26 Agosto 2019

News

Non per il culto, ma per interventi sociali, culturali, educativi

05-04-2016 08:52 - appunti del moderatore
L’Otto per mille alle Chiese metodiste e valdesi all’insegna della trasparenza

«Dove serve, con trasparenza», questo il titolo della campagna pubblicitaria a favore dell’Otto per mille alle Chiese metodiste e valdesi che appare in questi giorni sui principali organi di stampa e trasmessa su alcune emittenti radiofoniche e televisive. Nel formato cartaceo, l’immagine dominante è quella di un variegato gruppo di persone opacizzato da un filtro che impedisce di distinguere i volti: l’immagine è trasparente solo al centro, e mostra i volti sorridenti di donne e uomini, anziani e giovani, tutti membri delle chiese metodiste e valdesi.

«È il nostro modo di ribadire che la nostra gestione dell’Otto per mille è da sempre trasparente e priva di opacità – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – e che su questo criterio noi, metodisti e valdesi, “ci mettiamo la nostra faccia”. Ma è anche un modo per ringraziare direttamente, mostrando le nostre facce, gli oltre seicentomila italiani che hanno firmato per noi».

Lo spot televisivo ha una struttura diversa: sullo sfondo di immagini relative all’utilizzo dei fondi Otto per mille da parte delle Chiese metodiste e valdesi e del suono di un registratore di cassa, a partire dagli oltre 41 milioni di euro ricevuti lo scorso anno scorrono le cifre destinate ai vari progetti finanziati. Sino allo zero e cioè a quanto la Tavola valdese, l’organo che gestisce i fondi ricevuti dallo Stato, destina al culto. Perciò lo slogan finale esplicita: «L’Otto per mille alla Chiesa valdese non va alla chiesa valdese. Dove serve con trasparenza».

«Infatti, non un euro del nostro Otto per mille va alle spese per il culto, l’evangelizzazione, il sostegno ai pastori, la ristrutturazione o la costruzione di chiese – spiega Bernardini –. Da sempre il nostro impegno di fronte agli italiani è che il 100% delle risorse che riceviamo dallo Stato è utilizzato per sostenere iniziative sociali, culturali, educative, umanitarie. Quest’anno – prosegue il moderatore– siamo particolarmente impegnati nel sostegno a un programma pilota in Europa per l’apertura di canali umanitari che consentono a profughi e richiedenti asilo di raggiungere senza rischi l’Italia, nel rispetto delle leggi e in piena sicurezza. È un programma che ha avuto eccezionali riconoscimenti in Italia e nel mondo e che siamo lieti coinvolga anche un’organizzazione cattolica come la Comunità di Sant’Egidio».

Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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