09 Maggio 2021
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Musulmani e cristiani contro i luoghi comuni

26-06-2017 18:18 - News
Ieri è stata festeggiata in tutta Italia la festa di chiusura del Ramadan Eid al-fitr, la festa di tutti i musulmani

138 intellettuali musulmani alcuni anni fa sottoscrissero un appello: «Insieme musulmani e cristiani formano oltre metà della popolazione mondiale. Senza pace e giustizia tra queste due comunità religiose, non potrà esserci pace nel mondo. Il futuro dipende dalla pace tra musulmani e cristiani».

Ieri è stata celebrata in tutta Italia la chiusura del Ramadan «Eid al-fitr», festa per i tutti musulmani uniti nel ringraziamento «all´unico Dio per le benedizioni ricevute nel mese di ramadan, nell´augurio di saperle mettere a frutto. Una giornata della famiglia, della pace e dell´armonia – ha ricordato a Riforma.it il presidente dell´Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), Izzedin Elzir –, all´insegna dell´integrazione e dell´inclusione. Ieri – prosegue Elzir –, abbiamo festeggiato con gioia la fine del ramadan, un mese, per ognuno di noi, del cambiamento, dell´autodisciplina, della pazienza, della solidarietà e della quotidianità che condividiamo all´interno delle nostre comunità».

Quest´anno «il mese benedetto ramadan si è sovrapposto con una parte del periodo scolastico. In tale periodo il digiuno giornaliero è stato molto lungo e difficile da affrontare e per questo motivo – prosegue Elzir –, come Ucoii, abbiamo diffuso alcune linee guida preparate dai nostri imam e alcuni consigli, come ad esempio, che il digiuno non è obbligatorio per bambini e gli adolescenti e che Dio non obbliga nessuno a digiunare. Chi non se la sentiva di farlo, per patologie, malattie, gravidanza o semplice anzianità, non era tenuto a sostenere questo "sforzo individuale", proprio perché è lo stesso Dio a ordinare di evitare ogni cosa che possa portare una persona a stare male o ad un possibile esaurimento psico-fisico».

Una Giornata, quella di ieri, che si è svolta nel segno della solidarietà. Istituzioni religiose, politiche, culturali e sociali non hanno fatto mancare la propria vicinanza, come ha ricordato a Riforma.it il coordinatore della Commissione Dialogo interreligioso della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Pawel Andrzej Gajewski: «sorelle e fratelli delle chiese valdesi, battiste e metodiste hanno partecipato attivamente con le comunità musulmane per tutto il mese di ramadan e ieri, alla chiusura di Eid al-fitr, sono stati numerosi gli incontri e i momenti di condivisione. Tante le testimonianze in questo senso e a dimostrazione che sul territorio nazionale sono diffusi e frequenti i rapporti di amicizia e di fraternità tra le chiese rappresentate dalla Fcei e le comunità islamiche. Occasioni, queste, che fanno comprendere quanto il dialogo promosso tra protestanti italiani e comunità islamiche sia reale, concreto, un dialogo che magari non si sofferma sui temi di carattere dottrinale, ma che quotidianamente affronta questioni reali e che toccano temi quali la convivenza nei centri urbani, l´insegnamento, l´inclusione; relazioni che dovremo proseguire nella prospettiva e nella direzione già intrapresa, quella di un dialogo vero e di pratica sul territorio. Come Commissione Fcei – prosegue Gajewski – abbiamo intenzione di potenziare gli strumenti già utilizzati come la rete internet, grazie alla nostra nostra pagina sul sito della Federazione, e promuovere nuovi momenti di incontro e di dialogo con le comunità musulmane per ampliare la rete di contatti e di competenze e poter offrire, a chi lo desideri, nuovo materiale e testi utili per l´approfondimento sulle relazioni intercorse, che ritengo essere molto buone, ma che dovranno progredire verso un costante miglioramento».

Un messaggio importante di vicinanza alle comunità islamiche è giunto dal presidente della Repubblica, dice ancora Izzedi Elzir: «Mattarella ha voluto ricordare i tempi difficili che stiamo vivendo, caratterizzati da un crescendo di radicalismo e di intolleranza e che il "pluralismo dei suoi cittadini arricchisce il senso di appartenenza al progetto di società fondato sugli ideali che ispirano e animano la nostra Costituzione". Messaggio, questo, condiviso dalle comunità religiose che con noi hanno preso parte ai festeggiamenti: dai fratelli valdesi, ai battisti ai metodisti, con i quali condividiamo attività e gesti di solidarietà diffusa, ai fratelli induisti, buddhisti, ebrei che non hanno fatto mancare la loro vicinanza; una vera festa del dialogo interreligioso. Purtroppo – ricorda Elzir –, non possiamo dimenticare che in Italia manca una legge quadro per la libertà religiosa».

Solidarietà e amicizia sono state espresse «nei confronti delle comunità islamiche – ricorda ancora Gajewski –. Parole chiave che hanno echeggiato dal sud al nord Italia ieri; non dobbiamo dimenticarci che le prime vittime degli attentati terroristici "di matrice islamica", sono proprio i musulmani. Il pregiudizio è un macigno difficile da portare sulle spalle. Solo restando uniti, cristiani e musulmani, potremo vincere la battaglia per la giustizia e la verità».


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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