene e capace di preservare a lungo l´integrità biologica dell´individuo. Per questo motivo la Chiesa avventista sponsorizza, tra gli altri, il progetto SalutExpò, un check-up gratuito promosso dall´Associazione di volontariato Lega Vita e Salute onlus che permette di valutare lo stato di salute delle persone.

Per sapere di più su questi ed altri progetti promossi dalla UICCA, da quest´anno è disponibile un nuovo magazine multimediale online con il titolo "l´8 x gli altri" (www.lottoperglialtri.it), perché, "il nostro paese non può essere identificato solamente negli scandali, nelle mazzette e nel malaffare. Esiste un´Italia sana, che lotta, non solo per se stessa, ma xglialtri appunto" (www.ottopermilleavventisti.it).

Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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