29 Maggio 2020
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Lucca, 4 ottobre, s. Francesco, un olivo nel centro città come segno di pace

04-10-2016 10:01 - Ecumenismo
Nell´ambito degli eventi "Verso e oltre la Marcia Perugina Assisi", il 4 ottobre, giorno di San Francesco, indicato dal Parlamento nel 2005 quale "solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni", a Lucca nella centralissima piazza San Francesco verrà collocata una pianta di olivo.
L´iniziativa è promossa dal Comune di Lucca e realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Pescia e del consorzio Co.Ri.Pro olivi di Pescia, che hanno messo a disposizione le pianta che rappresenterà, proprio di fronte alla chiesa cittadina dedicata al poverello di Assisi, l´impegno permanente della città di Lucca a favore della pace fra i popoli.
Alla cerimonia sarà presente il sindaco Alessandro Tambellini e rappresentanti delle comunità religiose locali che intoneranno preghiere di diverse religioni del Mondo.
"Si tratta di una prima iniziativa altamente simbolica – spiega l´assessore alla cooperazione internazionale Enrico Cecchetti – a cui ne faranno seguito altre. In particolare, una volta che saranno partiti gli orti scolastici nell´ambito del progetto 100.000 orti in Toscana, è nostra intenzione proporre a tutte le scuole aderenti la messa a dimora di una pianta di olivo, che costituirà un´ulteriore occasione di riflessione sui temi legati alla pace".
L´appuntamento per oggi è alle 18 in piazza San Francesco: l´amministrazione comunale invita tutti i cittadini a partecipare.
Questa occasione rientra nel programma approntato per riflettere sul tema della pace, programma iniziato la scorsa settimana con l´incontro tra la cittadinanza lucchese e Piero Piraccini della Tavola della Pace.



Fonte: Toscana Oggi - Redazione di Lucca

UN GIORNO UNA PAROLA

M A G G I O
Versetto del mese:
“Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio,
ciascuno secondo il dono che ha ricevuto,
lo metta al servizio degli altri”
(I Pietro 4,10)


Salmo della Settimana 131

Venerdì 29 Maggio

La mia lingua celebrerà la tua giustizia, esprimerà la tua lode per sempre (Salmo 45, 28)
I discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio (Luca 24, 52-53)

Non guardiamo noi stessi le nostre opere, la gioia che abbiamo in te, Signore, è la nostra forza. Non farci diventare oziosi nella nostra via: fa che condividiamo la nostra gioia con tanti.
Lindolfo Weingärtner

Efesini 1, 15-23; II Timoteo 2,1-13


















Preghiera


Signore non ti prego di avere una vita serena,
sazia e gradevole, priva di scosse e di affanni.

Ti prego invece di rimanere sulla mia barca.

> l'altra sponda si avvicina <
e con lei anche la tempesta e la paura.
Paul Roth





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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