01 Marzo 2021
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Metodisti britannici. E´ l´ora di prendere dei rischi nel nome dell´evangelo

05-07-2017 08:25 - Fede e spiritualità
"So di far parte di una chiesa, che al momento, è in declino numerico, ma sono anche legata a un evangelo che in declino non è di certo. Dobbiamo quindi chiederci: non è forse arrivato il momento di essere più radicali nella nostra fede, di prenderci dei rischi nel nome dell´evangelo?" Così ha esordito la pastora Loraine Mellor, nel suo primo discorso da neoeletta presidente della Conferenza metodista britannica.

Quest´anno i metodisti d´oltremanica, riuniti a Birmingham dal 22 al 29 giugno, si sono confrontati in modo schietto e diretto con le statistiche che vedono la storica denominazione protestante perdere ogni anno il 3.5% dei propri membri di chiesa, arrivando al numero attuale di 188 mila fedeli in tutta la Gran Bretagna.

"Sono numeri che rappresentano una sfida che va al di là delle statistiche ma che riguarda il nostro verso essere chiesa– ha detto il segretario della Conferenza, Gareth Powell –. Dobbiamo riprendere sul serio la nostra responsabilità di comunità che esprime quell´amore di Dio che porta ad avere attenzione per le altre persone e guida a Cristo".

Il rapporto sulle statistiche ha dunque aperto un dibattito che, al di là dei numeri, riguarda molti aspetti della testimonianza metodista. "La consistenza numerica delle nostre chiese da sola, non racconta tutta la storia – ha precisato il pastore Doug Swanney che ha presentato alla Conferenza il rapporto -. In base alle stesse statistiche risulta che ogni settimana nelle chiese metodiste della Gran Bretagna passano non meno di mezzo milione di persone" in relazione ad attività interne ed esterne alle chiese stesse, come gruppi giovanili, caffè, iniziative aperte alla società. Questi "modi alternativi di essere chiesa" vanno analizzati e condivisi.

Un´altra caratteristica emersa dal rapporto è che i metodisti sono sempre più una realtà multiculturale. "Nell´area di Londra, per esempio, il 66% dei metodisti non è di origine britannica", sottolinea il pastore Stephen Poxon, presidente del Comitato per l´Eguaglianza, la diversità e l´inclusione (EDI) nella chiesa. A questo riguardo, la Conferenza ha votato una mozione nella quale impegna la chiesa a raggiungere al proprio interno maggiore eguaglianza ed inclusione, non solo tra persone provenienti da altri continenti, ma anche riguardo alla giustizia di genere, al rendere le chiese luoghi ospitali anche per le persone disabili e all´accoglienza delle persone omosessuali.

Infine, alla Conferenza è stato presentato un importante documento congiunto con alcune proposte concrete per il raggiungimento di una più profonda comunione tra La Chiesa metodista britannica e la Chiesa d´Inghilterra. In particolare, il documento, intitolato "Patto per la missione e il ministero", prevede l´introduzione della figura di un "Vescovo presidente" che sovrintenderebbe alla Conferenza metodista britannica. Questa figura potrebbe aprire la strada a un completo riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti delle due chiese.

Dall´Italia alla Conferenza ha partecipato la pastora Mirella Manocchio, presidente dell´Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI).


Fonte: NEV - Notizie Evangeliche
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Giacobbe disse a Giuseppe: «Va a vedere se i tuoi fratelli stanno bene e se tutto procede bene con il gregge» (Genesi 37, 14)
Cercate ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri (Filippesi 2,4)

La responsabilità è, nel legame con Dio e con il prossimo, l’unica libertà concessa all’umanità.
Dietrich Bonhoeffer


Genesi 37, 3-36; Luca 11, 29-31




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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