19 Maggio 2021
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Matteo 10,40-42

25-11-2015 20:22 - Fede e spiritualità
di Marco Di Pasquale

«Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato. Chi riceve un profeta come profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà premio di giusto. E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d´acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio».

C´era una volta un re, esiliato dal suo regno, che vagava ramingo e solo, di villaggio in villaggio. Se veniva alloggiato malamente e malamente sfamato, ma accolto da re, parlava con quelli di casa con tale confidenza come neppure quand´era a corte con i suoi più intimi. Così fa anche Dio, da quando è in esilio.

Questa breve storiella ebraica sembra spiegare molto bene il significato delle frasi di Gesù. Gesù invia i dodici apostoli in missione, esortandoli e incoraggiandoli, e termina con le parole che abbiamo letto. Perché mai questa missione? Forse per fare propaganda? La risposta di Gesù è un´altra: perché «chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato». Gesù stesso è inviato in missione per portare l´evangelo; è questa la prima cosa che ci accomuna a lui, come cristiani. Ricevere qualcuno che porta l´evangelo, perché porta l´evangelo, significa ricevere Gesù stesso, e anzi Dio stesso: significa accogliere Dio presso di sé.

Quando diciamo che l´evangelo è Parola di Dio, non intendiamo semplicemente che "sta scritto nella Bibbia". La Bibbia è un libro, che può restare muto come qualsiasi altro libro, se non se ne coglie il messaggio. Intendiamo dire invece che, quando accogliamo l´evangelo, Dio sta realmente parlando con noi, proprio con noi - così familiarmente, come un tempo a corte neanche con i suoi più intimi. Ci sta parlando come alle persone a lui più a care, da lui più stimate. Accogliere chi porta l´evangelo, perché porta l´evangelo, significa accogliere Gesù come il Cristo; e accogliere Gesù Cristo, significa accogliere Dio come Dio: come desidera essere accolto.

Le parole di Gesù ci dicono anche di più. Egli sta dicendo, in sostanza: "Chi accoglie me, accoglie Dio come Dio; e chi lo accoglie in tal modo, partecipa della sua gloria". Quando accogliamo Gesù Cristo nella nostra vita, in noi stessi, siamo resi partecipi della gloria stessa di Dio. E la prima cosa che accade è che Dio ci parla, tanto intimamente, come solo ai profeti e ai giusti. Cosa? Ma se ciascuno e ciascuna di noi, guardandosi dentro, non può considerarsi più di un miserabile?! Eppure, Dio parla a noi, e ci associa alla sua gloria, già ora!

E in che consisterebbe questa gloria, a cui Dio ci associa? Questo premio, paragonabile a quello dei profeti e dei giusti? La gloria di Dio è visibile, ancora una volta, in Gesù Cristo: è una gloria che attraversa la sofferenza, e fin la morte e l´infamia, e su di esse s´innalza, dopo averle vinte. Ma la buona notizia è che il caro prezzo di quella gloria, alla quale veniamo associati, è stato pagato, interamente, dalle sofferenze di Gesù, che egli ha vinto.

Ecco perché, nell´ultimo versetto, si parla non dei grandi e dei giusti ma dei minimi, dei piccoli. La gloria di Dio è quella di Gesù Cristo, abbassato e umiliato, eppur vittorioso; la gloria di colui che era grande e si è fatto piccolo - la gloria di un re in esilio, come quello della storiella ebraica.

Ecco: noi cristiani e cristiane siamo piccoli, sofferenti, tutt´altro che giusti e grandi. Ma portiamo un messaggio di gloria e di salvezza, portiamo agli altri una persona che è la gloria e la salvezza di Dio. E se qualcuno ci dà un piccolo, misero bicchier d´acqua perché in qualche modo ha riconosciuto in noi quella persona, Gesù Cristo, quegli ha accolto il re in esilio, come re, e non perderà il suo premio.

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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