18 Ottobre 2021
News

Matteo 22, 35-36

20-05-2016 18:18 - Il Vangelo ci parla
«E uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova: "Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?"»

Dopo aver viaggiato molto, Gesù giunge finalmente a Gerusalemme. Lungo il suo marciare ha spesso incontrato degli avversari, persone che hanno tentato di metterlo in difficoltà. Ma l´impressione che si ha leggendo i vangeli è che la maggior parte di avversari lo attenda a Gerusalemme, vicino al Tempio, dove egli e i suoi discepoli si intrattengono in diverse dispute. La domanda che prendiamo in esame oggi gli è rivolta da un fariseo, dottore della legge, dopo che Gesù ha appena risposto ad un altro gruppo di avversari.

Leggendo queste pagine e commentandole, noi credenti poniamo sempre l´accento sullo spirito provocatorio delle domande, quasi che l´oggetto stesso della domanda sia un pretesto, o poco più. La domanda del fariseo è sbagliata, insomma, perché tende a mettere in difficoltà Gesù e, di conseguenza, diventano sbagliate tutte le domande poste al Signore, in maniera diversa da come "noi" le porremmo. Sbagliate le preghiere degli "altri", sbagliate le risposte che un credente, qualsiasi credente diverso, cerca al di fuori del "mio" modo di rapportarmi a Dio.

La domanda del fariseo è una domanda serissima, invece, indipendentemente dallo spirito con la quale egli la presenta a Gesù. Egli cerca una sintesi della scrittura, della legge. Un vademecum che lo aiuti ad interpretare la Parola, una serie di scritti articolata in diversi generi letterari e a partire da interpretazioni teologiche plurali e talvolta contraddittorie. "Io ricerco la verità, Signore, ma come faccio a muovermi nel marasma della Scrittura senza un criterio, senza un punto di riferimento?" Altro che domanda provocatoria! Questa è la domanda di chi offre a Dio le proprie inquietudini.

Tutti e tutte noi ci rivolgiamo a Dio carichi di inquietudini e lo spirito con il quale preghiamo il Signore non è mai tranquillo o pacificato. Altrimenti non avremmo bisogno di pregare. Ma il Signore risponde, talvolta ironicamente, in altri casi in maniera criptica, ma non si prende mai gioco di noi, né ammette che giudichiamo con sufficienza o snobbismo le domande "mal poste" da chi è diverso da noi. Ci dia Egli la forza di continuare ad affidargli le nostre inquietudini e di essere pronti ad accogliere quelle del nostro prossimo!

di Francesco Sciotto
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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