03 Luglio 2020
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Nasce il sito riformaprotestante2017.org

08-04-2016 13:49 - Documenti
Due commissioni per un documento teologico e un happening a Milano a Pentecoste 2017

Si intensificano in tutta Italia le iniziative che le chiese evangeliche del nostro paese propongono in vista del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017), le cui celebrazioni prenderanno ufficialmente il prossimo 31 ottobre. Per raccogliere e offrire una panoramica degli appuntamenti è stato lanciato il sito web riformaprotestante2017.org che offre anche informazioni su pubblicazioni e materiali collegati al Cinquecentenario. Il sito è stato realizzato dalla Commissione battista, metodista valdese e luterana che ha anche la responsabilità di organizzare alcuni eventi a livello nazionale, tra cui un happening a Milano nel week-end di Pentecoste 2017 il cui culto conclusivo verrà tramesso in eurovisione. Le stesse chiese hanno anche istituito una seconda commissione teologica che sta preparando un documento che verrà presentato in un evento pubblico il 3 dicembre.

Tra le prossime iniziative, segnaliamo il ciclo “Lungo i sentirei della Riforma con Lutero” organizzato a Seravezza (LU) dalla chiesa metodista di Carrara e dal Gruppo di ricerca ecumenica della Versilia “Non di solo pane” che il prossimo 16 aprile ha in programma un incontro con Paolo Ricca, docente emerito della Facoltà valdese di teologia, su “Martin Lutero: la storia, il viaggio a Roma, Leone X, le indulgenze, la giustificazione per fede”. A Pinerolo (To) è invece ripreso il ciclo di seminari annuali sul pensiero della Riforma sul tema “Vocazione e lavoro”. Il primo intervento, sabato 9 sarà di Giovanna Gay su “Il lavoro nel pensiero di Jung”. Tra le iniziative di carattere accademico, a Roma il Centro Melantone propone giovedì 14 aprile le conferenze di Daniele Garrone, docente alla Facoltà valdese di teologia, su “La Riforma e gli ebrei” e del professor Martin Walraff, Università di Basilea, su “La Riforma e i turchi”. Più in là, dal 4 al 6 maggio, la Facoltà di teologia del Pontificio ateneo Sant’Anselmo ospiterà il convegno cattolico-luterano internazionale “Segni di perdono. Cammini di conversione. Prassi di penitenza. Una Riforma che interpella tutti”.
Infine la Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) organizza dal 4 al 10 luglio prossimi il “Viaggio della Riforma 2016” in Baviera e Württenberg.

Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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