06 Luglio 2020
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#LiveTheBorder. Preghiera ecumenica in ricordo del naufragio di Lampedusa

05-10-2017 10:14 - Ecumenismo
Si terrà domani alle ore 18 a Lampedusa la IV commemorazione ecumenica organizzata da Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dalla comunità locale della parrocchia di San Gerlando. Alla celebrazione in ricordo dei 368 bambini, donne e uomini annegati a poche miglia dalla costa quattro anni fa, nel naufragio del 3 ottobre del 2013, parteciperanno i rappresentanti e i leader ecumenici – protestanti, ortodossi e cattolici – provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, che in questi giorni hanno partecipato al convegno internazionale "Vivere e testimoniare la frontiera", a Palermo. Fra questi, il Consiglio della FCEI al completo.

La cerimonia solenne, dal titolo "La memoria che segna il presente", si terrà nella chiesa di San Gerlando e sarà curata dalla pastora valdese Maria Bonafede e dal parroco di Lampedusa, Carmelo La Magra. Interverranno il presidente FCEI, pastore Luca Maria Negro e il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e presidente di CARITAS Italia. "Siamo qui in questa isola sospesa tra Europa e Africa per fare memoria di quanti sono morti nel mare che è di fronte a noi. Sono morti perché fuggivano da persecuzioni, violenze e torture e cercavano un approdo sicuro e un luogo dove ricostruire le loro speranze. Le nostre leggi ingiuste hanno ucciso quella speranza e di questi nostri fratelli e di queste nostre sorelle oggi ci resta, al massimo, qualche nome. Alcuni di essi sono nel cimitero della nostra piccola comunità, a memoria della loro storia, della loro vita e della loro morte": si aprirà così la commemorazione di quella tragedia, ma anche di tutte le tragedie analoghe in altre parti del mondo: a Ceuta e Melilla tra il Marocco e la Spagna, a Lesbos in Grecia, al largo della Turchia, a Sahuarita in Arizona e in tanti altri luoghi di confine tra Stati Uniti e Messico. Nella liturgia, un momento di benedizione e uno di riflessione collettiva sui muri fisici e su quelli invisibili che nella storia e nel presente hanno diviso e dividono i popoli.

Fra i versetti biblici per la meditazione, sono stati scelti un brano dalla I lettera di Giovanni, "Nell´amore non c´è paura; anzi, l´amore perfetto caccia via la paura" (I Giov. 4: 18); le parole di Geremia che recitano "Non opprimerete lo straniero, l´orfano e la vedova (Geremia 7:6); infine, dal salmo 140, versetto 12, "So che il Signore difende la causa dei miseri, il diritto dei poveri".

La cerimonia si chiuderà con la lettura della Dichiarazione ecumenica di Lampedusa, frutto dei lavori della conferenza internazionale che si è tenuta a Palermo fra il 30 settembre e il 2 ottobre.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
Documenti allegati

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Domenica 5 Luglio
Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo (Galati 6,2)


Gioite, rallegratevi nel Signore, vostro Dio (Gioele 2, 23)
In cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Questo è il primo messaggio di Gesù. Nei più svariati modi Gesù ha liberato la gente che gemeva, oppressa dai pesi e dalle angosce della vita. Gesù l’ha fatto per indicare l’azione di Dio. Ogni sua azione voleva rendere evidente l’azione di Dio. E Dio agisce oggi come allora. Abbi fiducia! Dio vuole donne e uomini gioiosi, sollevati, liberi dalle ansie, dagli affanni e dalle angosce. Dio vuole questo anche per noi. Lascia che l’azione di Dio si compia in te secondo il suo volere. E poi apri gli occhi: intorno a tre ci sono persone preoccupate e angosciate. Aiutale a portare i loro pesi fin dove arriveranno le tue forze. E insegna loro ad aiutare gli altri/le altre, a portare i pesi e le angosce delle altre/degli altri.

Genesi 50, 15-21; Luca 6, 36-42: Giacomo 3, 13-18




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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