12 Dicembre 2019

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Mangiare è la nuova religione?

11-03-2018 09:57 - News
La società dei consumi attribuisce una grande importanza al mangiare

Dieta vegetariana, vegana, paleolitica o no-carb. Ormai il mangiare ha assunto una connotazione quasi religiosa, secondo la dietista Christine Brombach.

Peccare di gola, pentirsi, sentirsi in colpa e digiunare. Oggi quando la gente parla del mangiare usa espressioni religiose. Mangiare è la nuova religione?
Sì, il nostro rapporto con il mangiare presenta certamente connotazioni religiose. La nostra è una società laica, tuttavia le persone cercano valori e senso per la propria vita e anche modelli da seguire. Ed è sempre più il mangiare che va a colmare questo buco che si crea. Mangiare è prima di tutto un bisogno biologico, ma ha molti aspetti sociali che si prestano alla ritualizzazione. Le persone necessitano di rituali e quindi assegnano al cibo questa funzione.

C´è la tendenza di fotografare le pietanze e di condividere le immagini sui social media, il cosiddetto "Food Porn". Perché oggi viene data tutta questa importanza al cibo?
Il "Food Porn" è una forma di esibizionismo e ha connotazioni religiose nella misura in cui attraverso il cibo crea appartenenza a un gruppo sociale. È così anche per la santa cena. Il "Food Porn" è il tentativo di posizionarsi nella società, perché: "Sei quello che mangi". Viene rappresentato con chi, quando, che cosa e dove si mangia. È anche una forma di documentazione, perché alimenti e cibo sono di per sé effimeri, vengono consumati e dopo non sono più visibili. L´immagine fissa il messaggio: il cibo esprime il mio stile di vita. La parola dieta deriva dal greco "diaita", termine con cui in origine si indicava lo stile di vita, il modo di vivere. In questo termine è ancora evidente che il cibo è più del semplice apporto di sostanze nutritive.

Sempre più persone portano con sé bottigliette di bibite, si mangia a qualsiasi orario e dappertutto, non come un tempo cinque volte a orari fissi. È uno stile di vita?
Parlare del mangiare è un problema di lusso! Le persone che soffrono la fame non si chiedono che cosa il mangiare potrebbe significare, per loro mangiare è assumere cibo per sopravvivere. A causa dell´evoluzione le persone sono abituate a mangiare quando c´è disponibilità di cibo. Se, come nei nostri Paesi, il cibo è disponibile sempre e dappertutto, allora mangiamo soltanto per appetito e per voglia e non per fame. Ci siamo sviluppati in una società dell´abbuffata. È raro che le persone più anziane mangino per strada. Per quanto riguarda i bambini, osserviamo invece che hanno sempre qualcosa da succhiare.

Oggi ci facciamo molti pensieri riguardo al mangiare, tuttavia le statistiche mostrano che le persone ingrassano sempre di più. Che cosa c´è che non va?
È vero! In Svizzera il 44% della popolazione è sovrappeso o obeso, in Germania siamo al 50% e negli Stati Uniti la percentuale è ancora più alta. Una grande quantità di informazioni sul cibo non significa che si mangi meglio. Un fattore che porta a questo è il tempo. Cucinare e mangiar sano richiede molto tempo. Bisogna acquistare i prodotti in modo consapevole e prepararli con cura. Alla maggior parte delle persone manca il tempo e perciò puntano - o devono puntare - sui cibi pronti. Ma in realtà mangiare richiede tempo e dovrebbe essere integrato nelle nostre azioni quotidiane. Il filosofo francese Marcel Mauss ha definito il mangiare un "fatto sociale totale".

Molti si ripromettono di perdere peso. Come bisognerebbe procedere?
I comportamenti alimentari umani sono una routine. Spezzare questa routine richiede molta forza di volontà. Provi a usare forchetta e coltello al contrario e cambiare così l´abitudine di tutta una vita. È pressoché impossibile. Dovrebbe pertanto operare il cambiamento procedendo per piccoli passi. Un suggerimento può essere quello di utilizzare un piatto più piccolo. Si mostra pieno, e sappiamo tutti che si mangia con gli occhi, ma contiene meno cibo. Per quanto riguarda il bere bisognerebbe tenere la bevanda dove ci si trattiene più spesso, in modo da ricordarsene sempre. Per la verdura, invece, consiglio di mangiare un po´ di verdura cruda o insalata all´inizio dei pasti. In questo modo ci si sazia più velocemente e si consuma anche più verdura.

Al centro della vita di fede cristiana c´è un pasto: la santa cena. Ha un senso questo per lei?
Sì, ha senso. Mangiare è un atto sociale. Per mangiare ci si ritrova insieme. Ai tempi la santa cena era un pasto completo, pane e vino avevano il significato simbolico di confermare la promessa. Le persone si ritrovavano insieme al termine della giornata di lavoro per fortificarsi fisicamente e spiritualmente. Oggi le cose sono cambiate, la santa cena viene celebrata la domenica mattina ed è ridotta alla sua funzione simbolica.

Con che cosa preferisce saziarsi? Che cosa si trova sul suo menù?
Mi piacciono molte cose, sono curiosa e ogni volta che è possibile provo di tutto un po´. Amo molto il pane così come le patate, ma anche i latticini e le verdure.
(intervista a cura di Franz Osswald; in kirchenbote-online.ch; trad. it. G. M. Schmitt)


Fonte: voceevangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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