18 Ottobre 2021
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No a Gerusalemme capitale d´Israele

07-12-2017 09:12 - News
Forte preoccupazione del Consiglio ecumenico delle chiese e della Federazione luterana mondiale per la provocazione di Trump

L´idea del presidente USA Donald Trump di spostare l´ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme non è piaciuta ai massimi vertici del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e della Federazione luterana mondiale (FLM). I rappresentanti dei due organismi di chiese mondiali hanno espresso viva preoccupazione per questa decisione, che metterebbe a rischio il precario equilibrio nella regione.

Il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, in un comunicato stampa diffuso oggi ha ricordato come lo stato giuridico di Gerusalemme sia una questione altamente delicata, che riguarda in prima istanza gli israeliani e i palestinesi. Una decisione unilaterale da parte di Trump "avrà gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità nel Medioriente, vanificando gli sforzi dell´amministrazione USA sin qui messi in campo a favore del processo di pace, e alimentando i risentimenti dei palestinesi sia musulmani che cristiani".

Sulla stessa linea il presidente e il segretario generale della FLM, rispettivamente l´arcivescovo Panti Filibus Musa e il pastore Martin Junge. In una lettera aperta indirizzata al presidente Trump scrivono: "Il Medioriente e il mondo hanno bisogno di pace, non di altra violenza". Dicendosi contrari ad ogni azione unilaterale che reca pregiudizio allo status di Gerusalemme o costituisce un riconoscimento quale città all´interno del territorio di un solo Stato sovrano, invitano il presidente Trump a cercare soluzioni multilaterali, con la finalità di "sostenere gli israeliani e i palestinesi nel loro processo di pace".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62


Lunedì 18 Ottobre

Dio dice: «Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai» (Salmo50, 15)
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5, 7)

Signore, nella nostra stanchezza poni su di noi la tua mano che ridona vigore; Fà soffiare il tuo Spirito che dona vita nuova. Non lasciare che la nostra esistenza si spezzi in mille frammenti e disperda il suo senso in mille incombenze quotidiane. Con te, Signore, c’è sempre una parola nuova da imparare, una nuova speranza in cui porre fiducia. Amen
Luca Baratto

II Tessalonicesi 3, 6-13; Luca 12, 35-48























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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