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Metodisti e valdesi. Ad agosto cinque nuovi pastori

07-08-2017 19:55 - News
Due donne e tre uomini, giovani e meno giovani, dai percorsi diversissimi, verranno consacrati in occasione del prossimo Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Tra liturgie per i 500 anni della Riforma protestante a Chanforan e il culto solenne di apertura del Sinodo a Torre Pellice, la giornata del 20 agosto per loro si annuncia ricca di impegni

Passione, gioia, gratitudine, servizio: sono queste le parole che riecheggiano nelle dichiarazioni dei "candidati al ministero pastorale", che in occasione del prossimo Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in agenda a fine agosto a Torre Pellice (TO), verranno consacrati, entrando a far parte del "corpo pastorale".

Durante il culto di apertura del Sinodo, che si terrà presso il tempio valdese di Torre Pellice il 20 agosto alle 15.30, Stanislao Calati, Noemi Falla, Stefano Giannatempo, Ilenya Goss e Francesco Marfè, sottoscriveranno l´antica Confessione di fede del 1655. Ma prima marceranno in testa al tradizionale corteo che solennemente si sposterà dalla "Casa valdese", dove si riunisce l´assemblea sinodale, lungo la via Beckwith fin dentro la chiesa, sempre gremita per l´occasione. Saranno affiancati dal pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia, a cui è stata affidata la predicazione del culto nell´anno in cui i protestanti celebrano il Cinquecentenario della Riforma di Martin Lutero. Il momento più alto della cerimonia di consacrazione sarà costituito dall´imposizione delle mani di tutti i presenti - pastori e laici - che insieme invocheranno la benedizione del Signore sui nuovi "ministri della Parola", come nella tradizione protestante si definiscono i pastori consacrati dalla comunità dei credenti.

Tutto questo, tuttavia, per i consacrandi e le consacrande succederà non prima di aver superato il cosiddetto "esame di fede" che si svolgerà il giorno precedente nell´aula sinodale della "Casa valdese" di Torre Pellice.

I cinque aspiranti pastori, giovani e meno giovani, dai percorsi diversissimi - il più "maturo" è già nonno, mentre c´è chi ha fatto anche il medico chirurgo e poi la docente universitaria prima di ricevere la chiamata "vissuta nella libertà" - sono provenienti sia dal Nord che dal Sud della penisola, e hanno alle spalle storie di conversione, ricerca e viaggi, tutti uniti dall´amore per la chiesa, la Parola e la condivisione.

Quest´anno, in particolare, la Tavola Valdese, su indicazione del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi del 2016, la mattina del 20 agosto ha organizzato nel luogo simbolico di Chanforan ad Angrogna, nelle valli del Piemonte, un culto solenne per i 500 anni della Riforma protestante. Fu su quel grande prato di Chanforan che i valdesi delle Valli riuniti in assemblea nel 1532 decisero di aderire ufficialmente alla Riforma protestante nella sua versione calvinista. A presiedere il culto sarà il pastore Marco Di Pasquale, mentre la predicazione sarà a cura del pastore Giuseppe Platone. La liturgia del culto, che si svolgerà all´aperto, sarà guidata proprio dai cinque candidati al ministero pastorale. Attesi centinaia di membri di chiesa.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 110



Lunedì 25 Ottobre




O Dio, non restare silenzioso! Non rimanere impassibile e inerte, o Dio! Poiché, ecco, i tuoi nemici si agitano, i tuoi avversari alzano la testa (Salmo 83, 1-2)
Liberaci dal maligno (Matteo 6,13)




Mio Dio, sono tempi angosciosi. Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani. Ogni giorno ha la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla.
Etty Hillesum


Romani 12, 17-21; Luca 13, 22-30





















































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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