19 Maggio 2021
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Metodisti e valdesi. Ad agosto cinque nuovi pastori

07-08-2017 19:55 - News
Due donne e tre uomini, giovani e meno giovani, dai percorsi diversissimi, verranno consacrati in occasione del prossimo Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Tra liturgie per i 500 anni della Riforma protestante a Chanforan e il culto solenne di apertura del Sinodo a Torre Pellice, la giornata del 20 agosto per loro si annuncia ricca di impegni

Passione, gioia, gratitudine, servizio: sono queste le parole che riecheggiano nelle dichiarazioni dei "candidati al ministero pastorale", che in occasione del prossimo Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in agenda a fine agosto a Torre Pellice (TO), verranno consacrati, entrando a far parte del "corpo pastorale".

Durante il culto di apertura del Sinodo, che si terrà presso il tempio valdese di Torre Pellice il 20 agosto alle 15.30, Stanislao Calati, Noemi Falla, Stefano Giannatempo, Ilenya Goss e Francesco Marfè, sottoscriveranno l´antica Confessione di fede del 1655. Ma prima marceranno in testa al tradizionale corteo che solennemente si sposterà dalla "Casa valdese", dove si riunisce l´assemblea sinodale, lungo la via Beckwith fin dentro la chiesa, sempre gremita per l´occasione. Saranno affiancati dal pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia, a cui è stata affidata la predicazione del culto nell´anno in cui i protestanti celebrano il Cinquecentenario della Riforma di Martin Lutero. Il momento più alto della cerimonia di consacrazione sarà costituito dall´imposizione delle mani di tutti i presenti - pastori e laici - che insieme invocheranno la benedizione del Signore sui nuovi "ministri della Parola", come nella tradizione protestante si definiscono i pastori consacrati dalla comunità dei credenti.

Tutto questo, tuttavia, per i consacrandi e le consacrande succederà non prima di aver superato il cosiddetto "esame di fede" che si svolgerà il giorno precedente nell´aula sinodale della "Casa valdese" di Torre Pellice.

I cinque aspiranti pastori, giovani e meno giovani, dai percorsi diversissimi - il più "maturo" è già nonno, mentre c´è chi ha fatto anche il medico chirurgo e poi la docente universitaria prima di ricevere la chiamata "vissuta nella libertà" - sono provenienti sia dal Nord che dal Sud della penisola, e hanno alle spalle storie di conversione, ricerca e viaggi, tutti uniti dall´amore per la chiesa, la Parola e la condivisione.

Quest´anno, in particolare, la Tavola Valdese, su indicazione del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi del 2016, la mattina del 20 agosto ha organizzato nel luogo simbolico di Chanforan ad Angrogna, nelle valli del Piemonte, un culto solenne per i 500 anni della Riforma protestante. Fu su quel grande prato di Chanforan che i valdesi delle Valli riuniti in assemblea nel 1532 decisero di aderire ufficialmente alla Riforma protestante nella sua versione calvinista. A presiedere il culto sarà il pastore Marco Di Pasquale, mentre la predicazione sarà a cura del pastore Giuseppe Platone. La liturgia del culto, che si svolgerà all´aperto, sarà guidata proprio dai cinque candidati al ministero pastorale. Attesi centinaia di membri di chiesa.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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