20 Settembre 2021
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Lo spettro di Lutero sul Vaticano di Giovanni Ferrò

17-10-2014 18:48 - Ecumenismo
Il suo nome non è comparso in nessun documento, ma il suo spettro si è aggirato sul Sinodo dei vescovi cattolici dedicato alla famiglia. E´ lo spettro di Martin Lutero

Nessuno lo ha citato, eppure la sua ombra era là. Il suo nome non è comparso in nessun documento, ma il suo spettro si è aggirato sul Sinodo dei vescovi cattolici dedicato alla famiglia. E´ lo spettro di Martin Lutero. Sì, perché è sul fantasma del riformatore di Wittenberg che, alla fin fine, si rischia di farsi la guerra, all´interno di questa importante assise episcopale che si svolge in Vaticano.

Non perché Lutero, ovviamente, abbia stabilito particolari ricette infallibili sul tema della famiglia e della sua crisi contemporanea. Piuttosto, perché il metodo innovativo voluto da papa Francesco - che ha scardinato la stanche liturgie sinodali cui il cattolicesimo mondiale si era ormai abituato - "puzza" tremendamente, alle rigide narici dei più conservatori, di protestantesimo. Discussioni aperte e franche, nessuna intimidazione dall´alto, attenzione al vissuto delle persone e ai "valori" della modernità, al posto della secca e preventiva condanna di ogni novità sociale e civile: tutto questo sta spaventando terribilmente i settori più dogmatici della gerarchia cattolica. E al Sinodo lo si è visto: di fronte a qualunque accenno di apertura nei confronti delle situazioni "irregolari" (divorziati risposati, convivenze, coppie omosessuali) si è assistito a una irritata e brusca levata di scudi da parte di coloro che si ritengono i paladini della ortodossia "senza se e senza ma". Qualcuno, come mons. Stanisław Gądecki, presidente dell´episcopato polacco, ha perfino criticato la relazione di sintesi preparata dal cardinale ungherese Peter Erdo (non certo un pericoloso "liberal") accusando il porporato di essersi lasciato influenzare "dall´ideologia anti-matrimoniale".

I nostalgici della condanna facile contro tutti gli "ismi" (laicismo, consumismo, secolarismo, su su fino a comunismo) sono terrorizzati dal terremoto che sta provocando il "metodo Francesco". E reagiscono con violenza di fronte a ciò che identificano come un cedimento alla mentalità moderna. Cioè, in ultima analisi, protestante.

Sì, perché bisogna riconoscerlo: nei settori più conservatori del cattolicesimo postconciliare, l´aggettivo "protestante" è stato - ed è ancora - l´equivalente di un insulto. E la riforma luterana, il capro espiatorio di ogni "male" della società moderna.

La discussione interna al Sinodo si è fatta molto accesa. Ma, fino a che sul trono di Pietro resterà Jorge Mario Bergoglio, il dibattito resterà aperto e il libero confronto un metodo legittimo. Sotto le acque agitate del Sinodo rimane però una questione profonda tuttora irrisolta: fino a che la Chiesa cattolica nel suo complesso non arriverà a fare i conti con serenità e lucidità con l´ombra di Martin Lutero, non potrà essere appieno figlia del suo tempo. E in questo travaglio - non c´è dubbio - le Chiese della Riforma potrebbero molto aiutare la Chiesa cattolica, se solo si riuscisse a trovare un comune atteggiamento di fraternità e condivisione ecumenica.

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
S E T T E M B R E
Versetto del mese:

Avete seminato molto e avete raccolto poco;
voi mangiate ma senza saziarvi;
bevete ma senza soddisfare la vostra sete
vi vestite, ma non vi è chi si riscaldi;
chi guadagna un salario
mette il suo salario in una borsa bucata

(Aggeo 1, 6 )



Salmo della settimana: 119,153-160

Lunedì 20 Settembre


Io non morirò, anzi vivrò, e racconterò le opere del Signore (Salmo 118,17)
Sono stato crocifisso con cristo non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! (Galati 2,20)

Non ci si dovrebbe domandare con ansia: «Che cosa ancora potrà accaderci?», ma piuttosto dire «Non vedo l’ora di conoscere ciò che Dio ha ancora in serbo per me».

Romani 6, 18-23; Ebrei 4, 1-13
































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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