09 Luglio 2020
News
percorso: Home > News > News

Lo spettacolare viaggio di padre Pio

08-02-2016 17:28 - News
Il cristianesimo può essere espresso in forme differenti, ma l´idolatria suscita imbarazzo Malvina La Rosa

Mi rendo conto che aprire una riflessione su questo tema sia delicato e, forse, poco politically correct, tuttavia è essenziale farlo, se si vuole salvaguardare la propria identità protestante all’alba del XXI secolo perché, nonostante i giusti sforzi ecumenici, non siamo tutti teologicamente uguali – e questo per me rimane un valore. Sono un po’ confusa per il fatto che da parte nostra si continuino a tessere lodi generiche e buonistiche sull’operato di papa Francesco, senza voler vedere le profonde differenze che marcano le distanze fra “noi” e “loro”: non siamo la stessa cosa e non condividiamo il medesimo orizzonte dottrinale, sebbene senza dubbio rimaniamo chiese “sorelle”.

La diversità ci ha diviso in modo violento nel corso dei secoli e, anche se il pontefice ha ammesso gli errori e le persecuzioni perpetrate contro i Valdesi, non si annullano come se niente fosse accaduto: la memoria deve essere rivendicata e tramandata, ci appartiene, pur nel riconoscimento razionale che molta strada è stata percorsa ed ora, finalmente, conviviamo nel rispetto reciproco. Il Cristianesimo può essere coniugato in forme dissimili, spesso discordanti, come è stato fin dalle origini, ma assistere all’idolatria che circonda il cadavere di un uomo (padre Pio) mi suscita imbarazzo ed indignazione: soprattutto se penso che tale idolatria è incentivata e promossa dall’attuale vescovo di Roma, che è descritto e celebrato dai principali organi di comunicazione e da numerosi intellettuali (o presunti tali, di qualsiasi orientamento essi siano) come un innovatore, un progressista, uno che sta riformando la chiesa cattolica. Non è così.

Certo i richiami alla povertà di santa madre chiesa ed il costante riferimento agli ultimi e agli emarginati sono stati dall’inizio del suo pontificato un preciso e calcolato segno distintivo (in fondo, siamo di fronte ad un gesuita, maestro di comunicazione politica) – però i ricorrenti rimandi al culto mariano ed a quello dei santi, il giubileo indetto per la remissione dei peccati e, in ordine di tempo, quest’ultima trovata mediatica del viaggio giubilare della mummia del santo di Pietralcina testimoniano una maniera di intendere la fede che nulla ha a che vedere con noi e con l’essenza del Cristianesimo. Ed è sorprendente che migliaia di persone, di tutti i livelli culturali e sociali, manifestino tanta devozione superstiziosa ancora oggi: in fondo, è vero che in Italia maghi ed astrologi prosperano, perché non dovrebbe prosperare anche una malintesa idea di religione che ha tenacemente rimosso le sue origini ebraiche e, sotterraneamente, si è legata agli antichi culti pagani nei quali, forse, la gente si riconosce più spontaneamente?

Io continuo a rimanere fedele a quello che con saggezza gli ebrei chiamano Il Nome, evitando di pronunciare l’impronunciabile, riconosco la mia salvezza nella sua grazia e nel suo amore – e mi auguro di trovare condivisione con i fratelli e le sorelle del mondo riformato, perché i nostri antenati hanno davvero prodotto quella Riforma che celebreremo l’anno prossimo, scrivendola con il sangue. E una buona memoria storica significa tenere vivo il passato nel presente, per indirizzare il nostro futuro: noi siamo protestanti e testimoniamo la buona Notizia in Cristo.

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Mercoledì 8 Luglio

In mezzo a questo popolo, io continuerò a fare delle meraviglie, meraviglie su meraviglie; la saggezza dei suoi saggi perirà (Isaia 29,14)
Molti udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua?» (Marco 6, 2)

Signore, quanto spesso noi illudiamo noi stessi con le nostre idee e i nostri piani. Alcune speranze si distruggono, ma anche alcuni timori si mostrano infondati. Noi sperimentiamo te come il Dio che è diverso da come noi lo pensiamo. Tu ci sovrasti e ci sorprendi sempre di nuovo, forse anche oggi. Noi confidiamo in te.

Marco 11, 20-26; I Re 17, 7-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




Eventi

[<<] [Luglio 2020] [>>]
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account