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Lo slancio pastorale

23-11-2017 10:06 - News
Dal 14 al 16 novembre si è svolto a Strasburgo l´incontro annuale dei e delle responsabili della formazione e dell´accompagnamento pastorale delle chiese francofone europee. Sono stato invitato a partecipare dal pastore Didier Crouzet, conosciuto quando frequentavamo insieme la Cevaa, che ora è il segretario generale della Chiesa protestante unita di Francia. Ho così avuto la possibilità di conoscere le persone che in una decina di chiese, in Francia, Svizzera e Belgio hanno compiti analoghi al mio, coordinatore della Commissione ministeri, nonché Commissione permanente per la formazione pastorale.

L´aspetto più utile per il nostro lavoro è stato lo scambio di esperienze e metodologie: come le diverse chiese impostano il rapporto con le rispettive facoltà di teologia, come organizzano il periodo di prova dei pastori e delle pastore, come utilizzano le competenze degli psicologi per la verifica dell´idoneità delle persone a ricoprire il ruolo pastorale, come accompagnano le/i pastore/i nel corso de loro ministero, ecc. Per una chiesa piccola come la nostra, lo scambio con chiese sorelle poco più grandi, che operano in contesti paragonabili al nostro, è di vitale importanza. Dal confronto ho infatti ricevuto molti stimoli e suggerimenti, che ora riporterò alla Commissione ministeri.

Il tema scelto per l´incontro di quest´anno era "Lo slancio pastorale" e si è partiti dalla crisi di slancio che molti pastori e pastore vivono, per chiedersi come prevenire queste crisi e come sostenere chi le attraversa, in modo da evitare di arrivare al burn out. Ci ha guidati in questo lavoro un consulente della comunicazione, Bernard Maufras, di Strasburgo. Dell´approccio al problema che Maufras ci ha proposto, centrato sulla condivisione all´interno del gruppo, mi ha colpito la necessità – e la possibilità – di dare un senso alle cose che si fanno. «Se quello che fate vi sembra non avere senso – dice Maufras – dateglielo voi un senso. Anche se l´ipotesi che fate dovesse in seguito rivelarsi sbagliata, vi avrà comunque fatto uscire dall´impasse». A livello collettivo la domanda chiave da porsi è: quali sono i valori che vogliamo far vivere nelle nostre interrelazioni? «Bisogna riconoscere – ha aggiunto il formatore – che ogni persona è composta di varie parti; nei momenti di difficoltà, dobbiamo fare appello alla parte di noi più ben disposta verso la situazione che stiamo affrontando; analogamente, di fronte a una persona che ci mette a disagio, dobbiamo cercare in lei quella parte che ci pare più disponibile nei nostri confronti».

Noi partecipanti abbiamo discusso l´approccio proposto, per esempio controproponendo che il senso delle cose non siamo noi a darlo ma ci è donato, ma abbiamo anche riconosciuto l´utilità di un tale approccio pragmaticamente positivo.

I nostri ospiti hanno organizzato anche la visita a due importanti chiese della città: la cattedrale e la chiesa di S. Pietro il giovane. Nella storia di Strasburgo, dove cattolicesimo e protestantesimo si sono combattuti con alterne vicende, entrambe queste chiese sono state sia cattoliche sia protestanti, a seconda dei momenti; per un periodo la chiesa di S. Pietro il giovane è stata usata da entrambe le confessioni, con una parete divisoria che delimitava gli spazi, ma non impediva al canto di disturbare la celebrazione dell´altra confessione. L´ultimo giorno siamo stati in visita al parlamento europeo.

L´anno prossimo sarà il turno della Chiesa protestante unita di Francia, che ospiterà l´incontro a Parigi. Il tema sarà "Il conflitto". Vista l´utilità dell´incontro di quest´anno, proporrò alla Commissione ministeri di continuare a parteciparvi.

di Daniele Bouchard


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Mercoledì 4 Agosto


Gioisco della tua parola, come chi trova un grande bottino (Salmo 119, 162)
Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna (Giovanni 6, 68)


Signore, conserva per me la tua parola, il dono nobile, questo tesoro, perché io metto al di sopra di ogni bene e della più grande ricchezza. Se la tua parola non dovesse più essere applicata, su che cosa dovrebbe basarsi la fede? Io non mi occupo di mille cose, ma solo di mettere in pratica la tua parola.
Nikolaus Ludwig von Zinzendorf





I Corinzi 10, 23-31; Atti egli apostoli 28,17-31






Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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