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Libertà religiosa. Anche nella nuova legislatura gli evangelici saranno in prima linea

13-01-2018 11:47 - Ecumenismo
Seppur garantita dalla Carta costituzionale, l´Italia non ha nel suo ordinamento normativo una legge sulla libertà di pensiero, coscienza e religione, ma deve rifarsi alle disposizioni sui "culti ammessi" di epoca fascista. Ilaria Valenzi (CCERS): "teniamo alta l´attenzione su un tema che si attesta tra i più attuali e urgenti"

Non dovrebbe più essere ammesso parlare di culti ammessi. Anche nella nuova legislatura le chiese evangeliche saranno in prima linea nella battaglia a favore di una legge sulla libertà religiosa e per il superamento delle leggi sui "culti ammessi" del 1929-30, unica disposizione giuridica "a tutela" delle comunità di fede senza Intesa. Lo ha assicurato nel corso di un incontro pubblico organizzato alla Camera dei deputati Ilaria Valenzi, responsabile dell´ufficio legale della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS). Presente anche la vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Christiane Groeben.

L´incontro intitolato "Libertà religiosa: tra intese e culti ammessi – una proposta di legge quadro per la prossima legislatura" si è svolto ieri pomeriggio presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma su iniziativa degli onorevoli Luigi Lacquaniti e Gessica Rostellato, primi firmatari di una proposta di legge in merito. "Sebbene sul finire della legislatura l´iniziativa parlamentare si inserisce nel dibattito della libertà religiosa e di coscienza, con il significato simbolico di riaffermare l´importanza del tema", ha affermato Valenzi, aggiungendo: "la FCEI da sempre è parte attiva e impegnata verso il definitivo superamento della legislazione sui culti ammessi e per l´introduzione di una legge generale a tutela di tutte le realtà di fede". Contestualmente ha ricordando come nella scorsa primavera un gruppo di lavoro della Fondazione Astrid, coordinato dal costituzionalista Roberto Zaccaria, aveva presentato una bozza di legge sulla libertà religiosa e di coscienza.

"Ribadiamo l´importanza di tenere alta l´attenzione su di un tema che si attesta tra i più attuali e urgenti e auspichiamo che lo stesso sia posto immediatamente in discussione nell´agenda politica della nuova stagione istituzionale che va iniziando", ha concluso Valenzi.



Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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