23 Luglio 2019

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Nuovo Presidium per la Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE)

19-09-2018 10:06 - News
Rieletto Gottfried Locher a cui si aggiungono Miriam Rose e John Bradbury

Il neoeletto Consiglio dell´Assemblea generale della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) ha rieletto oggi, a Basilea, Gottfried Locher come presidente. Compongono il Presidium anche Miriam Rose e John Bradbury. Gottfried Locher è presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES) dal 2011; è diventato membro del Presidium nel 2012 e ha assunto il ruolo di Presidente nel 2015 in seguito alla morte inaspettata del vescovo Friedrich Weber. John Bradbury è pastore della Chiesa riformata unita (URC) del Regno Unito. Era già un membro delegato del consiglio durante il precedente periodo di carica. La dott.ssa Miriam Rose è professore di teologia sistematica presso l´Università di Jena, in Germania, dal 2011.

Il Presidium ha dato il benvenuto al nuovo segretario generale del CCPE, Mario Fischer, pastore della Chiesa evangelica in Assia e Nassau (EKHN) e fino ad oggi direttore della sede principale del CCPE a Vienna. Il segretario generale in uscita, Michael Bünker, vescovo della Chiesa evangelica della Confessione augustana in Austria, che è in carica dal 2007, andrà in pensione nel 2019.

Il Consiglio della CCPE è composto da 13 rappresentanti di chiese riformate, luterane, unite e metodiste del Vecchio continente, tra questi il pastore valdese Pawel Gajewski.

L´VIII Assemblea generale della CCPE si è svolta a Basilea, su invito della FCES e della chiesa evangelica riformata di Basilea-Città.

La CCPE, con sede a Vienna (Austria), promuove un modello teso all´allargamento dell´ecumene sulla base del motto "unità nella diversità riconciliata". Conta 108 chiese membro in tutta Europa (con i rispettivi bracci sudamericani) in rappresentanza di più di 50 milioni di persone: chiese luterane, riformate, unite, metodiste, che grazie alla Concordia di Leuenberg del 1973 (Svizzera) si prestano mutuo riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti. Con la dichiarazione del 1973 si pose di fatto fine alla divisione tra chiese luterane e riformate durata più di 450 anni. Per ulteriori informazioni www.leuenberg.eu.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

L U G L I O
VERSETTO DEL MESE

Ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ ira (Giacomo 1,19)


Lunedì 22 Luglio

A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida (Isaia 26,3)
Desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza (Ebrei 6, 11)

Signore, nostro Dio, lasciaci esprimere la nostra lode e il nostro ringraziamento a te per il tuo amore e la tua benevolenza, che ci hai comunicato mediante il tuo prezioso evangelo. Noi siamo felici di poterci chiamare cristiani; facci anche diventare dei veri cristiani. Dacci la forza di sperimentare la tua forza in mezzo a noi. Purifica i nostri cuori e rendili limpidi come cristallo, affinché noi ti vediamo e lo Spirito santo possa abitare in noi.
dalla Thailandia

Galati 1, 13-24; Matteo 5, 33-37


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi
da “I Salmi della consolazione”




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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