11 Dicembre 2019

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Ora di religione per tutti?

10-10-2017 08:08 - Fede e spiritualità
Con l´avvio del nuovo anno scolastico si ripropone l´eterna questione dell´insegnamento delle religioni a scuola

Se c´è un argomento su cui è difficile e anche noioso addentrarsi è quello della religione a scuola. La questione è pasticciata, l´informazione non aiuta, anzi spesso confonde. Anche in numerose famiglie protestanti non ci sono le idee chiare, con la conseguenza che è più comodo seguire la massa ( non è semplice spiegare ai figli perché dovrebbero fare diversamente, ma, da parte dei genitori, ci vorrebbe anche un po´ di fermezza evangelica !).

"L´ora di religione è per tutti" ha titolato nei giorni scorsi il quotidiano La Stampa , raccontando che cosa succede in una scuola di Chiavazza (Biella), dove l´insegnante cerca di " educare gli alunni, mettendo in evidenza l´amore per il prossimo, la necessità di conoscere e dialogare con gli altri, sulla base dei fondamenti del cattolicesimo e delle altre religioni". Nessuno dovrebbe uscire dall´aula. La classe ha visitato una moschea, una sinagoga , una chiesa "cristiana"( probabilmente cattolica...)

In un momento in cui dominano le divisioni, i muri, i respingimenti e spesso l´odio, l´intenzione della maestra è del tutto condivisibile. Rimane tuttavia un equivoco, tipicamente italo-cattolico, che si riflette nel titolo: attraente, ma sbagliato.

Il Concordato, stipulato nel 1922 tra ussolini e la chiesa cattolica, poi revisionato nel 1984, presidente del Consiglio Craxi, assicura in tutti gli ordini di scuola l´insegnamento della religione cattolica ( Irc), non di altro, e gli alunni che intendono avvalersene lo devono dichiarare all´inizio dell´anno scolastico. Lasciamo stare per un momento il fatto che chi non intende avvalersi dell´Irc dovrebbe essere posto su di un piano di parità con gli altri, mentre la famosa materia "alternativa" è considerata di serie B e quasi sempre svolta superficialmente senza programmi chiari e docenti competenti ( per certi versi era meglio l´esonero ). Quello che invece è chiaro è che l´insegnante di Irc deve limitarsi al cattolicesimo, perché se invece invade l´area delle altre religioni, allora non si giustifica più l´approvazione del vescovo, attualmente necessaria per essere assunti nella scuola pubblica (con lo stipendio pagato dallo stato, anche se l´Italia dovrebbe essere una repubblica laica, non uno stato confessionale). Si dirà che con l´avanzare dell´ecumenismo queste distinzioni sono un po´ arcaiche... ma allora religione è come dire carità, amore del prossimo, solidarità... Cose ottime, per le quali però non c´è bisogno né di Gesù Cristo, né di Maometto, né di religione.

Invece , per lo meno noi protestanti, vorremmo che nella scuola pubblica gli alunni venissero adeguatamente informati sulle religioni nel mondo e sul loro intreccio con la storia delle diverse civiltà, non solo negli aspetti positivi ma anche parlando dell´odio religioso e dei massacri che continuano fino a oggi .

Per questo sono necessarie due cose : l´attuale Irc, fino a quando sarà in vigore il Concordato che lo assicura ( cioè per sempre ), dovrebbe essere collocato in orario scolastico non obbligatorio, ad esempio di pomeriggio (così lo frequenta solo chi vuole e si risolve la questione dell´alternativa o uscita da scuola o studio individuale per gli altri). Naturalmente la Conferenza episcopale si opporrebbe... ma allora si vedrebbe chi è laico non solo a parole.

Obbligatoria per tutti potrebbe essere un´ora settimanale sulla conoscenza delle principali religioni, nell´evolversi delle diverse civiltà. In questo caso gli insegnanti non dipenderebbero dall´ autorità ecclesiatica cattolica ( approvazione del vescovo) , l´impostazione dell´insegnamento dovrebbe essere laica e gli insegnanti assunti come tutti gli altri, con laurea e abilitazione. Come si vede, per fare questo non è necessario cambiare il Concordato. Piuttosto servirebbe un apposito titolo universitario per i docenti.

Al momento attuale ci sono poche speranze che la situazione si modifichi, anzi c´è il rischio di un ulteriore pasticcio perché, in nome del pluralismo e della multiculturalità, l´insegnamento di storia delle religioni, o simile, potrebbe anch´esso essere affidato agli attuali insegnanti di Irc, ( non essendocene altri di pronti), magari previo corso di aggiornamento in primo luogo sull´Islam , poi sugli ebrei , più difficilmente sul protestantesimo. Tra l´altro, non sarebbe male se, oltre a leggere un po´ di Corano e di Bibbia, a scuola si imparasse anche che cristiani non sono non soltanto i cattolici, ma anche i protestanti e gli ortodossi...Dunque che cattolicesimo non vuol dire cristianesimo!

Ai giornalisti ( spesso responsabili di errori e confusioni , a cominciare dallo scrivere sempre " la Chiesa italiana" ( che non esiste, ma che per tutti è quella cattolica) , li si potrebbe invitare a qualche corso di aggiornamento itinerante nelle nostre chiese e opere sparse per l´Italia. In passato qualcosa si era fatto in questa direzione, per iniziativa di Giorgio Peyrot, un credente laico, un giurista che sapeva guardare lontano... Perchè non riprovarci al tempo di internet...?

di Marco Rostan


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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