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OTTO PER MILLE VALDESE: per la prima volta con le ´quote non espresse´ balzo del 150%

21-06-2013 10:39 - News

Oltre 37 milioni di euro per il 2012

Il moderatore Eugenio Bernardini: "In tempo di crisi è un´eccezionale responsabilità che ci offre anche una grande opportunità di servizio e di promozione sociale"

La metà sarà destinata a interventi all´estero

Roma, 19 giugno 2013 (NEV-CS33) - Ammonta a più di 37 milioni di euro la quota dell´otto per mille destinata alla Tavola valdese per il 2012. Lo ha reso noto in questi giorni il Ministero delle Finanze. Si tratta di un balzo in avanti del 150% rispetto all´anno precedente (il fondo nel 2011 superava di poco i 14 milioni di euro). La cifra sarebbe in parte determinata dal fatto che per la prima volta i valdesi e i metodisti hanno avuto accesso alle cosiddette "quote non espresse", ovvero alla ripartizione di quei fondi che i contribuenti non hanno destinato a nessuna confessione e che pertanto vengono distribuiti, come previsto dal meccanismo, in percentuale alle scelte espresse. Per la Tavola valdese, tuttavia, "questa novità non spiega un risultato così rilevante: ad esempio può aver giocato un aumento complessivo del gettito IRPEF dal quale si ricavano i fondi destinati dell´otto per mille".

"Attendiamo di analizzare tutti questi aspetti e di sapere quante firme ci sono state attribuite - spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese - per verificare se c´è stato un aumento e di che misura. In ogni caso si tratta di un dato eccezionale benché non inatteso, che ci consentirà di potenziare il nostro sostegno a progetti di sviluppo, assistenza e cultura in Italia e all´estero. Come sempre è accaduto, non un euro dell´otto per mille ´valdese´ andrà a finanziare le attività di culto, pastorali e spirituali, che sono e restano a carico dei membri di chiesa. La novità che introduciamo da quest´anno è che sale dal 30% al 50% la quota che destineremo a interventi realizzati in altri paesi: circa 18 milioni di euro, una cifra di eccezionale rilievo se comparata ai fondi destinati dal Governo per la cooperazione internazionale".

La Chiesa valdese giunse alla decisione di partecipare alla ripartizione delle "quote non espresse" dopo una lunga e travagliata riflessione conclusasi nel 2001: quell´anno il Sinodo - il massimo organo decisionale dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi - votò a favore di una revisione dell´Intesa con lo Stato che fu approvata dal Parlamento nel 2009 ed i cui effetti sono divenuti operativi a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012. "Cambiammo idea - ricorda Bernardini - solo dopo aver verificato che i fondi a cui rinunciavamo a favore dello Stato venivano utilizzati senza una precisa finalità, finanziando progetti diversi e privi di coerenza, dal restauro delle chiese alle missioni militari all´estero".

Conclude Bernardini: "La gestione di fondi così rilevanti, soprattutto in tempo di crisi, ci attribuisce un´enorme responsabilità nei confronti dei tanti contribuenti che ci hanno dato fiducia ma ci apre anche una grande opportunità di servizio del tutto coerente con la nostra fede e la nostra tradizione di impegno sociale".

Fonte: chiesavaldese.org
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D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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