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Onu, «821 milioni di persone denutrite. E 672 milioni di obesi». Il ruolo dei cambiamenti climatici

13-09-2018 08:51 - News
Il paradosso è che a fronte di 821 milioni di persone denutrite nel mondo ci sono 672 milioni di obesi. . È il dato più eclatante che emerge dal nuovo rapporto Onu su «Lo stato della sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo 2018» presentato oggi a Roma nella sede della Fao.

Sono 821 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo (dati riferiti al 2017), ossia una su 9, un trend in crescita da tre anni, rispetto al minimo storico raggiunto nel 2014 con 783,7 milioni. Ora si è tornati alla stessa situazione di un decennio fa. Di contro, aumentano anche le persone obese: 672 milioni, 1 adulto su 8. È il dato più eclatante che emerge dal nuovo rapporto su «Lo stato della sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo 2018» presentato oggi a Roma nella sede della Fao e realizzato in maniera congiunta dalle cinque grandi agenzie Onu che si occupano di questi temi: oltre alla Fao (l´Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l´agricoltura), il World food programme/Pam (Programma alimentare mondiale), l´Unicef che si occupa di infanzia, l´Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), l´Oms/Who (Organizzazione mondiale della sanità).

Le cause principali dell´aumento dell´insicurezza alimentare sono le variazioni climatiche e gli eventi estremi che incidono sulla produzione agricola e l´accesso al cibo, i conflitti, la violenza e le crisi economiche. A causa della scarsa e cattiva alimentazione 151 milioni di bambini sotto i 5 anni - il 22% - subisco un ritardo nella crescita. 51 milioni di bambini sotto i 5 anni sono più esposti alle malattie e ad un maggiore rischio mortalità. Invece di essere più vicini all´obiettivo che si sono dati gli Stati di eliminare la fame nel mondo entro il 2030 (il cosiddetto «Sustainable development goal of zero hunger»), la situazione peggiora, soprattutto in America Latina e in Africa. «Un accesso limitato ad alimenti salutari - precisa il rapporto - contribuisce alla denutrizione ma anche al sovrappeso e all´obesità. Aumenta il rischio di insufficienza di peso alla nascita, di ritardo nella crescita e di anemia nelle donne incinte».

La mancanza di cibo sano provoca sovrappeso anche nelle ragazze in età scolare e nelle donne, «in particolare nei Paesi a medio e alto reddito». «Il costo degli alimenti nutritivi, più cari degli altri, lo stress provocato dall´insicurezza alimentare e l´adattamento psicologico alle restrizioni alimentari - si legge - spiegano perché le famiglie che vivono nell´insicurezza sul piano alimentare possono essere più esposte al rischio sovrappeso e obesità».

«Oltre ai conflitti, la variabilità del clima e gli eventi climatici estremi - sottolineano le agenzie Onu - sono tra i fattori principali della recente recrudescenza della fame nel mondo, e una delle cause delle gravi crisi alimentari». Incidono infatti sulla produzione, disponibilità e possibilità di accesso al cibo in maniera continuativa. Tutto ciò che riguarda il settore nutrizionale paga infatti un tributo pesante ai cambiamenti climatici: «Diminuzione della qualità dei nutritivi e della diversità degli alimenti prodotti e consumati; effetti sull´acqua e sull´igiene; rischio sanitario e di contrarre malattie; ripercussione sulle cure alle madri e ai bambini e sull´allattamento al seno».

La fame si fa sentire di più in questi Paesi dove i sistemi agricoli sono più esposti all´aumento delle piogge, al rialzo delle temperature e duri periodi di siccità e dove la sopravvivenza della popolazione dipende soprattutto dall´agricoltura, come nei Paesi dell´Africa sub-sahariana. Tutti questi segnali negativi portano le cinque agenzie Onu a lanciare un appello corale: «Dobbiamo agire rapidamente e su una più vasta scala per aumentare la resilienza e la capacità di adattamento dei sistemi alimentari per contrastare la variabilità del clima e gli eventi estremi climatici». Per cercare di recuperare il tempo perduto in vista dell´obiettivo «Fame zero» del 2030, le organizzazioni chiedono di «sviluppare partenariati e finanziamenti pluriennali di grande ampiezza in favore di programmi di riduzione e gestione dei rischi derivanti dalle catastrofi e di adattamento ai cambiamenti climatici, all´interno di una visione a corto, medio e lungo termine».


Fonte: toscanaoggi.it

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133


Sabato 25 Gennaio

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile (Isaia 40, 28)
Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo (Romani 15, 30)

Non potremo mai comprendere a fondo il giorno, la vita, la morte, la notte, possiamo solo annunciare colui che su tutto vigila, possiamo solamente onorarlo raccontando le meraviglie compiute dal Signore del mondo e affidarci a colui che sorregge terra e cielo
Arno Pötzsch

Deuteronomio 33, 1-16; I Corinzi 2, 10-16


Il buon combattimento della fede
Commento a I Timoteo 6, 12
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni

Questo versetto della prima epistola a Timoteo sembra essere scritto per noi: da giovani abbiamo fatto la confermazione, per la quale abbiamo scritto al Consiglio di Chiesa una bella confessione di fede, piena di forza e di entusiasmo. Oppure siamo entrati da adulti in una chiesa nuova, e ci hanno chiesto di motivare il nostro ingresso: e noi lo abbiamo fatto pieni di orgoglio per la scelta fatta, ma anche pieni di gioia e di fiducia. O ancora, abbiamo scoperto il Signore che da molto tempo non incontravamo più e abbiamo ripreso ad andare in chiesa e a pregare. Tutti momenti intensi, ricchi anche di emozioni e di convincimento. Spesso anche ricchi di fede, profonda, vera, genuina.
Ma poi? Poi la vita quotidiana riprende, ci sono le preoccupazioni sul lavoro, la famiglia e la casa da gestire, i momenti di svago da organizzare e da vivere. Le nostre vite sono mediamente pienissime di impegni, di “cose da fare”, di persone da incontrare e cosa resta della nostra fede? Cosa rimane della nostra bella confessione di fede? Probabilmente non abbiamo abbandonato la chiesa e se ce lo chiedono continuiamo ad affermare di essere uomini e donne di fede. Anzi spesso non ci viene neppure chiesto, perché tutti vedono che, sia pur con i limiti imposti dalla “vita moderna” siamo comunque presenti, a differenza di altri, che sono spariti. O addirittura abbiamo degli incarichi nella nostra chiesa. Incarichi a cui ci dedichiamo con impegno.
Ma se ci fermiamo per un momento a riflettere con serietà, stiamo combattendo sul serio il “buon combattimento”? Il faro della nostra esistenza, di ogni suo attimo, di ogni sua decisione, è davvero la fede in Dio? Conduciamo una vita trasformata e illuminata da questo? Abbiamo sul serio afferrato la vita eterna alla quale siamo stati chiamati e abbiamo costruito tutta la nostra esistenza intorno a questa speranza con fiducia sempre rinnovata e nutrita continuamente con la lettura della Parola, con il canto, con la preghiera?
Non è una riflessione facile, al Signore, ovviamente, la risposta, ma ognuno di noi potrebbe da oggi cominciare a interrogarsi sulla qualità del proprio combattimento e pregare il Signore di ricevere la forza e il coraggio per essere davvero fedeli servitori. Amen!
di Erica Sfredda


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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