29 Maggio 2020
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Non la nostra giustizia, ma la tua misericordia

06-09-2017 11:51 - Bibbia e attualità
O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia
Daniele 9, 18

Noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro
Atti 15, 11

Anche i versetti di oggi, come quelli dei giorni passati, sottolineano quanto abbiamo bisogno di Dio. L´umanità non ce la fa da sola, anche volendo. Se guardiamo intorno a noi vediamo tanta, davvero tanta, desolazione, soprattutto in questo periodo in cui gli incendi distruggono boschi rigogliosi rendendoli deserto. Siamo nel Tempo del Creato (periodo ecumenico che va dal 1 settembre al 4 ottobre) che è un richiamo alla nostra responsabilità.

Viviamo in un mondo dove le nostre strane leggi economiche, che dovrebbero organizzare le cose della casa comune, non sono per niente utili alla casa e causa comuni. Non ce la facciamo proprio.

Nemmeno con le relazioni umani. È difficile uscire dal nostro modo di vivere. Anzi più di vivere stiamo tentando di sopravvivere. Ma non bisogna sopravvivere, bisogna vivere, che è un´altra cosa. La sopravvivenza mette al centro noi stessi, come persone e società; la vita ha un raggio molto più ampio. La sopravvivenza ci fa dire: giustizia e non misericordia; la vita invece ci fa dire: non la nostra giustizia ma la tua misericordia.

Non la nostra giustizia, ma la tua misericordia. Questo l´ha sperimentato anche Pietro quando, di tutto cuore, è intervenuto nell´assemblea a Gerusalemme in cui si discuteva dell´accoglienza dei cristiani provenienti dal cosiddetto mondo pagano. Il discorso di Pietro è un bellissimo esempio di integrazione. Una diversità accolta sotto l´esperienza di: siamo tutti e tutte figli e figlie di Dio. Veniamo da percorsi diversi, ma Dio ci ha accolti nella sua misericordia. Veniamo da percorsi diversi, ma possiamo camminare insieme perché siamo tutte e tutti diretti verso la stessa meta. Loro come noi e noi come loro. Signore insegnaci a guardare le altre persone che vengono verso di noi con i tuoi occhi pieni di misericordia.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

M A G G I O
Versetto del mese:
“Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio,
ciascuno secondo il dono che ha ricevuto,
lo metta al servizio degli altri”
(I Pietro 4,10)


Salmo della Settimana 131

Venerdì 29 Maggio

La mia lingua celebrerà la tua giustizia, esprimerà la tua lode per sempre (Salmo 45, 28)
I discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio (Luca 24, 52-53)

Non guardiamo noi stessi le nostre opere, la gioia che abbiamo in te, Signore, è la nostra forza. Non farci diventare oziosi nella nostra via: fa che condividiamo la nostra gioia con tanti.
Lindolfo Weingärtner

Efesini 1, 15-23; II Timoteo 2,1-13


















Preghiera


Signore non ti prego di avere una vita serena,
sazia e gradevole, priva di scosse e di affanni.

Ti prego invece di rimanere sulla mia barca.

> l'altra sponda si avvicina <
e con lei anche la tempesta e la paura.
Paul Roth





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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