22 Gennaio 2020

News
percorso: Home > News > News

L´onda pentecostale e la scogliera cattolica

31-07-2018 08:22 - News
Sul numero di luglio della rivista di geopolitica "Limes" un saggio di Paolo Naso sulla "strategia del dialogo" inaugurata da papa Francesco nei confronti del mondo pentecostale

S´intitola "L´onda pentecostale e la scogliera cattolica" il saggio del politologo Paolo Naso pubblicato sul numero di luglio della rivista di geopolitica "Limes", dedicata a "Francesco e lo stato della chiesa".

L´articolo di Naso è inserito nella seconda sezione del volume, dedicata agli "sfidanti" della Chiesa cattolica. E certamente il movimento pentecostale può ben essere considerato un agguerrito competitor, in costante e consistente ascesa in Africa ma soprattutto in America latina, il continente del papa "venuto dalla fine del mondo".

Naso mostra come la "scogliera cattolica" si sia rapportata all´"onda pentecostale": dapprima con una aperta ostilità (reciproca), mitigatasi ai tempi del pontificato di Benedetto XVI "in omaggio alla comune convergenza su temi etici: no all´aborto, all´omosessualità e alle famiglie gay".

Bergoglio ha invece introdotto "una strategia del dialogo" basata sulle relazioni di fraternità. Secondo alcuni, si tratterebbe di una "teologia dell´amicizia" che "genera consenso a un prezzo molto basso". Secondo altri, sarebbe "l´ennesimo cedimento di un papa troppo orientato all´ecumenismo".

Naso propende per una terza analisi che vede il dialogo intrapreso da papa Francesco come "il frutto di un´esperienza e di un ragionamento sulle prospettive della cristianità che, proiettandosi verso il Sud globale, finisce per intercettare il pentecostalismo in tutta la sua rilevanza quantitativa e qualitativa".

Il saggio ricorda le frequentazioni dell´allora vescovo di Buenos Aires con il mondo pentecostale argentino; l´incontro in Italia, a Caserta, con il pastore Giovanni Traettino della Chiesa della riconciliazione; la richiesta di perdono per i cattolici che, facendosi forti della circolare Bufarrini Guidi del 1935 – quella che definiva il culto pentecostale "nocivo all´integrità fisica e psichica della razza" -, hanno perseguitato i pentecostali nel nostro paese.

In conclusione, secondo Naso, "la strategia di Francesco non è incidentalmente o strumentalmente dialogica. Provenendo dai ´confini del mondo´ dove il pentecostalismo cresce più rapidamente, il papa argentino sa bene che la sua crescita suona anche come critica alle forme tradizionali del cattolicesimo e come ricerca di una spiritualità alla quale le Chiese stabilite non sembrano saper dare risposta".

Riguardo al movimento pentecostale è da segnalare che l´ultimo numero della International Review of Mission, rivista del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), è dedicata alla "Teologia pentecostale della missione" con articoli, in inglese, in larga misura a firma di esponenti del mondo pentecostale internazionale.

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Mercoledì 22 Gennaio

Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere (Isaia 7,9)
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni (I Timoteo 6,12)

Ricomporre l’unità tra il tempo e la strada, ritrovare il legame tra la fede e la vita, ricondurre la Parola di Dio dal margine al centro, riscoprire la realtà della chiesa nel mondo: non è questa la consegna del mondo presente?
Vittorio Subilia

Galati 5, 1-6; I Corinzi 1, 18-25




Liberi dal peccato
commento a Galati 5, 1
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù

Mai come in questo periodo storico, l’uomo occidentale ha potuto godere di piena libertà: di pensiero, di parola, di stampa. Può vivere (o cercare di vivere) la vita che più lo attrae, senza dover superare troppi ostacoli esterni. Pur nella consapevolezza di tutte le problematiche politiche, sociali, legate alla comunicazione, ma anche interiori e psicologiche che rappresentano dei freni oggettivi per la nostra libertà, dobbiamo constatare che mai come ora, abbiamo, almeno potenzialmente, la possibilità di scegliere liberamente la nostra vita, di pensare con la nostra testa e di fare scelte ponderate.
E dunque Paolo non si rivolge a noi? Ha scritto per altri uomini e donne? E poi perché dice “state saldi”? Chi di noi vorrebbe rinunciare alla propria libertà? Non siamo forse diventati insofferenti a qualsiasi limite ci venga proposto o, peggio, imposto?
Ma quella che Dio ci offre, non è la libertà senza vincoli a cui oggi ambiamo, non è la libertà di diventare ricchi a spese di altri, di mangiare a sazietà dimenticando chi muore di fame a causa del nostro stile di vita, la libertà di distruggere il pianeta pur di avere qualche comfort in più, o di fare quello che desideriamo senza pensare alle conseguenze per gli altri esseri umani o per l’ambiente.
Quella che ci offre Dio è la libertà dal peccato, e dunque proprio la libertà dalla sopraffazione, dall’abuso, dalla corruzione nostra e del nostro ambiente naturale, ma a causa del nostro peccato, sempre riaffiorante, si tratta di una libertà che richiede disciplina, coraggio, senso di responsabilità.
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi. Liberi di seguirlo, liberi di accogliere quel genere di umanità che Gesù stesso rappresenta: la libertà di darsi liberamente agli altri. Di essere servi. La libertà di essere liberi dai compromessi, dalla sudditanza al dio danaro, di amare incondizionatamente, senza se e senza ma. La libertà di essere, senza tentennamenti, figli e figlie di Dio.
E dunque stiamo saldi e non permettiamo che nulla e nessuno ci ponga nuovamente sotto il giogo della schiavitù. Amen!
di Erica Sfredda




Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it