25 Febbraio 2021
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No a Gerusalemme capitale d´Israele

07-12-2017 09:12 - News
Forte preoccupazione del Consiglio ecumenico delle chiese e della Federazione luterana mondiale per la provocazione di Trump

L´idea del presidente USA Donald Trump di spostare l´ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme non è piaciuta ai massimi vertici del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e della Federazione luterana mondiale (FLM). I rappresentanti dei due organismi di chiese mondiali hanno espresso viva preoccupazione per questa decisione, che metterebbe a rischio il precario equilibrio nella regione.

Il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, in un comunicato stampa diffuso oggi ha ricordato come lo stato giuridico di Gerusalemme sia una questione altamente delicata, che riguarda in prima istanza gli israeliani e i palestinesi. Una decisione unilaterale da parte di Trump "avrà gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità nel Medioriente, vanificando gli sforzi dell´amministrazione USA sin qui messi in campo a favore del processo di pace, e alimentando i risentimenti dei palestinesi sia musulmani che cristiani".

Sulla stessa linea il presidente e il segretario generale della FLM, rispettivamente l´arcivescovo Panti Filibus Musa e il pastore Martin Junge. In una lettera aperta indirizzata al presidente Trump scrivono: "Il Medioriente e il mondo hanno bisogno di pace, non di altra violenza". Dicendosi contrari ad ogni azione unilaterale che reca pregiudizio allo status di Gerusalemme o costituisce un riconoscimento quale città all´interno del territorio di un solo Stato sovrano, invitano il presidente Trump a cercare soluzioni multilaterali, con la finalità di "sostenere gli israeliani e i palestinesi nel loro processo di pace".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Giovedì 25 Febbraio

Tu sei il mio alto rifugio, il mio asilo. O mio salvatore, tu mi salvi dalla violenza (II Samuele 22,3)
Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né profondità, né alcun altra creatura potranno separarci dall amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39)

Signore, Padre nei cieli, in cui è la pienezza della grazia e della saggezza, illumina i nostri cuori mediante il tuo santo Spirito e dacci la grazia di ricevere la tua parola con il rispetto e l umiltà senza i quali nessuno può comprendere la tua verità. Nel nome di Cristo, Signore nostro.
Giovanni Calvino


Giacomo 4, 1-10; Luca 11, 1-4





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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