25 Giugno 2021
News

La via per uscire dalla miseria

25-11-2015 09:38 - Bibbia e attualità
Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c´è nessuno che faccia il bene, neppure uno
(Salmo 14, 3)

Liberaci dal maligno
(Matteo 6, 13)

Nessuno può dire che la Bibbia sia un libro che tratta temi fuori dal nostro mondo. Mi sembra di aprire il giornale quando leggo: Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c´è nessuno che faccia il bene, neppure uno (Salmo 14, 3). Mi domando, quasi automaticamente: dove? Di chi si parla? Quale scandalo è stato scoperto questa volta? Ma la Bibbia non parla solo degli altri, di quella gente corrotta che non fa del bene, parla di noi, di me. Ho sempre trovato molto liberante che la Bibbia non parta dal presupposto che noi esseri umani siamo buoni per natura, anzi. Dopo il racconto del diluvio è Dio stesso ad ammettere: «Il cuore dell´uomo concepisce disegni malvagi fin dall´adolescenza» (Genesi 8, 21c) e comunque dona l´arcobaleno come segno della sua misericordia verso noi esseri umani malvagi.

Nel Catechismo di Heidelberg all´8a domanda, si chiede: «Siamo dunque corrotti a tal punto da essere del tutto incapaci di alcun bene, e inclini a ogni male?». E la risposta: «Sì». Forse questo è il primo passo per uscire dalla miseria: riconoscere come siamo noi esseri umani, riconoscere come sono io, sviata, corrotta, incapace di compiere alcun bene.

Il Catechismo di Heidelberg aggiunge ancora qualcosa nella sua risposta. Sì siamo corrotti e incapaci di alcun bene, «a meno che nasciamo di nuovo mediante lo Spirito Santo». Questa è la via per uscire dalla miseria, che Dio cambi qualcosa in noi. John Wesley ha chiamato questo processo «santificazione». È l´idea che io - che mi scopro corrotto e malvagio - non devo rimanere come sono, ma posso ricevere da Dio una nuova forma, per diventare più simile a lui o, come direbbe Wesley, un po´ più santo.

In questa prospettiva possiamo anche pregare insieme con Gesù: Liberaci dal maligno (Matteo 6, 13).

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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