01 Dicembre 2021
News

Lutero e la Lettera ai Romani

28-12-2015 22:47 - Bibbia e attualità
In vista del quinto centenario della riforma protestante, un focus sul prossimo numero della Civiltà Cattolica

Fra due anni ricorrerà il quinto centenario della riforma protestante e già sin da ora si può osservare un rinnovato interesse verso Lutero e i temi della riforma protestante. Alla luce di ciò, anche sul prossimo numero de La Civiltà Cattolica sarà possibile leggere un saggio, a firma di padre Giancarlo Pani, sulla centralità della lettera di San Paolo ai Romani nel pensiero di Lutero.

Lutero insegnava a leggere e a commentare la Bibbia nella università di Wittenberg, recentemente fondata dal Principe di Sassonia Federico il Saggio. Dopo essersi dedicato alla spiegazione dei Salmi, le sue lezioni si incentrarono sulla Lettera ai Romani. La sua non fu una lettura meramente esegetica, ma esistenziale, trovando nelle parole di Paolo una risposta alla propria inquietudine.

Lutero, studiando l’opera di Paolo e i relativi commenti di Sant’Agostino, si avvicina ai temi della giustificazione, della grazia e della fede che diventeranno centrali nella riforma protestante.

Scrive padre Pani: “Lutero vuole mettere in evidenza quale sia il peccato più grande nell’uomo. Esso non consiste solo nella ribellione alla legge di Dio e nell’attaccamento ai beni temporali, bensì nel credere di poter divenire irreprensibili con le proprie forze: non è raro vedere che i giudei e gli eretici rinunciano ai beni mondani, ma pochi sanno rinunciare alle virtù, ai beni spirituali, ai meriti, che costituiscono un impedimento molto più grande per accogliere la grazia di Cristo. Questa infatti si riceve solo nella fede e per la misericordia di Dio. La salvezza non viene dallo sforzo dell’uomo, come ritengono gli “iustitiarii”: un termine, questo, forse inventato, certo valorizzato in modo straordinario da Lutero, per indicare coloro che pretendono di poter essere giusti con il proprio impegno spirituale. La conclusione è lapidaria: La santità è dono della misericordia”.

È interessante notare come, per Lutero, la Lettera ai Romani sia stata una sorta di porta per la comprensione dell’intera Scrittura. Scrive infatti ancora il religioso: “Il primo pregio di Lutero è proprio quello di aver messo in luce, sia pure attraverso tortuosi itinerari, l’evangelo di Paolo, il più antico scrittore nel Nuovo Testamento e il primo interprete del messaggio cristiano. Per lui la Lettera apre all’intelligenza dell’intera Sacra Scrittura, la quale deve intendersi tutta di Cristo”.

Come è già stato detto, la riflessione di Lutero sui temi della giustificazione, della grazia e della fede, segue quella di Paolo e di Agostino eppure questa volta ci troviamo dinnanzi a qualcosa di diverso se non addirittura rivoluzionario. Infatti, come sappiamo, la teologia luterana segnerà in qualche modo la fine del Medioevo e darà inizio all’età moderna, scardinando le basi della civiltà. Scrive infatti padre Pani: “Se l’esegesi data da Lutero della giustificazione per la sola fede aveva antichissime radici nella storia del cristianesimo, l’effetto che essa ebbe nel Cinquecento fu dirompente. L’interpretazione, infatti, escludendo nel modo più assoluto qualsiasi merito da parte dell’uomo per la salvezza, metteva in discussione la pietà cristiana che era alla base della vita della Chiesa, dell’impegno dei laici e degli appartenenti agli Ordini religiosi, delle opere di carità e di assistenza”.

Fonte: Zenit.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Martedì 30 Novembre




I miei giorni sono nelle tue mani ( Salmo 31, 15)
Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita? (Luca 12, 25)

Non ti preoccupare di ciò che verrà, non piangere per ciò che passa. Preoccupati piuttosto di non perderti, e piangi quando galleggi nel fiume del tempo senza portare in te il cielo.
Friedrich Schleiermacheer


Ebrei 10, 32-38; Zaccaria 1, 7-17








































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Dicembre 2021
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Dicembre 2021
L M M G V S D
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Foto gallery
[]

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it