03 Marzo 2021
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Marco Trasciatti, un vero paladino della democrazia

12-03-2014 15:29 - News
IL RICORDO

Il 20 febbraio ci ha lasciati Marco Trasciatti all´età di 53 anni, nel pieno della sua maturità. Obiettore di coscienza al servizio militare, interruppe i suoi studi universitari per dedicarsi completamente a due ideali: la formazione di giovani obiettori e, dopo l´abolizione del servizio militare obbligatorio, quella di volontari per il servizio civile ed alla collaborazione con l´Anffas nell´aiuto ai piccoli assistiti ed alle loro famiglie. Nonostante il suo carattere molto schivo, riusciva a creare una immediata empatia. La sua collaborazione con l´Anffas, iniziata nel 1986, è continuata ininterrottamente fino ad ora, sia pure con ruoli diversi. Aveva accompagnato la sua attività pratica con la partecipazione ad una serie di corsi universitari e seminari, fino a poter svolgere lui stesso una notevole attività come autore di saggi molto apprezzati e come membro di commissioni di studio per la legge sul volontariato civile. Lo incontrai negli ultimi anni ´80 in un piccolo comitato che organizzava dibattiti sulla pace e che era formato da lui, da un professore dell´Università di Pisa e da un ex ambasciatore olandese che aveva una casa a Lucca. Da questi tre amici partì l´idea di una mia candidatura al Parlamento e Marco Trasciatti divenne, poi, uno dei miei collaboratori principali non solo durante le due campagne elettorali, ma anche nel mantenere il mio contatto con il territorio durante i sette anni della mia permanenza in Parlamento, senza, per questo, rinunciare alla sua attività con l´Anffas e la lega degli obiettori di coscienza. Grazie a lui e ad Alessio Lucarotti, fu possibile seguire le varie istanze individuali e collettive dei cittadini per ottenere di evitare ingiustizie o, almeno, ottenere risposte troppo spesso bloccate dalla farraginosità burocratica. Finita la mia parentesi parlamentare, Marcò iniziò, nel 2000, una collaborazione a progetto per il Centro del Volontariato di Lucca. Tutta questa attività sociale gli costò varie rinunce tra cui il mancato completamento degli studi universitari. Ora rimane a me ed ai tanti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, il ricordo del tempo trascorso insieme e la riconoscenza per il suo esempio di uomo intelligente, retto ed onesto, veramente democratico e capace di un amore profondo e disinteressato anche per i meno fortunati. Domenico Maselli


Fonte: Il Tirreno
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 10


Mercoledì 3 Marzo

Poi Dio il Signore disse: «Non è bene che l’uomo sia solo» (Genesi 2,18)
Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua (Giovanni 19, 26-27)

Iscrivi il nostro nome alla tua scuola d amore. Insegnaci ad amare, a essere amati in piena trasparenza: trasparenza che rischiari ogni ombra fra quanti amiamo, carità che dissolva anche i piccoli resti di amore non vero fra noi.
Hèlder Câmara


Giovanni 16, 29-33; Luca 11, 37-54





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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