23 Agosto 2019

News

Meditazione - Camminare con Dio (Michea 6: 6-8) Greetje van der Veer

09-05-2013 10:18 - Bibbia e attualità
Il profeta Michea ci chiama a
camminare insieme. Ci chiama
a camminare insieme come
chiese, come uomini e donne. Egli
ci propone un pellegrinaggio verso
la giustizia, verso il bene: «che
altro richiede da te il Signore, se
non che tu pratichi la giustizia,
che tu ami la misericordia e cammini
umilmente con il tuo Dio?»

(Michea 6: 8).
Certo, da credenti siamo pronti
a immetterci su questa strada, eppure
non è così facile. All´inizio
forse sì, nei primi passi, ma poi la
storia ci insegna che difficilmente
mettiamo da parte le nostre passioni
che quasi inevitabilmente ci
fanno cambiare strada. Ecco perché
Michea ci chiama a essere
pronti e disposti a camminare
umilmente con Dio. La parola
umilmente forse ci svia, ma può
essere tradotta benissimo, il testo
ebraico lo permette, con consapevolmente
o forse, meglio ancora,
con essere pronti.
Il nostro sguardo, da sempre,
ma soprattutto in questi tempi, è a
breve termine: vediamo i sassolini
davanti ai nostri piedi, ma non
l´orizzonte che ci sta di fronte. Così
i sassolini ci fanno cambiare
strada, chi va da una parte, chi va
da un´altra, perdendo di vista la
meta che può essere solo comune.
Michea in pochissime parole
mette davanti a noi la strada da
percorrere, in modo molto chiaro:
che altro esige da noi il Signore
se non praticare la giustizia,
amare il bene ed essere disposti a
camminare con il Signore? Così
siamo chiamati a camminare,
cioè a vivere.
Le sue parole contengono una
forte critica alla religione ´umana´,
alla giustizia ´umana´, al nostro
modo di fare politica.
Può suonare strano ai nostri
orecchi, ma per Michea l´opposto
della giustizia è la religione, cioè
la fede vissuta nei soli rituali, nei
sacrifici automatici, nell´autocompiacimento,
senza avere come
orizzonte l´aspettativa di Dio verso
di noi. Senza farci interrogare
dal Regno di Dio, espressione che
non vuol dire altro che Dio regna.
Ecco, Michea in questo testo si
oppone a una religione che non si
fa interrogare dal Regno di Dio,
cioè dalla presenza di Dio nelle
nostre vite, e così dimentichiamo
di praticare la giustizia, di amare
il bene e di essere disposti a far
entrare Dio nella nostra esistenza.
Camminare. Ci sono delle persone
che vogliono lasciare tutto
così com´è, sono passive; ciò che
andava bene ieri, andrà bene anche
per oggi. Non si coglie che ci
sono sempre nuove situazioni
che ci sfidano, come le persone
che non contano, gli immigrati
senza documenti, ma anche i disoccupati
a cui è tolto il futuro in
nome di qualche dio che si chiama
mercato. Camminare con Dio
vuol dire impegnarci con le altre
e gli altri, a prescindere da qualsiasi
simpatia.
Camminare con Dio. Da solo
sei più veloce, dice un proverbio
africano, ma insieme vai più lontano.
Camminare con Dio significa
che Dio è vicino a te. Gesù
cammina assieme a Dio. Gesù e
Dio sono uno. Il cammino di vita
di Gesù non si ferma al Venerdì
Santo. Egli era uno con Dio anche
nella morte. Ed eccolo, la mattina
di Pasqua, passeggiare di nuovo
nel giardino. Forse da soli siamo
più veloci, ma insieme a Dio arriviamo
più lontano, decisamente.

Fonte: Notiziario Donne Evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Giovedì 22 Agosto

Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? (Isaia 53, 8)
Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo (Ebrei 12,3)

Dobbiamo svuotare Dio della sua divinità per amarlo. Egli si è svuotato della sua divinità diventando uomo, poi della sua umanità diventando cadavere (pane e vin), materia. E’ necessario amare Dio attraverso le proprie gioie, attraverso la propria sventure, attraverso i propri peccati (passati). E’ necessario amarlo attraverso le gioie, le sventure, i peccati degli altri uomini e senza condizione.
Simone Weil

I Corinzi 9, 16-23; Matteo 11, 1-19


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it