21 Maggio 2019

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Lampedusa. L´osservatorio FCEI denuncia lo stallo. "Ma le vittime sono sempre i migranti"

19-08-2018 08:08 - News
160 persone a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, in rada di fronte al porto di Lampedusa, in attesa di indicazioni da parte del Ministero da più di 24 ore

"La strategia Salvini non regge e l´unico effetto delle guerra alle ONG ingaggiata dal ministro dell´interno per ora ha prodotto solo un drammatico aumento delle morti in mare e uno stallo sulle operazioni di salvataggio che imbarazza anche la Guardia costiera". Lo afferma Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), commentando la situazione determinatasi a Lampedusa in queste ore. "Dai nostri operatori sull´isola – spiega Naso – apprendiamo che tredici migranti eritrei, che si trovavano a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, sono stati trasferiti con urgenza nel porto di Lampedusa. Le persone, tra cui diversi bambini, sono state portate nel poliambulatorio dell´isola perché fortemente debilitate dopo aver trascorso anni nei campi di detenzione libici. Tra queste anche una donna che avrebbe subito gravi violenze in Libia e un´altra che avrebbe abortito spontaneamente. Tutte le persone arrivate a Lampedusa sono state immediatamente trasferite verso la Sicilia mentre a bordo della nave Diciotti, ancora in rada a Lampedusa, rimangono oltre 160 persone in attesa di indicazioni dal Ministero dell´Interno rispetto al porto di sbarco. È uno stallo intollerabile – prosegue Naso – che rivela una pericolosa contraddizione tra le logiche del ministro dell´interno e i doveri istituzionali di un corpo dello Stato che ha come finalità prima il salvataggio in mare e la messa in sicurezza delle persone salvate, in questo caso dei profughi. Da anni, anche rivolgendoci alle nostre chiese sorelle europee – conclude il coordinatore di MH – noi evangelici chiediamo un maggiore coinvolgimento della UE, ma di fronte all´emergenza umanitaria ribadiamo che il dovere di tutti è garantire la sicurezza di chi fugge da guerre e persecuzioni ed è sopravvissuto ai lager e al cinismo dei trafficanti. Il resto viene dopo".


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

MAGGIO
Versetto del mese
Nessuno è pari a te e non c’è altro Dio fuori di te
(II Samuele 7, 22)

Salmo della settimana: 108

Lunedì 20 Maggio

Egli è l’ oggetto delle tue lodi, é il tuo Dio
(Deuteronomio 10,21)
Gesù dice: «Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo,il principio e la fine»
(Apocalisse 22,13)

Signore Gesù, tu devi rimanere la corona del mio cuore, il sole della mia gioia. Non permettere che per vanità mi allontani dalla tua luce. Resta il mio premio, la tua parola mi nutre, resta il mio onore, la tua parola mi insegna a credere sempre fermamente in te.
Georg Weissel

Esodo 15, 1-21; II Samuele 16, 1-14




PREGHIERA

Signore, che io possa con il tuo aiuto,
far convergere, in fraterna collaborazione,
l’intera comunità
in una visione unitaria
della nostra testimonianza.
Che io possa favorire,
con chiara apertura di spirito,
ogni iniziativa;
ravvivare in tutti il senso
di responsabilità che
le varie mansioni conferiscono.
Impegnare tutti alla ricerca
di quegli elementi
che possono far progredire
la nostra testimonianza.
O Signore, nelle tue mani
metto il mio diuturno lavoro,
benedicilo e santificalo
perché possa sempre più
rilucere la fiaccola della
mia elevazione spirituale
Edizioni Paoline




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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