07 Luglio 2020
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Origine, senso e attualità della PASQUA

26-03-2013 23:33 - News
Sabato 30 Marzo 2013
Piccolo Teatro Mauro Bolognini
Via del Presto 5, Pistoia


16.30 / Conferenza / Prof. Domenico Maselli
17.30 / Concerto Corale / Coro Coreano "Chan-Yang"
(di Milano e Piacenza)

INGRESSO LIBERO


La ricorrenza o festa denominata Pasqua ha assunto numerosi valori e significati diversi per ognuno di noi a seconda del senso che diamo alla nostra vita.
Senza dubbio la Pasqua assume un carattere non solo religioso ma anche culturale all´interno di una famiglia, società e nazione.
Si può dire però che questa festa ha un carattere sostanzialmente religioso per chi è credente. Per i cristiani la Pasqua è uno dei momenti fondamentali della propria fede. Un momento in cui si realizza il significato più intenso e più profondo del proprio credo.
Secondo un sondaggio fatto sulla domanda "Cos´è la Pasqua per te?" è interessante notare che "per altri, che improntano la propria vita su valori lontani dalla religione, la Pasqua può essere considerata la festa della primavera, in cui si assiste ad un importante momento di passaggio dalla stagione invernale alla rinascita della natura e delle forze cosmiche che regolano la fertilità e la fecondità del mondo. Per altri ancora la Pasqua è un momento di vacanza, di relax, di divertimento, un momento per riunirsi con i familiari o con gli amici o per dedicarsi ai piaceri della buona tavola. Non è detto che un significato escluda l´altro..."
Non togliendo nulla a tutto ciò, vogliamo comunque riflettere sulla sua origine, di come nasce questa festa, come si evolve nel tempo e cosa può dirci ancora oggi.
Lo faremo ascoltando l´intervento del Prof. Domenico Maselli
e il concerto del Coro "Chan - Yang" della Chiesa Presbiteriana
Prof. Domenico Maselli:
già docente di storia del cristianesimo presso l´università di Firenze, accademico di San Carlo Borromeo nonché deputato alla Camera tra il 1994 e 1996, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia dal 2006 al 2009 e pastore della Chiesa Valdese di Lucca.
Coro "Chan - Yang" della Chiesa Presbiteriana:
Composto da giovani artisti della Corea del Sud e del Giappone, residenti prevalentemente nelle province di Milano e Piacenza, già laureati nel loro paese, che si trovano in Italia per perfezionarsi nel canto lirico. Il coro dedica la propria attività, tra le altre, a raccogliere fondi per le popolazioni bisognose, tra questi: i terremotati del Giappone e il concerto organizzato in collaborazione con la Protezione Civile e la province la provincia di Piacenza a favore delle popolazioni terremotate dell´ Abruzzo.
INFO:Jaime Castellanos 349 42 96 358 • jaime.castellanos@ucebi.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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