20 Settembre 2021
News

La via per uscire dalla miseria

25-11-2015 09:38 - Bibbia e attualità
Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c´è nessuno che faccia il bene, neppure uno
(Salmo 14, 3)

Liberaci dal maligno
(Matteo 6, 13)

Nessuno può dire che la Bibbia sia un libro che tratta temi fuori dal nostro mondo. Mi sembra di aprire il giornale quando leggo: Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c´è nessuno che faccia il bene, neppure uno (Salmo 14, 3). Mi domando, quasi automaticamente: dove? Di chi si parla? Quale scandalo è stato scoperto questa volta? Ma la Bibbia non parla solo degli altri, di quella gente corrotta che non fa del bene, parla di noi, di me. Ho sempre trovato molto liberante che la Bibbia non parta dal presupposto che noi esseri umani siamo buoni per natura, anzi. Dopo il racconto del diluvio è Dio stesso ad ammettere: «Il cuore dell´uomo concepisce disegni malvagi fin dall´adolescenza» (Genesi 8, 21c) e comunque dona l´arcobaleno come segno della sua misericordia verso noi esseri umani malvagi.

Nel Catechismo di Heidelberg all´8a domanda, si chiede: «Siamo dunque corrotti a tal punto da essere del tutto incapaci di alcun bene, e inclini a ogni male?». E la risposta: «Sì». Forse questo è il primo passo per uscire dalla miseria: riconoscere come siamo noi esseri umani, riconoscere come sono io, sviata, corrotta, incapace di compiere alcun bene.

Il Catechismo di Heidelberg aggiunge ancora qualcosa nella sua risposta. Sì siamo corrotti e incapaci di alcun bene, «a meno che nasciamo di nuovo mediante lo Spirito Santo». Questa è la via per uscire dalla miseria, che Dio cambi qualcosa in noi. John Wesley ha chiamato questo processo «santificazione». È l´idea che io - che mi scopro corrotto e malvagio - non devo rimanere come sono, ma posso ricevere da Dio una nuova forma, per diventare più simile a lui o, come direbbe Wesley, un po´ più santo.

In questa prospettiva possiamo anche pregare insieme con Gesù: Liberaci dal maligno (Matteo 6, 13).

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
S E T T E M B R E
Versetto del mese:

Avete seminato molto e avete raccolto poco;
voi mangiate ma senza saziarvi;
bevete ma senza soddisfare la vostra sete
vi vestite, ma non vi è chi si riscaldi;
chi guadagna un salario
mette il suo salario in una borsa bucata

(Aggeo 1, 6 )



Salmo della settimana: 119,153-160

Lunedì 20 Settembre


Io non morirò, anzi vivrò, e racconterò le opere del Signore (Salmo 118,17)
Sono stato crocifisso con cristo non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! (Galati 2,20)

Non ci si dovrebbe domandare con ansia: «Che cosa ancora potrà accaderci?», ma piuttosto dire «Non vedo l’ora di conoscere ciò che Dio ha ancora in serbo per me».

Romani 6, 18-23; Ebrei 4, 1-13
































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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