02 Luglio 2020
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Lampedusa. L´osservatorio FCEI denuncia lo stallo. "Ma le vittime sono sempre i migranti"

19-08-2018 08:08 - News
160 persone a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, in rada di fronte al porto di Lampedusa, in attesa di indicazioni da parte del Ministero da più di 24 ore

"La strategia Salvini non regge e l´unico effetto delle guerra alle ONG ingaggiata dal ministro dell´interno per ora ha prodotto solo un drammatico aumento delle morti in mare e uno stallo sulle operazioni di salvataggio che imbarazza anche la Guardia costiera". Lo afferma Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), commentando la situazione determinatasi a Lampedusa in queste ore. "Dai nostri operatori sull´isola – spiega Naso – apprendiamo che tredici migranti eritrei, che si trovavano a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, sono stati trasferiti con urgenza nel porto di Lampedusa. Le persone, tra cui diversi bambini, sono state portate nel poliambulatorio dell´isola perché fortemente debilitate dopo aver trascorso anni nei campi di detenzione libici. Tra queste anche una donna che avrebbe subito gravi violenze in Libia e un´altra che avrebbe abortito spontaneamente. Tutte le persone arrivate a Lampedusa sono state immediatamente trasferite verso la Sicilia mentre a bordo della nave Diciotti, ancora in rada a Lampedusa, rimangono oltre 160 persone in attesa di indicazioni dal Ministero dell´Interno rispetto al porto di sbarco. È uno stallo intollerabile – prosegue Naso – che rivela una pericolosa contraddizione tra le logiche del ministro dell´interno e i doveri istituzionali di un corpo dello Stato che ha come finalità prima il salvataggio in mare e la messa in sicurezza delle persone salvate, in questo caso dei profughi. Da anni, anche rivolgendoci alle nostre chiese sorelle europee – conclude il coordinatore di MH – noi evangelici chiediamo un maggiore coinvolgimento della UE, ma di fronte all´emergenza umanitaria ribadiamo che il dovere di tutti è garantire la sicurezza di chi fugge da guerre e persecuzioni ed è sopravvissuto ai lager e al cinismo dei trafficanti. Il resto viene dopo".


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23


Giovedì 2 Luglio

O Signore, Signore nostro, quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra! (Salmo 8, 1)
Maria disse:«Grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome» (Luca 1, 49)

Rallegratevi e risuoni il vostro canto a Dio, nostro sommo bene, il corno proclami al di sopra di ogni grande opera i suoi prodigi!
Paul Gerhardt

Matteo 18, 14-20; I Re 12, 20-33




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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