08 Marzo 2021
News

L´ultima cena, anzi la prima. La volontà tradita di Gesù di Paolo Ricca

31-01-2014 22:17 - Bibbia e attualità
«Questo libro persegue un triplice scopo. Il primo è cercare di capire che cos´è la Cena del Signore (così la chiama l´apostolo Paolo: I Corinzi 11,20; né "eucaristia", né "santa Cena" sono termini che il Nuovo Testamento applica a questo rito), e quindi di sapere che cosa facciamo quando la celebriamo. Tutti pensiamo di saperlo, più o meno chiaramente, più o meno approssimativamente. Ma forse ci illudiamo. [...] Il secondo scopo di questo libro è cercare di capire perché la Cena, anziché unire, divide. Che divida i cristiani e le chiese è noto a tutti.
[...] Da secoli vige nella cristianità un regime di apartheid eucaristico che, per quanto riconosciuto da tutti come scandaloso in quanto contrario all´esplicita volontà e preghiera di Gesù (Giovanni 17,21), viene tuttavia accettato come normale. È però lecito chiedersi: tutte queste "tavole separate" sulle quali crediamo di celebrare la Cena di Gesù possono veramente essere considerate "mensa del Signore"? [...] Il terzo scopo del libro è esplorare la possibilità di superare l´attuale situazione di apartheid eucaristico, facendo prevalere la volontà di Gesù su quella delle chiese. In concreto si tratterà di verificare il fondamento teologico della cosiddetta "ospitalità eucaristica", che le chiese, pur essendo tra loro ancora divise, possono, volendo, sin d´ora praticare. [...] Come affrontare l´argomento, dato che sulla Cena esistono innumerevoli pubblicazioni e non c´è sicuramente bisogno di aggiungerne ancora un´altra, come se le precedenti non bastassero? La cosa migliore è parsa essere questa: fornire al lettore un´antologia di testi significativi attraverso i quali potrà egli stesso vedere come l´interpretazione e la pratica della Cena sono via via cambiate attraverso i secoli fino ai nostri giorni».
Paolo Ricca

Paolo Ricca ha insegnato Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. La Facoltà di Teologia di Heidelberg gli ha conferito la laurea honoris causa. È uno degli ospiti fissi della trasmissione "Uomini e profeti" di Rai Radio 3.
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 34



Lunedì 8 Marzo

Tu sei il Signore nostro Dio; non vinca l’uomo contro di te! (II Cronache 14, 10)
Molto volentieri mi vanterò delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me (II Corinzi 12,9)

Nella sequela di Cristo cambiano le priorità e diventa possibile ridefinire ogni cosa e anche scegliere. Questa parola dovrebbe tornare ad essere attuale nella nostra vita, nella vita concreta della comunità dei credenti, nella vita concreta della nostra comunità. Scegliere di ridefinire le nostre priorità personalmente e comunitariamente, per amore del Regno di Dio.
Maria Bonafede


Luca 14, 25-35; Luca 19, 28-40




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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