27 Febbraio 2021
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Memoria. Ricordato oggi l´eccidio dei valdesi di Guardia Piemontese in Calabria

06-06-2013 16:14 - News
Roma (NEV), 5 giugno 2013 - Ricorre oggi la VI Giornata della Memoria istituita dall´amministrazione comunale di Guardia Piemontese (CS) per ricordare la persecuzione dei valdesi nel ´500, e in particolare quello che fu uno degli episodi più sanguinosi in Calabria: l´eccidio di Guardia Piemontese del 5 giugno del 1561 avvenuto per mano delle truppe papali di Pio IV e del cardinale Michele Ghislieri, capo del Sant´Uffizio dell´Inquisizione e futuro papa Pio V.

Nel corso di ondate migratorie fra il XIV e il XV secolo, i valdesi del Piemonte arrivarono anche nelle zone più meridionali della penisola. Per molto tempo gli insediamenti valdesi nel Sud Italia convissero senza grandi contrasti con la realtà locale. L´adesione dei valdesi alla Riforma, nonché l´inizio di un´aperta attività di predicazione della Bibbia, attirarono, dopo vari e falliti tentativi di conversione, l´attenzione della chiesa cattolica che era ben determinata a mantenere il controllo sulla regione e a reprimere ogni "eresia". Con la Controriforma tutta la zona fu infatti investita da una violenta repressione. Nella sola Guardia Piemontese - che ancora oggi conserva nella sua toponomastica il ricordo della strage - furono trucidate più di 2000 persone.

Nel pomeriggio di oggi, per l´occasione si tiene presso la sala consiliare un dibattito con i docenti Paolo Coen e Fausto Cozzetto dell´Università della Calabria, con l´imam della comunità islamica di Cosenza, Ahmed Berraou, e con il teologo valdese Paolo Ricca. Le conclusioni sono a cura dell´assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri. La giornata prosegue in serata con la deposizione di una corona commemorativa ai piedi della "Roccia di Val Pellice" e con la celebrazione di un culto. Alle ore 22, infine, il gruppo occitano di Guardia Piemontese "Vent de Notès" si esibirà in una serie di canti e danze occitane.

Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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