19 Maggio 2021
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"Le strade degli ugonotti e dei valdesi" inserito negli "Itinerari culturali europei"

15-04-2013 15:47 - News
Gli "Itinerari culturali europei" sono percorsi riconosciuti dal Consiglio d´Europa "come veicolo di comunicazione, di scambio culturale tra le nazioni e le culture europee e come strumento per consolidare l´identità europea: come tali sono considerati patrimonio europeo da salvaguardare".

Venerdì 12 aprile a Lussemburgo all´abbazia di Neumünster si è tenuta l´ultima audizione per l´attribuzione del riconoscimento di "Itinerario Culturale Europeo" a "Le strade degli ugonotti e dei valdesi". L´itinerario storico culturale è allo studio da anni e vede fra i promotori per parte italiana la Provincia di Torino, il Gal Escarton e valli valdesi e la Fondazione Centro culturale valdese. Il suo percorso ripercorre da sud a nord l´Europa seguendo le vie dell´esilio degli ugonotti francesi avvenuto a seguito della revoca dell´editto di Nantes nel 1685 e dei valdesi del Piemonte che nel 1687 dopo un anno di carcere vengono «accompagnati» dalle truppe sabaude ai confini del ducato e all´esilio.

L´itinerario che coinvolge oltre che la Francia e l´Italia (nel nostro paese il percorso del Rimpatrio è già segnalato da alcuni anni mentre per quello dell´esilio è in preparazione la stampa di una guida cartacea che uscirà in autunno, si vedano per maggiori informazioni i siti www.gloriosorimpatrio.it e www.lestradedeivaldesi.it) anche la Svizzera e la Germania, terre queste ultime che hanno ricevuto gli esiliati, e prevede anche il tracciato del Glorioso rimpatrio dei valdesi che nel 1689 rientrarono in armi nei territori delle valli valdesi.

"Le strade degli ugonotti e dei valdesi" non è un "pellegrinaggio", anzi è un itinerario molto "laico". Rientra tra quei percorsi che partendo da una narrazione storica del passato affronta problematiche tipiche del presente come l´intolleranza, la xenofobia, la mancanza della libertà di coscienza e di espressione. Temi attuali purtroppo, su cui val la pena di riflettere e interrogarci, visto che ancora oggi sono numerose le persone che dovono fuggire e allontanarsi dalla loro terra di origine a causa di violenze politiche e persecuzioni senza avere la certezza del ritorno. "Le strade degli ugonotti e dei valdesi" raccontano anche del Rimpatrio, di una volontà di Resistenza e di lotta per la libertà. Un percorso carico di speranza e di "forza".

I 25 rappresentanti della commissione valutatrice in Lussemburgo, in rappresentanza di altrettante realtà nazionali europee, dopo un´audizione di circa 30 minuti dei rappresentanti delle realtà promotrici dell´iniziativa, hanno dato parere positivo all´iscrizione dell´itinerario tra quelli "di interesse culturale europeo". Ora l´ultimo passaggio è la ratifica ufficiale di quanto deciso a Lussemburgo che avverrà a maggio a Strasburgo.

Una tappa fondamentale quella del 12 aprile nel riconoscimento storico e culturale di questo percorso che percorre le strade europee valorizzandone le bellezze paesaggistiche ma soprattutto, come dicevamo, che parla di memoria, di diritti negati e violati ma anche di solidarietà e di incontro fra culture differenti e non ultimo di lotta per la libertà.

Il progetto degli "Itinerari culturali europei" è partito a livello europeo nel 1987 e ora "Le strade degli ugonotti e dei valdesi" si vanno ad affiancare a percorsi come "I Cammini di Santiago de Compostela", "La via Francigena", "Le vie di Mozart", "La rotta dei Fenici"...
di Davide Rosso

Fonte: vociprotestanti
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Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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