23 Agosto 2019

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OTTO PER MILLE VALDESE: per la prima volta con le ´quote non espresse´ balzo del 150%

21-06-2013 10:39 - News

Oltre 37 milioni di euro per il 2012

Il moderatore Eugenio Bernardini: "In tempo di crisi è un´eccezionale responsabilità che ci offre anche una grande opportunità di servizio e di promozione sociale"

La metà sarà destinata a interventi all´estero

Roma, 19 giugno 2013 (NEV-CS33) - Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell´otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all´anno precedente (il fondo nel 2011 superava di poco i 14 milioni di euro). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette "quote non espresse", ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, "questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell´otto per mille".

"Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite - spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese - per verificare se c´è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all´estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell´otto per mille ´valdese´ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest´anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale".

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle "quote non espresse" dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell´anno il Sinodo - il massimo organo decisionale dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi - votò a favore di una revisione dell´Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012. "Cambiammo idea - ricorda Bernardini - solo dopo aver verificato che i fondi a cui rinunciavamo a favore dello Stato venivano utilizzati senza una precisa finalità, finanziando progetti diversi e privi di coerenza, dal restauro delle chiese alle missioni militari all´estero".

Conclude Bernardini: "La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un´enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale".

Fonte: chiesavaldese.org

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Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


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Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? (Isaia 53, 8)
Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo (Ebrei 12,3)

Dobbiamo svuotare Dio della sua divinità per amarlo. Egli si è svuotato della sua divinità diventando uomo, poi della sua umanità diventando cadavere (pane e vin), materia. E’ necessario amare Dio attraverso le proprie gioie, attraverso la propria sventure, attraverso i propri peccati (passati). E’ necessario amarlo attraverso le gioie, le sventure, i peccati degli altri uomini e senza condizione.
Simone Weil

I Corinzi 9, 16-23; Matteo 11, 1-19


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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