12 Dicembre 2019

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Lucca - All´Itis Fermi - il corso sulla salute - un antidoto all´abbandono

05-06-2013 13:40 - News
L´istituto conclude le celebrazioni per i suoi cinquantenni e illustra i risultati del nuovo progetto per 120 studenti

Non solo chimica, italiano, matematica o inglese. All´Itis Fermi - che venerdì conclude le celebrazioni per i suoi 50 anni - si studia anche l´educazione alla salute. Che, va detto subito, non è fatta di lezioni su danni del fumo o della droga o trattati sull´alimentazione scorretta. E´ invece un percorso di ricerca dell´autostima e dell´etica della responsabilità, ritenuti i punti di partenza per essere in salute, cioè star bene fisicamente, mentalmente e socialmente secondo la definizione data alla salute dall´Organizzazione mondiale della sanità. Uno degli effetti immediatamente percepibili di questa "nuova" materia è il freno all´abbandono scolastico.

"Aiutiamo i nostri studenti - sottolinea Angelo Albero, uno dei docenti del gruppo di educazione alla salute - ad aver fiato, calore e ali, parlando con il cuore e al cuore. Siamo convinti che senza questa cura per la formazione del sentimento, l´istruzione non arriva al cuore e non diventa processo formativo".

A seguire questo percorso, ogni anno, solo all´istituto di via Piaggia sono circa 120 studenti, cui vanno aggiunti i genitori e un nutrito gruppo di insegnanti, delle discipline più diverse.

" E´ la stessa Organizzazione mondiale della sanità - spiega Albero - ad aver sottolineato l´importanza dell´acquisizione in ambito scolastico delle cosiddette life skills, ovvero le abilità sociali e relazionali che permettono ai ragazzi di affrontare in modo efficace le esigenze della loro vita quotidiana, rapportandosi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità. Abilità che possono essere valorizzate e sollecitate, a partire dalla scuola dell´infanzia fino alle superiori, con la per education, ossia l´educazione tra pari, un processo attraverso il quale i ragazzi, ben preparati, si incaricano di preparare attività educative, informali o organizzate, con e per i propri pari - simili per età, back-ground o interessi - per un periodo di tempo determinato, allo scopo di sviluppare le loro conoscenze, attitudini e convinzioni".


Fonte: Il Tirreno

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Giovedì 12 Dicembre

Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare (Ecclesiaste 5,1)
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole (Matteo 6, 7)

Fa’ che la tua bocca sia in silenzio, allora parlerà il tuo cuore. Sia in silenzio il tuo cuore, allora parlerà Dio.
Dalla Chiesa Copta

II Corinzi 5, 1-10; Isaia 45, 18-25


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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