20 Marzo 2019

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Nuovo Presidium per la Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE)

19-09-2018 10:06 - News
Rieletto Gottfried Locher a cui si aggiungono Miriam Rose e John Bradbury

Il neoeletto Consiglio dell´Assemblea generale della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) ha rieletto oggi, a Basilea, Gottfried Locher come presidente. Compongono il Presidium anche Miriam Rose e John Bradbury. Gottfried Locher è presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES) dal 2011; è diventato membro del Presidium nel 2012 e ha assunto il ruolo di Presidente nel 2015 in seguito alla morte inaspettata del vescovo Friedrich Weber. John Bradbury è pastore della Chiesa riformata unita (URC) del Regno Unito. Era già un membro delegato del consiglio durante il precedente periodo di carica. La dott.ssa Miriam Rose è professore di teologia sistematica presso l´Università di Jena, in Germania, dal 2011.

Il Presidium ha dato il benvenuto al nuovo segretario generale del CCPE, Mario Fischer, pastore della Chiesa evangelica in Assia e Nassau (EKHN) e fino ad oggi direttore della sede principale del CCPE a Vienna. Il segretario generale in uscita, Michael Bünker, vescovo della Chiesa evangelica della Confessione augustana in Austria, che è in carica dal 2007, andrà in pensione nel 2019.

Il Consiglio della CCPE è composto da 13 rappresentanti di chiese riformate, luterane, unite e metodiste del Vecchio continente, tra questi il pastore valdese Pawel Gajewski.

L´VIII Assemblea generale della CCPE si è svolta a Basilea, su invito della FCES e della chiesa evangelica riformata di Basilea-Città.

La CCPE, con sede a Vienna (Austria), promuove un modello teso all´allargamento dell´ecumene sulla base del motto "unità nella diversità riconciliata". Conta 108 chiese membro in tutta Europa (con i rispettivi bracci sudamericani) in rappresentanza di più di 50 milioni di persone: chiese luterane, riformate, unite, metodiste, che grazie alla Concordia di Leuenberg del 1973 (Svizzera) si prestano mutuo riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti. Con la dichiarazione del 1973 si pose di fatto fine alla divisione tra chiese luterane e riformate durata più di 450 anni. Per ulteriori informazioni www.leuenberg.eu.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

Salmo della settimana: 10

Mercoledì 20 Marzo

Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto e ubbidiremo (Esodo 24, 7)
Gesù dice: « Chiunque avrà fatto la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello e sorella e madre» (Matteo 12, 50)

O Signore, inviami come hai fatto con i tuoi discepoli e tu stesso precedimi. Io ti voglio seguire, voglio stare con te ed esserti fedele. Dammi la forza.
Otmar Schulz

Giovanni 16, 29-33; I Samuele 16, 1-13






PREGHIERA

E’ buio, Signore, dentro di me, ma presso di te c’è la luce.
Sono solo, ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di te c’è l’ aiuto.
Sono inquieto, ma presso di te c’è la pace.
In me c’è amarezza, ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie, ma tu conosci la mia via.

Ravasi


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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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