23 Agosto 2019

News

Non la nostra giustizia, ma la tua misericordia

06-09-2017 11:51 - Bibbia e attualità
O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia
Daniele 9, 18

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro
Atti 15, 11

Anche i versetti di oggi, come quelli dei giorni passati, sottolineano quanto abbiamo bisogno di Dio. L´umanità non ce la fa da sola, anche volendo. Se guardiamo intorno a noi vediamo tanta, davvero tanta, desolazione, soprattutto in questo periodo in cui gli incendi distruggono boschi rigogliosi rendendoli deserto. Siamo nel Tempo del Creato (periodo ecumenico che va dal 1 settembre al 4 ottobre) che è un richiamo alla nostra responsabilità.

Viviamo in un mondo dove le nostre strane leggi economiche, che dovrebbero organizzare le cose della casa comune, non sono per niente utili alla casa e causa comuni. Non ce la facciamo proprio.

Nemmeno con le relazioni umani. È difficile uscire dal nostro modo di vivere. Anzi più di vivere stiamo tentando di sopravvivere. Ma non bisogna sopravvivere, bisogna vivere, che è un´altra cosa. La sopravvivenza mette al centro noi stessi, come persone e società; la vita ha un raggio molto più ampio. La sopravvivenza ci fa dire: giustizia e non misericordia; la vita invece ci fa dire: non la nostra giustizia ma la tua misericordia.

Non la nostra giustizia, ma la tua misericordia. Questo l´ha sperimentato anche Pietro quando, di tutto cuore, è intervenuto nell´assemblea a Gerusalemme in cui si discuteva dell´accoglienza dei cristiani provenienti dal cosiddetto mondo pagano. Il discorso di Pietro è un bellissimo esempio di integrazione. Una diversità accolta sotto l´esperienza di: siamo tutti e tutte figli e figlie di Dio. Veniamo da percorsi diversi, ma Dio ci ha accolti nella sua misericordia. Veniamo da percorsi diversi, ma possiamo camminare insieme perché siamo tutte e tutti diretti verso la stessa meta. Loro come noi e noi come loro. Signore insegnaci a guardare le altre persone che vengono verso di noi con i tuoi occhi pieni di misericordia.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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