01 Ottobre 2020
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#LiveTheBorder. Preghiera ecumenica in ricordo del naufragio di Lampedusa

05-10-2017 10:14 - Ecumenismo
Si terrà domani alle ore 18 a Lampedusa la IV commemorazione ecumenica organizzata da Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dalla comunità locale della parrocchia di San Gerlando. Alla celebrazione in ricordo dei 368 bambini, donne e uomini annegati a poche miglia dalla costa quattro anni fa, nel naufragio del 3 ottobre del 2013, parteciperanno i rappresentanti e i leader ecumenici – protestanti, ortodossi e cattolici – provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, che in questi giorni hanno partecipato al convegno internazionale "Vivere e testimoniare la frontiera", a Palermo. Fra questi, il Consiglio della FCEI al completo.

La cerimonia solenne, dal titolo "La memoria che segna il presente", si terrà nella chiesa di San Gerlando e sarà curata dalla pastora valdese Maria Bonafede e dal parroco di Lampedusa, Carmelo La Magra. Interverranno il presidente FCEI, pastore Luca Maria Negro e il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e presidente di CARITAS Italia. "Siamo qui in questa isola sospesa tra Europa e Africa per fare memoria di quanti sono morti nel mare che è di fronte a noi. Sono morti perché fuggivano da persecuzioni, violenze e torture e cercavano un approdo sicuro e un luogo dove ricostruire le loro speranze. Le nostre leggi ingiuste hanno ucciso quella speranza e di questi nostri fratelli e di queste nostre sorelle oggi ci resta, al massimo, qualche nome. Alcuni di essi sono nel cimitero della nostra piccola comunità, a memoria della loro storia, della loro vita e della loro morte": si aprirà così la commemorazione di quella tragedia, ma anche di tutte le tragedie analoghe in altre parti del mondo: a Ceuta e Melilla tra il Marocco e la Spagna, a Lesbos in Grecia, al largo della Turchia, a Sahuarita in Arizona e in tanti altri luoghi di confine tra Stati Uniti e Messico. Nella liturgia, un momento di benedizione e uno di riflessione collettiva sui muri fisici e su quelli invisibili che nella storia e nel presente hanno diviso e dividono i popoli.

Fra i versetti biblici per la meditazione, sono stati scelti un brano dalla I lettera di Giovanni, "Nell´amore non c´è paura; anzi, l´amore perfetto caccia via la paura" (I Giov. 4: 18); le parole di Geremia che recitano "Non opprimerete lo straniero, l´orfano e la vedova (Geremia 7:6); infine, dal salmo 140, versetto 12, "So che il Signore difende la causa dei miseri, il diritto dei poveri".

La cerimonia si chiuderà con la lettura della Dichiarazione ecumenica di Lampedusa, frutto dei lavori della conferenza internazionale che si è tenuta a Palermo fra il 30 settembre e il 2 ottobre.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
Documenti allegati
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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