27 Settembre 2020
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Lucca. L´OK del Consiglio Comunale per un centro ecumenico

01-06-2017 20:21 - Ecumenismo
Il comune chiede al Sindaco di promuovere uno spazio dedicato all´ecumenismo e al dialogo religioso a livello istituzionale

Per la prima volta in Italia un Consiglio comunale approva una delibera per costituire un centro ecumenico. Un passo in più verso la realizzazione di uno dei "sogni" del pastore Domenico Maselli, a un anno dalla sua scomparsa. Maselli, figura di spicco dell´evangelismo italiano, è stato deputato della Repubblica e presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) dal 2006 al 2009.

"Il seme di questo suo sogno era stato gettato nei primi anni di attività, in una comunità già molto aperta al dialogo fra i cristiani, – spiegano in una nota i consiglieri della chiesa valdese di Lucca e del centro culturale Pietro Martire Vermigli, da anni impegnati in percorsi interculturali ed ecumenici – basta ricordare la collaborazione di questa chiesa con la vicina comunità di San Paolino, nata negli anni della seconda guerra mondiale e continuata attraverso incontri di preghiera e attività comuni. Con l´arrivo del vescovo Giuliano Agresti il dialogo prese vigore e si iniziarono a porre basi concrete per creare un centro interconfessionale, aperto al mondo laico, per un dialogo e un confronto non solo fra chiese, ma con tutta la società civile. Si può intravedere in ciò l´intuizione della necessità di educare a una cultura di comprensione, tolleranza e accoglienza, in un´epoca in cui i flussi migratori non avevano ancora la portata di oggi. Insieme continuiamo nell´impegno alla realizzazione di questo sogno lasciatoci in eredità, invitando tutti coloro che ci possano e ci vogliano aiutare".

Con l´approvazione di una delibera in merito, il Consiglio comunale ha invitato formalmente il Sindaco a predisporre un progetto per la creazione di un "centro di dialogo ecumenico, interconfessionale e di dialogo culturale con il mondo laico, per diffondere la cultura dell´accoglienza, del confronto e della reciproca accettazione e comprensione".

Fra le premesse, appare significativo che le istituzioni si dichiarino consapevoli della storia della città, che ha visto nel XVI secolo il fiorire di movimenti riformati affermatisi tra le famiglie lucchesi, successivamente trasferite a Ginevra, e del fatto che un discendente di una di quelle famiglie, Giovanni Diodati, fu eminente teologo protestante di impostazione calvinista e traduttore della Bibbia ancora oggi in uso delle comunità evangeliche italiane.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Sabato 26 Settembre

"Io sono con te", dice il Signore "per salvarti" (Geremia 30, 11)
Paolo scrive: Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte(II Timoteo 4, 16-17)

Padre nostro che sei nei cieli ... e anche altrove accanto a tutte le donne e gli uomini della terra, e soprattutto al fianco di tutti coloro che la vita e gli uomini tormentano e schiacciano; tu, nostro avvocato e liberatore.
Tavo Burat



Marco 12, 41-44; II Corinzi 10, 1-11

La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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