26 Agosto 2019

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´Le Strade degli ugonotti e dei valdesi´ ora sono Itinerario culturale europeo

15-09-2013 16:57 - Documenti
La consegna dell´attestato del Consiglio d´Europa è avvenuta a Neu Isenburg (Germania)

Roma (NEV), 11 settembre 2013 - Il percorso storico-culturale di 1800 chilometri che traccia la lunga fuga attraverso le Alpi da parte di ugonotti e valdesi nel XVII secolo, ha ottenuto il riconoscimento "Itinerario culturale europeo" del Consiglio d´Europa. La consegna della pergamena è avvenuta lo scorso 10 settembre presso il museo cittadino di Neu Isenburg vicino a Francoforte sul Meno (Germania), alla presenza dei rappresentanti italiani, francesi, svizzeri e tedeschi de "Le strade degli ugonotti e dei valdesi".

La revoca dell´Editto di Nantes da parte del re di Francia nel 1685, e gli editti emanati dal duca di Savoia l´anno successivo, significarono per 200.000 ugonotti e circa 3000 valdesi l´inizio delle persecuzioni. Partirono dalla Francia e dall´Italia verso il nord Europa, attraversando la Svizzera raggiungendo la Germania e i Paesi Bassi. "Una storia che a 300 anni di distanza si riferisce a temi oggi strettamente attuali, come i diritti negati, la lotta per la libertà, l´incontro fra culture e religioni differenti, e l´intolleranza", ha dichiarato Davide Rosso, direttore del Centro culturale valdese (CCV) di Torre Pellice (TO), presente per l´occasione, aggiungendo: "è una tragedia frutto delle persecuzioni, ma allo stesso tempo una storia di accoglienza e di solidarietà europea".

"Questo progetto aiuta a ricordarci come i temi della fuga, dell´esilio, della tolleranza e dell´integrazione siano ancora oggi di ampia portata sociale e politica per l´Europa" ha invece sottolineato Penelope Denu, direttrice dell´Istituto Europeo Itinerari Culturali del Consiglio d´Europa che ha consegnato nella cittadina di Neu Isenburg, fondata nel 1699 dai rifugiati ugonotti, il prestigioso riconoscimento.

"Le strade degli ugonotti e dei valdesi" si possono oggi percorrere a piedi o in bicicletta alla scoperta del territorio dal punto di vista ambientale e storico. Il percorso segue gli antichi itinerari dell´esilio degli ugonotti e dei superstiti degli 8500 valdesi imprigionati nelle carceri sabaude, con l´unica colpa di essere protestanti (http://www.lestradedeivaldesi.it/).

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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